Mercoledì, 07 Novembre 2018 15:35

Pulpito di Sant'Andrea, studio e restauro: "Per non assuefarsi alla bellezza"

di Guendalina Ferri

Pistoia – Il rischio è quello di abituarsi.

Lo dice anche don Luca, parroco di Sant'Andrea, la chiesa incastrata tra le stradine un po' storte dietro piazza San Francesco che da oltre sette secoli ospita il pulpito di Giovanni Pisano: “Forse, ad averlo sotto gli occhi tutte le domeniche, abbiamo finito per assuefarci a tutta questa bellezza”. 

E invece il pulpito di Sant'Andrea, scolpito di volti, corpi, storie che s'intrecciano in un movimento continuo di vuoti, rilievi, figure a tutto tondo, è un capolavoro nel suo genere. Il rischio è quello di abituarsi e di dimenticare non solo l'importanza storico-artistica del pulpito di Pisano, ma anche il fatto che ha più di 700 anni. E che li sente tutti.

pulpito3La prima a dare segni di sofferenza, ormai quasi vent'anni fa, fu la Sibilla. Una delle sei figure di donna, cioè, che si aggrappano agli spigoli del pulpito, torcendosi per osservare le scene sulla balaustra. Il pernio in ferro che teneva ferma la Sibilla – o, per meglio dire, l'elemento marmoreo da cui Giovanni Pisano l'aveva fatta emergere – era arrugginito e, ingrossandosi, aveva iniziato a spaccare il marmo intorno. Il problema, in questo caso, è stato risolto all'inizio del 2018, dopo anni di osservazioni e controlli, con un intervento di urgenza coordinato dal restauratore Alberto Casciani.

Ma i problemi del pulpito non finiscono qui. Ed ecco che la fondazione Friends of Florence, organizzazione nata vent'anni fa negli Stati Uniti con lo scopo di sostenere economicamente numerose operazioni di restauro nella città di Firenze, ha deciso di sottoscrivere un protocollo d'intesa con la Diocesi di Pistoia e la parrocchia di Sant'Andrea per correre ai ripari.

Un importo complessivo di 230mila euro per un progetto che andrà avanti per i prossimi due anni. E che è stato illustrato stamani, proprio nella chiesa di Sant'Andrea, alla presenza del vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, del Soprintendente Andrea Pessina, di Simonetta Brandolini d'Adda, fondatrice e presidente di Friends of Florence, e del sindaco Alessandro Tomasi.

“L'idea di questo progetto è nata l'anno scorso – spiega Pessina. - Eravamo in città per visitare la chiesa di San Leone, che in occasione dell'anno di capitale della cultura era aperta e ospitava la 'Visitazione' di Della Robbia. E ne abbiamo approfittato per visitare anche Sant'Andrea”.

Da lì l'idea di dare vita a un progetto di studio e restauro sul pulpito di Giovanni Pisano, anche grazie al supporto della fondazione Friends of Florence.

“I primi tempi saranno dedicati allo studio, per capire quali siano le ragioni del dissesto e quali possano essere le migliori strategie d'intervento – prosegue Pessina. Proprio per questo nei giorni scorsi è stato anche sottoscritto un contratto di ricerca tra Soprintendenza, Fondazione e Università degli Studi di Firenze. - Un lungo lavoro di analisi, prelievo dei materiali, simulazione su modelli. Poi si passerà al restauro vero e proprio. Pistoia nasconde moltissimi tesori: siamo contenti che la fondazione Friends of Florence abbia deciso di ampliare il proprio raggio d'intervento, andando al di là della città di Firenze”.

Il primo intervento della fondazione risale a quasi vent'anni fa: nei primi anni 2000 contribuì al restauro delle sculture della Loggia dei Lanzi, tra cui il Ratto delle Sabine del Giambologna. “Anche allora – spiega Simonetta Brandolini d'Adda – scegliemmo di affidarci al restauratore Alberto Casciani. Sarà lui ad occuparsi del pulpito di Pisano. Abbiamo subito accettato di prendere parte a questo progetto: è un'opera che riempie il cuore di spiritualità e meraviglia”.

Un intervento lento e delicato, quello che attende il pulpito di Sant'Andrea. Ma che lo porterà a essere più bello, pulito, sicuro. “Pistoia si merita quest'attenzione – sottolinea il vescovo Tardelli. - In quest'opera si incontrano l'umano e il divino. E il terreno di questo incontro è la bellezza”.

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