Domenica, 06 Gennaio 2019 10:45

Montale, a Villa Smilea un'antologia con i "grandi" del Novecento

"Lancieri a cavallo" di Giovanni Fattori, opera simile a quelle presenti nella mostra "Lancieri a cavallo" di Giovanni Fattori, opera simile a quelle presenti nella mostra

di Paolo Gestri

Montale – Una rassegna antologica dell'arte del Novecento a Villa Smilea.

Organizzata dal Comune di Montale e dall'associazione "L'albero dell'arte", una mostra con firme di Giovanni Fattori, Amedeo Modigliani, Vassilij Kandinskij, Pablo Picasso, Salvator Dalì, Juan Mirò, Giorgio Morandi, accompagnati dai vari Burri, Fontana, Dorazio, Balla, Marino, Warhol, sorprende il visitatore a Montale, nel suggestivo scenario di Villa Smilea, fino al prossimo 27 gennaio.

Altri grandi del Novecento completano la rassegna. L'ingresso è libero e si può visitare il sabato, la domenica e festivi, dalle 16 alle 19. Info e prenotazioni laboratori artistici e visite guidate: 0573-952234/65.

Merito dell'esposizione è di Carlo Pepi, il noto collezionista di Crespina (Pisa) che ha saputo distinguere i Modigliani falsi dai veri e che ha prestato al locale del Comune una piccola parte della sua straordinaria collezione. In pratica, fogli d'artista per una antologia breve del "Novecento", il controverso secolo scorso, titolo della stessa raccolta, con molto spazio alla grafica, espressione artistica che Pepi ama di cuore. "I disegni - ripete costantemente - hanno una naturale spontaneità del tratto ed una irripetibile freschezza". Altrettanto si può dire degli acquarelli.

Così ci troviamo di fronte a due tipici acquarelli di Fattori, di soldati a cavallo, scene di pura poesia campestre, ed al disegno "Donna seduta" del 1916, di Modigliani, semplicemente splendido, della stessa purezza di una gotica "Annunciazione".

Arte grafica anche per una xilografia policroma del "primo astratto" Vassilij Kandinskij, per una acquaforte in serie erotica di un Picasso mondano, così come si ammira l'acquaforte e acquatinta, "Cretto nero" di Burri. Ancor più sorprendente è il volo leggero e drammatico di una "Colomba", del citato sempiterno Picasso, in questo caso ambasciatore di pace.

L'esposizione non ha un percorso cronologico: artisti e movimenti si confrontano in due sale nel segno unico della qualità. Un paio di litografie, una policroma, l'altra (Composizione astratta) dell'infantile e fiabesco Mirò fanno pendant a due tagli di Lucio Fontana in "Stella n 12", del '51, e ad una china del '43, "Teatrini", dello stesso profeta dello Spazialismo.

Solitario Giorgio Morandi in una semplificata e pura "Natura morta", matita del 1952; monumentale e quasi metafisica l'inossidabile Marylin Monroe in grigio verdastro, giallo e rosso di Andy Warhol; Di Sironi, il novecentista, si ammira la tempera "Composizione", di Marino, l'acquatinta "Cavalieri", soggetto principe del pistoiese. Seguono un pastello (Composizione) di Balla, una "Carta estroflessa" di Castellani, un collage di Nigro, mentre tra gli oli, spunta un "Arcipelago" di GiulioTurcato. Tra i pistoiesi, oltre a Marino e Nigro, si vede un Alfredo Fabbri ed un Magazzini.

Infine, Carlo Pepi e con lui la figlia Maria Francesca portano alla luce, come scopo dichiarato della mostra, due livornesi: Bruno Secchi e Renato Lacquaniti, in una sala per ciascuno. Al primo riconoscono "opere sempre mirabilmente nuove, emozioni, fantasia e libertà; al secondo, allievo di Romiti, la più assoluta libertà nell'astratto e nell'informale ed una aderenza costante alla storia, triste, dell'atomica, dell'inquinqamento, del consumismo, dei solventi: le figure si liquefanno.

 

 

 

 

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