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Mercoledì, 01 Giugno 2016 16:08

A Milano una mostra su Umberto Boccioni nel centenario della morte

di Andrea Capecchi

Milano – Nel centenario della morte di Umberto Boccioni la Galleria espositiva di Palazzo Reale celebra con una grande mostra uno dei “padri” del Futurismo.

Fino al prossimo 10 luglio saranno visibili al pubblico circa 280 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d'epoca, libri, riviste e documenti, testimonianze della versatilità artistica e del ruolo di primo piano che Boccioni acquisì quale protagonista indiscusso dell'Avanguardia italiana di inzio Novecento. Artista innovatore e “di rottura”, per anni dedito a una continua sperimentazione e al superamento degli schemi accademici, Boccioni ha costituito non solo il punto di riferimento per la nuova arte futurista, ma anche un modello da imitare e seguire per molti artisti contemporanei.

La sua geniale soluzione nel rappresentare visivamente il movimento e le sue ricerche sul rapporto tra oggetto e spazio hanno infatti influenzato fortemente le sorti della pittura e della scultura per tutto il secolo scorso.
La mostra, curata da Francesca Rossi e Agostino Contò, è frutto della collaborazione fra tre istituzioni museali milanesi – Castello Sforzesco, Museo del Novecento e Palazzo Reale – che oggi conservano un cospicuo numero di opere di Boccioni.

Alla collezione “milanese” si aggiungono dipinti, sculture e disegni provenienti da collezioni private e dalle più importanti gallerie d'arte moderna di tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca di Brera, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, la collezione Gianni Mattioli, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, la Collezione Barilla di Arte Moderna, il Museo Cantonale d'Arte di Lugano, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Getty Foundation di Los Angeles, il Musée Picasso e il Musée Rodin di Parigi, l’Osaka City Museum of Modern Art e il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Il progetto si avvale inoltre della collaborazione scientifica dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per offrire al visitatore un percorso critico e selettivo, volto a far riemergere le fonti visive che hanno contribuito alla formazione artistica e all’evoluzione dello stile di Boccioni.

Cuore della mostra, sviluppata in ordine cronologico e per nuclei tematici, è l'eccezionale corpus di circa 60 disegni di Boccioni provenienti dal Castello Sforzesco, insieme a scritti e documenti inediti riscoperti di recente, nei quali il percorso stilistico dell'artista è riconoscibile in tutte le sue fasi di maturazione. Le opere esposte accompagnano il visitatore alla scoperta dell'originale percorso artistico di Boccioni, che, sebbene interrotto da una morte prematura, ha attraversato nel breve volgere di un decennio una notevole molteplicità di correnti e stili: dalla formazione divisionista, simbolista ed espressionista, influenzata dai viaggi di studio in Francia, Russia e Germania, fino all’approdo al Futurismo attraverso l'amicizia con Filippo Tommaso Marinetti e la stesura di due manifesti tecnici e teorici sui caratteri della “nuova” arte.

La mostra, occasione imperdibile per un viaggio nella vita e nell'opera di Boccioni, ha il merito di riunire per la prima volta in un'unica esposizione sia numerosi materiali inediti, sia alcuni tra i capolavori più noti dell'artista. I vertici della pittura e della scultura di Boccioni sono ben rappresentati da opere come Elasticità, rielaborazione in chiave plastica e dinamica di una scena ambientale, Cavallo e cavaliere, eccezionale studio sul movimento dei soggetti tramite una pittura geometrica e astrattista, e la celeberrima scultura in bronzo Forme uniche della continuità dello spazio, ritenuta dalla critica uno dei capolavori del Futurismo, in cui Boccioni raffigura in maniera simbolica e innovativa il movimento fluido di una figura umana in cammino.

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