Venerdì, 14 Dicembre 2018 16:23

Paul Klee e Banksy, i "rivoluzionari dell'arte” in mostra a Milano

L'opera "Happy Choopers" di Banksy L'opera "Happy Choopers" di Banksy

di Andrea Capecchi

Milano - Paul Klee e Banksy, la “strana coppia” in due mostre parallele attualmente in corso al Mudec di Milano.

Due figure così diverse ma allo stesso tempo così simili nel loro approccio rivoluzionario e anticonformista all'arte contemporanea, con il superamento delle regole tradizionali e l'introduzione di nuovi linguaggi e sperimentazioni.

Ciò appare evidente nel percorso artistico di Paul Klee, una delle figure più emblematiche della stagione avanguardista della prima metà del Novecento, nonchè tra i principali animatori dell'esperienza tedesca del Bauhaus durante gli anni della Repubblica di Weimar. Già dalle opere giovanili Klee mostra il progressivo superamento delle convenzioni, con l'abbandono dell'espressionismo e l'adozione di un percorso artistico assolutamente originale. Affascinato dalle nuove tendenze dell'astrattismo e del surrealismo, l'artista tedesco si volge alla rappresentazione della realtà nella sua forma più “pura” ed “essenziale”, attraverso la scomposizione e la semplificazione dell'oggetto in un insieme di linee, figure geometriche e campiture di colore. Un processo già visibile nella serie di opere caricaturali di natura comica, grottesca, oscena e satirica che Klee riprende dalle maschere teatrali o dalle riviste satiriche per approfondire, attraverso la caricatura, il suo interesse per quella “deformazione” delle figure che lo condurrà alla completa scomposizione dell'immagine reale.

Ma l'elemento più significativo e caratterizzante dell'esperienza artistica di Klee è la sua attenzione verso i simboli, i segni, gli antichi alfabeti e le figure primitive. Ne deriva una pittura dove ideogrammi, rune, geroglifici non fanno più parte di un preciso alfabeto, ma diventano “chiavi” interpretative di un mondo nascosto e cifrato, lasciando all'osservatore la libertà e il compito di trovare le immagini allegoriche e simboliche che l'artista vi ha nascosto. È un viaggio all'origine della realtà e del linguaggio, dove i segni descrivono ambienti, paesaggi e situazioni.

Essenzialità, geometrie, colore, primitivismo: con Klee il modello impressionista viene completamente sovvertito, l'arte diventa strumento di indagine e di scoperta della “nuda” realtà. Anche nella street art di Banksy, artista e writer inglese dall'identità ancora sconosciuta che mantiene il più stretto anonimato, l'opera d'arte è finalizzata allo svelamento della cruda realtà e alla sua denuncia. Già negli anni Settanta e Ottanta, la street art si afferma come forma d'arte impegnata di forte impatto visivo ed emotivo, e per questo capace di veicolare messaggi di satira politica e di denuncia sociale, sia attraverso la contestazione, sia attraverso la riflessione.

Le riproduzioni delle opere realizzate da Banksy nel corso della sua carriera presentano i temi più cari all'artista. Grande spazio è dato al sentimento pacifista e antimilitarista con opere che denunciano la crudeltà e la violenza della guerra, la corruzione dei politici guerrafondai, gli abusi della polizia, i danni provocati dal commercio e dalla vendita libera di armi. Una critica feroce alla quale si mescolano l'ironia e la volontà di.mettere in luce le contraddizioni e le ipocrisie di chi giustifica la guerra, tra elicotteri carichi di armi ma con fiocchi rosa sulle eliche e bambini che abbracciano bombe come fossero giocattoli.

Seguono opere con soggetti gli animali e in partocolare i topi, che per Banksy hanno un valore simbolico: i topi sono animali “spesso odiati e disprezzati da tutti, che vivono nascosti nell'oscurità e nelle fogne”, ma in grado di sopravvivere alle condizioni più dure, e per questo metafora della stessa attività dei writers.

Chiude la retrospettiva l'attacco al consumismo della civiltà occidentale, visto non solo dal lato economico, ma soprattutto sul versante dei sentimenti e delle relazioni sociali. La merce e il denaro sono elevati dall'uomo a nuove divinità da adorare, la società diventa tossica perché inquinata da valori non autentici e da calcoli puramente economici: come sembra dirci l'immagine della bambina che ha appena perso il palloncino per un improvviso colpo di vento, metafora della fragilità dei sentimenti e degli affetti che domina la nostra epoca.

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