Mercoledì, 09 Maggio 2018 16:52

Da Los Angeles arrivano a Firenze i quadri del Pontormo

ritratto di un giovane uomo ritratto di un giovane uomo Andrea Dami

di Andrea Dami

Firenze – Un Alabardiere nella sala delle Nicchie a Palazzo Pitti?

È un evento importante perché il dipinto, eseguito da Jacopo da Pontormo (1494-1557), è conservato al Getty Museum di Los Angeles (che lo acquistò nel 1989 alla più che considerevole cifra di 32,5 milioni di dollari) e oggi ha ritrovato la strada che lo ha portato dopo quasi 30 anni a Firenze, dove rimarrà fino al 29 luglio nella Sala delle Nicchie di Palazzo Pitti insieme ad un altro Giovane uomo con berretto rosso, proveniente da una collezione privata londinese.

Non poteva mancare, tra queste due opere esposte per la prima volta, la Visitazione, il “tesoro artistico” della pieve dei Santi Michele Arcangelo e Francesco di Carmignano (Prato).

Un particolare di non poco conto è che il recente restauro del dipinto la Visitazione – l’incontro miracoloso tra la Vergine Maria e sua cugina, sant’Elisabetta, nel momento in cui entrambe portano in grembo i loro figli prodigiosi (il Salvatore e il Battista) – ha rivelato importanti novità sulla tecnica esecutiva del pittore, che hanno rappresentato il punto di partenza dell’esposizione insieme alla possibilità di mostrare per la prima volta insieme il disegno preparatorio con la quadrettatura, procedura indispensabile per il suo trasferimento (in scala) sulla tavola.

Il titolo della mostra a Pitti, curata da Bruce Edelstein e da Davide Gasparotto, non poteva che essere: Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura. Per la cronaca Edelstein è Coordinator for Graduate Programs and Advanced Research presso la New York University Florence e Gasparotto è Senior Curator of Paintings presso il J. Paul Getty Museum.

Il tripudio dei volumi e soprattutto dei colori della pala di Carmignano: la Visitazione, esposta in maniera egregia, attira ancora di più il nostro sguardo (essendo più vicina all’osservatore) e ci fa partecipi dell’abbraccio affettuoso fra la futura madre di Cristo e quella di Giovanni Battista, mentre si scambiano uno sguardo di profondissima serenità, invece le due ancelle che chiudono la composizione guardano noi: ci chiamano in causa per condividere la consapevolezza del peso del sacrificio e del dolore che scaturiranno da questi miracolosi eventi.

Interessante è l’accostamento con l’incisione di Dȕrer: le Quattro donne nude (Los Angeles, collezione privata), perché l’artista di Norimberga esercitò una profonda influenza su Pontormo come si evince dai segni delle quattro figure che occupano tutto lo spazio in una sorta di inquietante horror vacui, sottolineato dagli scarni e alti edifici sullo sfondo e dai toni cupi della piccola porzione di cielo.

Il Pontormo fu riconosciuto fin dal suo tempo come uno dei maggiori pittori attivi a Firenze nella prima metà del Cinquecento e Giorgio Vasari lo ha descritto nel 1568 come “genio eccentrico”, valutazione che è stata sotto alcuni aspetti modificata dalla storiografia più recente (vedi il catalogo edito dalla Giunti, dove le opere presentate sono discusse analiticamente dai due curatori, con numerose nuove osservazioni e con il contributo di un affiatato gruppo di specialisti).

Il Ritratto di Alabardiere, che possiamo considerare un capolavoro assoluto della ritrattistica cinquecentesca, è stato anche un modello fondamentale per l’evoluzione dei ritratti fiorentini successivi e in questa mostra è esposto vicino al suo unico e interessante disegno pervenutoci.

Ormai da molti anni si disquisisce intorno a chi sia stato il bel giovane, elegantemente vestito, con il capo coperto da una berretta rossa ornata di una spilla d’oro, armato di alabarda e con la spada nel fodero sul fianco sinistro. Dovrebbe trattarsi di Francesco Guardi, giovanissimo soldato della Repubblica Fiorentina durante l’assedio di Firenze, che lo stesso Vasari indicò come il soggetto di un ritratto del pittore di Pontorme, un quartiere del comune di Empoli, come ormai sembrano concordare tutti o quasi gli storici dell’arte. Eppure dei dubbi sussistono ancora: qualcuno avanza l’ipotesi, già molto condivisa nel corso degli anni, che possa invece trattarsi del giovane Cosimo de’ Medici, figlio di Giovanni delle Bande Nere, anche lui d’altronde segnalato dal Vasari come soggetto di un ritratto del Pontormo. Ma vi è anche la possibilità che l’Alabardiere possa essere Ercole Rangone, giovane nobile fiorentino che si era arruolato nella milizia repubblicana. Un mistero che gli storici, prima o poi, risolveranno.

Quest’opera di Jacopo Carucci o Carrucci, detto il Pontormo, “pittore anche di ritratti”, è messa a confronto nella Sala delle Nicchie con l’altro dipinto: il Ritratto di giovane uomo con berretto rosso, che “gareggia” in bellezza con l’Alabardiere.

Questo ritratto di giovane fiero potrebbe essere Carlo Neroni del quale poco si sa: d’altra parte la sicura identità del personaggio era già andata perduta durante il XVII secolo, tanto che in un inventario del 1733 egli viene identificato addirittura come Masaniello, il secentesco rivoltoso napoletano. Vestito con estrema cura, è assai misterioso nel suo gesto di nascondere, o svelare, dalla giubba di pelle una lettera enigmatica le cui parole restano ancora oscure.

Grazie all’attento studio di queste stupende opere, la mostra si è proposta l’obiettivo di far meglio comprendere i processi creativi del toscano Pontormo, dai suoi raffinati disegni ai suoi magnifici dipinti, offrendo nuovi spunti su interpretazione, iconografia, provenienza e committenza della Visitazione, nonché sul peculiare contributo dell’artista alla storia del ritratto nel Cinquecento.

La mostra di palazzo Pitti Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura, pensata e realizzata insieme al Paul Getty Museum di Los Angeles e al Morgan Library & Museum di New York, raggiungerà successivamente le due sedi americane e si inquadra perfettamente – ha affermato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – nella politica di collaborazione fra istituzioni culturali italiane e straniere fissata dallo statuto delle Gallerie degli Uffizi.

Bisogna ricordare che la mostra non sarebbe stata possibile senza i generosi prestiti da parte della parrocchia di Carmignano della meravigliosa tavola della Visitazione e del Ritratto di Carlo Neroni da parte di un collezionista privato. Ai prestatori e a tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto va anche la profonda gratitudine di Report.

La Morgan Library & Museum è grata a coloro che hanno voluto contribuire in memoria di Melvin R. Seiden e a Mr. e Mrs. Lawrence R. Ricciardi per il loro generoso supporto. Inoltre, il J. Paul Getty Museum e la Morgan Library & Museum ringraziano Mr. E Mrs. J. Tomilson Hill per il loro contributo e la Foundation for Italian Art and Culture (FIAC) per il generoso supporto, destinato agli importanti restauri in programma presso la chiesa e l’antico convento francescano di Carmignano.

Orario della mostra: da martedi a domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle ore 18.05. Chiuso il lunedi.

 

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