Venerdì, 05 Aprile 2019 18:40

Les Bouquinistes, Alessandro Fo e la traduzione delle "Poesie" di Catullo

Pistoia - Sabato 6 aprile alle 17 Alessandro Fo torna a Les Bouquinistes per raccontare la sua nuova traduzione de “Le poesie” di Gaio Valerio Catullo, pubblicate da Einaudi.

Si tratta di un lavoro appassionato e appassionante durato ben cinque anni.

Insieme ad Alessandro Fo, per condurci nel mondo della poesia, della traduzione ma anche degli impegni a lungo termine, Giuseppe Grattacaso e Matteo Pelliti.

Catullo è divenuto per la tradizione occidentale il fondatore di una gran parte del linguaggio della poesia d’amore. Aggiungerei che, in parallelo, la sua acutezza di valutazioni e la sua spinta poetica a condividerle in versi con la cerchia (e con noi) ha finito per fondare anche l’analisi poetico-psicologica dei rapporti d’amore, con le varie traversie e le più sottili singolarità che costellano un’esperienza così centrale nella vita di tutti: circostanza che fa di lui un inossidabile «contemporaneo».

Ma di questa contemporaneità c’è anche un versante formale, che ulteriormente ce lo rende vicino sulla linea dell’idea che, tendenzialmente, i lettori occidentali di oggi hanno della «poesia». Lo ha messo in luce Quinn, che indica addirittura in Catullo «gli inizi della poesia moderna». Muovendo da un saggio in cui Thomas Stearns Eliot delinea il profilo di una poesia, né epica né drammatica, per la quale tuttavia l’etichetta di «lirica» appare inadeguata, Quinn ne mutua la designazione di «meditativa».

È esattamente il tipo di poesia che vediamo emergere da antiche tradizioni – rivoluzionandole – in due capolavori di Catullo come l’«a se stesso» del carme 8 e la sconsolata supplica agli dèi del carme 76. Lontana da noi più di duemila anni, la poesia di Catullo, con la sua introspezione che conquista comprensione dei fatti e loro icastica, perfetta configurazione espressiva nell’atto stesso in cui si dispone a meditarli con stilo e tavolette cerate, «funziona» già come ci aspettiamo che funzioni una «meditative lyric» di oggi.

Alessandro Fo è nato a Legnano nel 1955. Insegna Letteratura latina all'Università di Siena. Le sue principali raccolte di poesie sono Otto febbraio (Scheiwiller, Milano 1995), Giorni di scuola (Edimond, Città di Castello 2000), Piccole poesie per banconote, (Pagliai Polistampa, Firenze 1° gennaio 2002), Corpuscolo (Einaudi 2004), Vecchi filmati (Manni 2006), Mancanze (Einaudi 2014). Per Einaudi ha anche tradotto e curato Il ritorno di Rutilio Namaziano (1992), l'Eneide (2012, insieme a Filomena Giannotti) e, di Apuleio, Le metamorfosi (2010) e La favola di Amore e Psiche (2014). Ha inoltre curato varie edizioni di opere di Angelo Maria Ripellino, tra le quali quella che riunisce le tre raccolte poetiche Notizie dal diluvio. Sinfonietta. Lo splendido violino verde (Einaudi 2007, con Federico Lenzi, Antonio Pane e Claudio Vela).

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