Mercoledì, 31 Gennaio 2018 18:56

I capolavori onirici di Frida Kahlo in mostra al MUDEC di Milano

Un autoritratto di Frida Kahlo Un autoritratto di Frida Kahlo

Milano – Dal primo febbraio al 3 giugno 2018 il MUDEC di Milano celebra Frida Kahlo con una grande e nuova retrospettiva.

Un’occasione per vedere finalmente in un’unica sede espositiva dopo 15 anni tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che presteranno alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese.

Sarà una mostra “di rottura” rispetto a tutte le mostre finora proposte negli ultimi anni, anche grazie all’Archivio di Casa Azul, scoperto nel 2007, oggetto di studi effettuati dal curatore della mostra Diego Sileo. Dai risultati di questa ricerca, che proporrà nuove chiavi di lettura dell’artista messicana, e dall’analisi delle opere scelte per l’esposizione, la retrospettiva presentata al MUDEC delinea una trama inedita attorno a Frida Kahlo, riconsiderandone la figura “oltre il mito”, come racconta il titolo della mostra.

Quello presentato al MUDEC è un progetto espositivo frutto di sei anni di studi e ricerche, che si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode, e con la registrazione di inediti e sorprendenti materiali d’archivio.

La mostra, curata da Diego Sileo, intende andare oltre tale visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista messicana, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia e andare oltre quel mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. L’appuntamento milanese evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconterà nuove chiavi di lettura della sua produzione.

Dalle indagini realizzate in Messico in prima persona dal curatore sono emersi alcuni temi e tematiche principali - come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza - che permetteranno ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo.

Gli stessi temi si rifletteranno nel progetto d’allestimento della mostra, che si svilupperà - secondo un criterio analitico delle opere - attraverso quattro sezioni: donna, terra, politica e dolore.

Il Messico di Frida raccontato con la “voce” del MUDEC continua nelle conferenze e nei numerosi eventi che accompagneranno la mostra lungo tutto il periodo dell’esposizione. Tanti i temi affrontati con giornalisti ed esperti: dalla figura dell’artista messicana, alle letture dei diari e delle lettere scritte in prima persona da Frida e dal marito Diego Rivera, dal contesto socioculturale in cui vivevano agli incontri dedicati alla scoperta dell’Archivio Segreto, dal Messico di Frida alle tradizioni precolombiane che le hanno fatto da substrato artistico.

E ancora la moda, il territorio, il cibo. Appuntamento poi con il Festival della cultura messicana, che accompagnerà la mostra coinvolgendo i visitatori del MUDEC in tante attività e laboratori per bambini e adulti, atelier di pittura e tessitura con artisti messicani alla scoperta del colore e della bellezza della natura, rappresentata nelle opere di Frida Kahlo.

Articoli correlati (da tag)