Lunedì, 12 Novembre 2018 10:42

Intervista esclusiva a Millo. "Ogni opera è una parte di me"

Intervista esclusiva a Millo. "Ogni opera è una parte di me" Lorenzo Gori

di Leonardo Cecconi

Con il murales di Millo, la nostra città si è arricchita di una importante opera e nello stesso tempo ha visto la riqualificazione urbana di un'area poco conosciuta e spesso bistrattata del centro cittadino.

Tutto questo grazie ai ragazzi dell'Associazione Spichisi, che hanno deciso di riqualificare una parte degradata della città e darle il nome di Giardino di Cino, posto in Piazzetta Sant’Atto e Vicolo de’ Bacchettoni. Una vera e propria residenza di artista per Millo, classe 1979, artista di fama internazionale ed apprezzato 
in tutto il mondo; nel corso della sua carriera è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti; le sue opere sono visibili anche in America, Messico, Russia, Cina, Australia, Cile, Argentina, Thailandia, Spagna, Portogallo, Olanda, Slovacchia, Marocco, Germania, Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia, Inghilterra, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Ungheria, ecc. In quattro giorni, dal 30 ottobre al 4 novembre, Millo ha realizzato un'opera affascinante, concedendoci anche una intervista esclusiva per il nostro giornale.

 

E’ il tuo primo lavoro in Toscana. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a lavorare nella nostra città e sei rimasto soddisfatto da questa esperienza?
“Il progetto a cui sono stato invitato a far parte mi è sembrato molto valido sin dal primo contatto. Sono sempre invogliato a partecipare ad eventi, manifestazioni, festival e singole azioni che coinvolgono la cittadinanza e vanno ad intervenire su aree meno belle delle città. Pistoia mi è sembrata molto in linea con la mia ricerca estetica ed è stato molto interessante per me, trovarmi a lavorare in un centro storico, in una piccola area un pò dimenticata...”.
 
Ci puoi spiegare il significato che hai voluto dare alla tua opera e come lo hai contestualizzato in Pistoia. La sensazione è di purezza, quella dei bambini.

“Nei miei lavori ognuno vede cosa preferisce ed è forse proprio questo il bello. Per me i due personaggi rappresentano sempre la parte più pura di noi, quella che non si è dimenticata di stupirsi e sorprendersi. Si aprono a vicenda una armatura in cui dentro è nascosto il loro cuore, tra presente e passato ed è come se ci invitassero a fare lo stesso”.

 

Mentre dipingevi, abbiamo visto una tua collaboratrice che preparava i cromatismi con le vernici. Puoi parlarcene?
“Lei è Eleonora, la mia compagna, la mia manager e la mia assistente. Non ama molto disegnare, ma in compenso le piace darmi una mano a creare i colori e riempire le campiture, così da snellire il lavoro. Lavoriamo insieme da anni e prevalentemente si occupa di tutta la parte organizzativa del mio continuo vagare”.
 
La difficoltà maggiori della street art sono le variabili condizioni atmosferiche o le dimensioni delle opere?
“Per me che lavoro con la pittura, il meteo alcune volte può esser davvero il mio peggior nemico; poi direi che più della dimensione delle opere, è la variabile del tempo che viene concesso per la realizzazione dell'opera ad essere davvero importante. Spesso a causa dei costi delle piattaforme è molto poco il tempo che viene destinato a noi artisti per realizzare grandi pareti. Per fortuna a Pistoia non ho avuto questo problema ed ho lavorato in totale tranquillità, certamente complice anche il fatto che la parete non fosse maestosa. Personalmente ho solo sperato che non diluviasse!”

Come nasce l’artista Millo e come nasce l’artista “di strada”, sempre che il termine sia corretto.
“Non so dire con esattezza come sono nato, ma ho sempre amato disegnare. Fin da quando ho memoria, nel disegno ho trovato la mia isola felice e crescendo ho deciso di dedicare a quella che era solo una passione, tutto il mio tempo e passo dopo passo sono arrivato fin qui. Ho iniziato su supporti ben diversi dai muri ed il passaggio ad essi è stato del tutto inaspettato, ma completamente folgorante. Mi occupo di dipingere pareti di grandi dimensioni da circa sette anni e vorrei continuare per molto, molto altro tempo ancora”.

Esiste una tua opera alla quale sei particolarmente affezionato, per un motivo o un altro?
“No, per me ognuna di loro è unica ed irripetibile e tutte sono dei piccoli pezzi di me”.
 
Adesso a cosa lavori e quali sono i tuoi progetti futuri più rilevanti?
“Ho appena iniziato a dipingere un muro nella mia città adottiva, Pescara, poi credo mi riposerò fino a fine anno, per ripartire nuovamente a Gennaio”.
 
Ultima domanda secca. Quando termini un dipinto, cosa senti di aver dato ad una città?
“Una parte di me”.

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