Mercoledì, 29 Aprile 2015 02:00

I disegni di Halprin per la riapertura della Casa dell'Architettura

Firenze - Viene inaugurata domani all'interno della Palazzina Reale, nuova Casa dell'Architettura di Firenze, la mostra “Lo spazio pubblico performativo. Disegni e progetti di Lawrence e Anna Halprin”.

 

La mostra, curata da Annalisa Metta e Benedetta Di Donato del Dipartimento di Architettura dell'Università Roma Tre, è promossa dal Dipartimento di Architettura, dal Corso di laurea magistrale e dal Dottorato di ricerca in Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Firenze e dalla Fondazione Architetti Firenze.

L'esposizione resterà aperta fino al 14 maggio con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 21 (sabato 2 e 9 maggio aperture serali straordinarie: dalle 16 alle 24). La mostra intende illustrare il contributo innovativo che Lawrence Halprin ha dato alla progettazione paesaggistica dello spazio pubblico, riformando il metodo di trasformazione dei luoghi e introducendo il coinvolgimento dei cittadini nel processo progettuale.

Halprin è stato tra i primi a mettere in discussione l’idea del progettista come figura solitaria, in favore di un metodo di configurazione del paesaggio fondato sulla dimensione partecipativa e sperimentale. Tuttavia lo ha fatto senza rinunciare, in nessuno dei suoi progetti, ad assumersi le responsabilità della rappresentazione estetica ed artistica del progetto.

In un’epoca nella quale i “processi partecipativi” nelle trasformazioni dei luoghi urbani e metropolitani rischiano di diluire o indebolire la creatività e l’innovazione progettuale, Lawrence Halprin ha dimostrato, con 40 anni di anticipo, la possibilità che il progettista e la cittadinanza attiva siano reciprocamente coinvolti nella progettazione di uno spazio pubblico condiviso, capace di avere successo nel tempo, senza mediazioni al ribasso.

La mostra è anche un riconoscimento al celebre architetto-paesaggista americano, che a metà degli anni 80 fu invitato proprio a Firenze per presentare un suo progetto per l’area ex FIAT di Novoli.

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