Martedì, 21 Novembre 2017 15:29

Allo “Spazio” l'esordio letterario di Fabio Falugiani con “Celeste imperfetto”

La copertina del libro La copertina del libro

Pistoia – Venerdì 24 novembre ore 18, presso la libreria “Lo Spazio” (via dell'Ospizio 26/28), verrà presentato “Celeste imperfetto”, romanzo d'esordio di Fabio Falugiani.

L'autore sarà presentato e dialogherà con Francesca Cimò.

“Celeste imperfetto”, primo romanzo pubblicato dall'autore, è un Bildungsroman, un romanzo di formazione nella sua forma più classica, un lungo racconto che accompagna il protagonista, che incontriamo all’inizio appena adolescente, nel suo percorso di maturazione fino all’età adulta. Il percorso di formazione del protagonista, Giovanni, è il fulcro dell'intero tessuto narrativo, sorretto e come plasmato dalle persone con cui si relaziona.

Lungo il corso della sua maturazione, due sono le esperienze profondamente dolorose che gli si rivelano: la prima è rappresentata dal tentativo dell'essere umano, non del tutto riuscito, di comunicare col prossimo. La seconda è la complessa caduta della famiglia italiana nella nostra società nell'ultimo trentennio. La crisi dell'identità familiare fa apparire la totalità delle comparse come un immenso gregge allo sbando, che non ha punti fermi a cui appoggiarsi. Il contrasto tra il dissolversi di tutto quel che Giovanni tocca e la sua caparbia fiducia nella possibilità di costruire qualcosa, costituisce la parte più luminosa e positiva del romanzo.

L'arte, l'amore per la cultura, la mistica bellezza della musica, Firenze, il fascino dei ricordi e il tempo che passa, sono le non piccole speranze di cui il protagonista si riveste e che non lo tradiranno mai, sono il bagaglio della sua memoria e rappresentano il coraggioso tentativo di combattere l'eterna e implacabile dissoluzione di tutte le cose.

Nato a Firenze, Fabio Falugiani ha alle spalle studi classici che lo hanno portato ad amare la poesia greca e latina, ma anche una grande passione per i grandi autori del Novecento, in particolare per il suo concittadino Pratolini e per Camus, da cui trae ispirazione. Attribuisce alla musica un potere evocativo straordinario che, liberamente filtrato dalla memoria, ne fa uno degli strumenti più profondi della conoscenza del proprio io.

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