Mercoledì, 17 Ottobre 2018 17:17

Pisa, a Palazzo Blu un viaggio tra i maestri del Surrealismo

di Andrea Capecchi

Pisa – Un'interessante retrospettiva sul movimento surrealista e i suoi artefici, da Ernst a Duchamp, da Magritte a Dalì.

Dopo il grande successo della scorsa stagione con la monografica dedicata a Escher, Palazzo Blu torna a indagare le correnti d'Avanguardia di inizio Novecento e lo fa con una mostra ben curata e documentata sul Surrealismo, analizzato attraverso i suoi protagonisti e le opere da essi realizzate in un anno cruciale per la storia europea. L'esposizione si concentra infatti sui capolavori prodotti intorno al 1929: un anno tormentato, legato nella memoria collettiva alla Grande Depressione e all'ascesa dei totalitarismi, ma anche un momento decisivo per il gruppo di artisti che in quegli anni operava nella Parigi fucina delle Avanguardie e capitale dello sviluppo artistico mondiale.

Il 1929 segna l'apogeo del Surrealismo e l'affermazione, seppur breve e temporanea, di una generazione di artisti, diversi per formazione, estrazione sociale e nazionalità, ma uniti dalla comune volontà di superare gli argini della tradizione e di inaugurare una “nuova arte” non più basata sui rigidi canali della razionalità, ma libera di spaziare in una dimensione inconscia e onirica.

La mostra di Palazzo Blu, assumendo il 1929 come “anno zero” del Surrealismo, ne ricostruisce la storia e le origini, focalizzandosi in particolare sull'importanza e sull'influenza che l'esperienza surrealista ha avuto nella formazione e nell'attività artistica di autori poi approdati ad altri movimenti nel corso della maturità.

Non a caso la prima sala dell'esposizione è dedicata agli artisti del Dadaismo, movimento d'avanguardia nato anch'esso negli anni Venti, dal quale il Surrealismo riprende il carattere anticonformista e provocatorio e l'idea di un'azione collettiva tra scrittori e artisti. Spicca qui la celebre opera di Marcel Duchamp “L.H.O.O.Q”, nota come la "Gioconda con i baffi", irriverente demistificazione di uno dei capolavori dell'arte più celebrati e universalmente riconosciuti, che l'artista “imbratta” in maniera dissacrante per denunciare il conformismo e una certa visione acritica dell'arte.

Anche il Cubismo influenza il nuovo movimento surrealista, soprattutto nella realizzazione di collage attraverso i quali gli artisti lanciano una vera e propria “sfida” alla pittura, decretandone il suo superamento. Emblematiche sono alcune opere di Marx Ernst in cui l'artista tedesco dà vita a una composizione che unisce oggetti reali (una ruota metallica, un sasso, una criniera di cavallo) e geometrie pittoriche in un medesimo collage.

Tra i maestri del Surrealismo non può mancare Salvador Dalì: l'opera "Donna dormiente, cavallo e leone invisibili" riassume e sintetizza gli elementi caratteristici della sua pittura surrealista, dalle visioni oniriche alla decostruzione degli oggetti, dall'unione tra reale e irrazionale al gioco del chiaroscuro.

La “lezione” di Dalì è ripresa e approfondita da Rene Magritte, che rivolge la sua pittura al mistero che avvolge e si nasconde dietro la realtà, spesso insolubile e impossibile da definire. Così avviene nel suo capolavoro "Il doppio segreto", già immagine di copertina della mostra, enigmatica e inquietante visione di un volto femminile dallo sguardo gelido e impassibile, che l'autore raffigura sdoppiato per mostrare l'aspetto esteriore e l'involucro interiore della figura. Ma lo svelamento di cosa si nasconde nell'animo della donna non porta alla soluzione dell'enigma: l'osservatore resta deluso nel vedere una cascata di sfere metalliche che scorrono all'interno della figura, metafore dei misteri inquietanti e delle contraddizioni che si celano dietro ciascuna persona.

Anche Pablo Picasso attraversa, tra il 1927 e il 1929, una fase sperimentale che per molti aspetti può essere avvicinata al Surrealismo, come appare visibile nelle due opere "L'atelier" e "Donna in poltrona" proposte dalla mostra. Un Picasso insolito, ma capace di misurarsi con una pittura che già manifesta l'interesse per la geometria, i colori e le linee, e che allo stesso tempo presenta forti legami con la scomposizione delle figure e la dimensione illusoria e onirica tipiche dell'arte surrealista.

Oltre alle opere esposte, la mostra comprende anche una ricca sezione documentaria, che accompagna il visitatore alla scoperta di questo movimento artistico attraverso manifesti, foto d'epoca, lettere, pubblicazioni e altro materiale sulla vita dei maestri del Surrealismo. Tutta la collezione in mostra a Palazzo Blu proviene dal Centre Georges Pompidou di Parigi.

 

 

 

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