Mercoledì, 06 Settembre 2017 16:30

Marino e Mirò, le affinità del colore in una mostra per Pistoia Capitale

 

di Samantha Ferri

PISTOIA – Marino e Mirò, Mirò e Marino. Due artisti, due amici che incrociano di nuovo le loro strade e si incontrano a Pistoia.

È la mostra Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo a rivelare il genio pittorico di Marino le affinità con l'amico catalano. In esposizione una quarantina di capolavori, mai visti in Italia, tra inediti di Marino e dipinti di Mirò provenienti da tutto il mondo. E quando far rincontrare i due vecchi amici se non nell'anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura? Momento migliore non poteva esserci anche secondo il primo cittadino Alessandro Tomasi: “Stiamo andando verso gli ultimi mesi di Pistoia Capitale ma non per questo meno importanti. Anzi, il meglio deve ancora venire e questa mostra sul nostro amato scultore e pittore ne è l'esempio più appropriato”.

Pistoia Capitale si appresta a vivere e ripercorrere con il pubblico, esperti, appassionati, studenti e visitatori da ogni dove, un pezzo della storia dell'arte italiana che riscopre le proprie radici, viaggia all'unisono con le evoluzioni del mondo, dalle antiche civiltà alla contemporaneità senza confini.

La mostra – contestuale all'evento espositivo Marino Marini. Passioni Visive allestito a Palazzo Fabroni – accoglierà per la prima volta a Pistoia le opere di Mirò selezionate per le affinità con il maestro pistoiese, che rivelano un'amicizia di pensiero e di pennello piuttosto profonda. Un'amicizia nata e coltivata negli anni Cinquanta del secolo scorso e testimoniata da scambi di lettere conservate negli archivi della Fondazione Marino Marini.

“Obiettivo dell'evento – spiega la coordinatrice Ambra Tuci – è quello di dare rilievo all'anima pittorica di Marino e di avvicinare le sue opere, in un gioco di assonanze, ad uno dei più rivoluzionari pittori del Novecento, Joan Mirò”.

È, infatti, caratteristica di entrambi la ricerca della semplicità. Quella semplicità primigenia, che spoglia la realtà da ogni tipo di sovrastruttura. Oltre alle affinità nello stile, nella resa pittorica, nel colore, la spazialità, le scelte. E il tema del circo, caro ai due artisti e amici. L'accostamento alla natura, l'interpretazione della realtà che rinasce tramite ampie campiture, forme grafiche delimitate da confini netti, colori accesi, smaglianti, cromatismi primari in contrasto, illuminati da tagli di luce.

Per Marino il colore rappresenta l'inizio di ogni idea. Ne dà prova su tela, con le opere realizzate tra il 1950 e il 1970 sul mondo circense e teatrale, con opere come Il fondale (1953), Ballerino e Giochi nello Spazio (1966). Ma anche sulla carta: “Ho sempre sentito il bisogno della suggestione sensoriale del colore – scrive Marino – per dare inizio a una forma: è il colore che mi dà la spinta e il sentimento per fare qualcosa di creativo. Così comincio con il colore e dopo vedo una linea e vedo una forma”.

La mostra Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo – promossa dalla Fondazione Marino Marini in collaborazione con il Comune di Pistoia, la Fondazione Mirò di Barcellona e la Fondazione Mirò di Palma - apre i battenti il 16 settembre, alle ore 18.30, tre le sale del Palazzo del Tau, e sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018.

 

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