Giovedì, 07 Giugno 2018 15:53

Les Bouquinistes, Daniele Benati racconta il suo romanzo "Cani dell'inferno"

Lo scrittore Daniele Benati Lo scrittore Daniele Benati

Pistoia – Sabato 9 giugno alle 18 presso la libreria indipendente Les Bouquinistes lo scrittore Daniele Benati presenterà il suo romanzo “Cani dell'inferno”, ripubblicato quest'anno da Quodlibet.

Ne parlerà con lui Jacopo Narros.

Benati, che appartiene al gruppo degli scrittori emiliani, ambienta il suo romanzo in un palazzo in Mystic Avenue 3847 in una città americana non ben definita e racconta le storie ironicamente strampalate di dieci personaggi che vi abitano il cui cognome inizia sempre con la lettera "P". Sono spesati dal governo italiano: non si sa bene per quale motivo, né cosa debbano fare.

“La prima cosa che mi viene da dire è che questo è un libro formidabile – così commenta Ermanno Cavazzoni nella prefazione – se ne vedono pochi al giorno d’oggi così, ma anche al giorno di ieri; se ne vedono pochi in generale; e identici a questo, non ne ho mai visti, e non ho mai sentito che qualcuno ne abbia intravisti.
È un libro pieno di persecutori. Chi è che non ne ha avuti di persecutori? quei tali che ossessionano, rompono le scatole, portano disgrazia. In questo libro persecutori di varia razza e apparenza assillano il protagonista, anche solo in forma di fantasmi piantati in testa, o di amiconi venuti per bere alcolici o surrogati.

Il protagonista, tale Joe, è finito in una città americana a spese dello Stato, non sa neanche lui perché, in Mystic Avenue 3847, un palazzone che di sotto ha un McDonald’s; e attraverso i gabinetti si sbuca direttamente in un’università americana: è finito lì per scontare una pena? non sarà già nell’aldilà? nell’inferno personale del protagonista? o in qualche inferno moderno dove si arriva senza avvedersene?
Il romanzo gira e rigira attorno agli stessi luoghi, mutando i punti di vista a seconda del mutare dei personaggi; un modo di raccontare in preda a contorti umori mentali, che si trasmettono come per malefico incanto anche a chi legge. Provare per credere”.

Daniele Benati (Reggio Emilia, 1953) ha insegnato in varie università di Irlanda, Stati Uniti e Ungheria. Ha tradotto scrittori irlandesi e americani (Joyce, Beckett, Flann O’Brien, Brian Friel e altri). Assieme a Gianni Celati ha tradotto l’antologia Storie di solitari americani (Rizzoli, 2006) e curato l’edizione americana di Carta canta di Raffaello Baldini (Bordighera Press, Florida, 2000). Suoi libri di narrativa: Silenzio in Emilia (Feltrinelli, 1997 e Quodlibet, 2009); Opere complete di Learco Pignagnoli (Aliberti, 2006); Un altro che non ero io (Aliberti, 2007); Baltica 9 (con Paolo Nori, Laterza, 2008); Cani dell'inferno (Feltrinelli, 2004 e Quodlibet, 2018). È stato redattore dell’almanacco letterario «Il Semplice» (Feltrinelli, 1995-1997) e della rivista «L’accalappiacani» (DeriveApprodi, 2006-2010).

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