Mercoledì, 06 Novembre 2019 16:32

“Pietre che parlano”: un libro per raccontare Pistoia

Un'immagine di Piazza del Duomo a Pistoia Un'immagine di Piazza del Duomo a Pistoia

Pistoia - Venerdì 8 novembre, alle ore 18.45, al Funaro verrà presentato il libro “Pietre che parlano. Raccontare Pistoia” a cura di Gianni Cascone.

Un ritratto, tra reale e immaginario della città Pistoia, pensato in occasione della sua nomina a Capitale Italiana della Cultura, nel 2017. E’ il frutto del lavoro di due gruppi di autori collettivi, quello degli Immagici, nato nel 2008, che vede la collaborazione del  Funaro con ASL 3 di Pistoia (ora Asl Toscana Centro) e quello dei Funari, con gli allievi del laboratorio di scrittura che Cascone tiene al Funaro dal 2003.

Il libro parte da una domanda difficile: cos’è una città oggi? Viviamo sospesi tra uno spazio reale e uno spazio virtuale, tra confini che si vogliono nuovamente affermare e confini della Rete inafferrabili, indefinibili. Abbiamo perso il senso di appartenenza eppure è insopprimibile in tutti la necessità di appartenere a un luogo e altrettanto forte, anche se non universalmente avvertito, è il desiderio di una cittadinanza consapevole, che restituisca alla città una sua politica, ossia una capacità di governare la complessità.

Dice Gianni Cascone: “Il filosofo e geografo Franco Farinelli ci ricorda oggi due cose importanti: la prima è che la modernità illuminista ha separato la città materiale (le pietre e i muri della urbs) dallo spirito che anima quella città (la civitas dei cittadini), la seconda è che S. Agostino, in epoca alto-medioevale, chiamava gli abitanti della città “pietre vive”. Allora ci è sembrato importante, in occasione della nomina di Pistoia “Capitale della cultura 2017”, tornare a osservare questa città discreta, appartata, conosciuta e apprezzata soprattutto dagli appassionati di arte, meno dalla grande comunicazione mediatica”.

Il libro descrive Pistoia non nel suo aspetto esteriore ma attraverso l’immaginario che nascondono le sue pietre. Sono racconti che “la stanano”, che fanno scoprire cosa si nasconde dietro questa posizione apparentemente defilata. Il ritratto di Pistoia che emerge è quello di una città che tiene in considerazione il suo passato, per la quale la memoria, medioevale, ottocentesca, del primo ’900 o della Resistenza, ha un peso, una città che si prende cura delle differenze, dei dropout, portatori di handicap, barboni, nomadi, omosessuali, una città attenta e capace di promuovere arte e teatro. “Pistoia, è una città sensibile all’amore, ai suoi incanti e ai suoi fallimenti, sensibile al soprannaturale e al miracolo, una città tutta da scoprire”, conclude Cascone.

Per gli Immagici, qui al loro terzo libro, hanno scritto i racconti Monica Anzidei, Anna Maria Ballati, Chiara Betti, Fabio Catrummi, Fabio Dalle Piagge, Elisabetta Gasperetti, Beata Katalin Nagy, Virga Pratesi, Jusca Tredici sono gli Immagici che hanno scritto il libro, insieme a Giampaolo Aiuti, Daniele Caprio, Elena Cerri, Claudia Chiti, Sandra Ciardi, Mauro Clemente, Gianna Del Pistoia, Giuseppe Gherardi, Melissa Gentili, Barbara Grieco, Rosella Livi, Chiara Manzini, Gioia Niccolai, Ilaria Pirisi, Angela Quaranta, Dunia Sardi, Sauro Sardi, Moreno Scoscini, Rossella Sporti, Alessandra Vannetti, ovvero i Funari, che sono invece alla loro prima pubblicazione.

La casa editrice del libro è la bolognese Edizione Giraldi, che ha creato un’apposita collana, ScritturaCollettiva, per dare voce a opere che, come questa, hanno un autore collettivo. Gianni Cascone, scrittore di Bologna, uno dei capostipiti della formazione alla scrittura letteraria in Italia (la cosiddetta “scrittura creativa”), con Pietre che parlano. Raccontare Pistoia, è al suo decimo progetto “corale” e ha fondato ormai sei gruppi di autori collettivi in varie città italiane (Navigadour a Bologna, IndiMondi a San Lazzaro di Savena, Immagici e Funari a Pistoia, Banchéro a Taggia e Quadrante 61 a Russi).

Alla presentazione di venerdì prossimo interverranno gli autori, Gianni Cascone, con Clemente Iannotta, psicanalista e filosofo pistoiese e Milva Cappellini, critica letteraria. Ingresso libero.

 

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