Mercoledì, 06 Febbraio 2019 16:23

Pistoia, alle Sale Affrescate la mostra "Synthesis" di Asmone, Cappelli e Percussi

Un'immagine della precedente mostra montalese organizzata dai tre artisti Un'immagine della precedente mostra montalese organizzata dai tre artisti

Pistoia - Sabato 9 febbraio alle ore 16,30 presso le Sale Affrescate del Palazzo Comunale verrà inaugurata la mostra “Synthesis” del gruppo artistico OlTre.

La Brigata del Leoncino con la mostra di arti visive "Synthesis”, a cura di Anna Brancolini, presenta gli ultimi lavori del gruppo OlTre, costituito dai tre artisti Domenico Asmone, Franco Cappelli e Silvia Percussi. La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 3 marzo.

I tre artisti pistoiesi hanno creato il gruppo olTre nel 2016, fondato su una lunga frequentazione e una cementata amicizia, che ha consentito un vicendevole confronto e un proficuo scambio culturale e artistico.

Questa mostra segue quella del 2018 di Castello di Villa Smilea a Montale e ne continua il tracciato nel segno di una feconda e reciproca libertà di interpretazione 'oltre' le facili convenzioni contemporanee.

A meno di un anno di distanza dalla mostra che, a Villa Smilea di Montale, ha sancito la nascita del gruppo “Oltre” - scrive la curatrice, Anna Brancolini - Domenico Asmone, Franco Cappelli e Silvia Percussi si ripresentano insieme alle Sale Affrescate di Pistoia, riproponendosi l'obiettivo di un'arte consapevole, affinata sulla lezione dei grandi maestri del Novecento, ma capace di esprimere esigenze calate nella contemporaneità, come sottolineato nel 2018.

Un'arte che, ancora di più, ciascuno di loro oggi declina secondo il suo peculiare alfabeto espressivo, ribadito nella sua decisa alterità che non rende sovrapponibili le loro ricerche.
Eppure quell'opera di sottrazione cromatica e formale attuata nei lavori presentati alla Smilea e qui riproposti in parte nella prima sala; quel processo di decantazione e scarnificazione del loro linguaggio; quella predominanza – in artisti legatissimi al colore – di un non-colore, il bianco, capace di diventare però la sintesi di vari colori, di caricarsi di inaspettate profondità e plasticità, di assumere dinamiche valenze chiaroscurali, fortemente ritmiche; e infine quella presenza di varchi e di aperture e quel senso di non-finito che hanno costituito la cifra indiscussa di quell'esperienza non sono passati invano.

Ciascuno dei tre artisti infatti ha tratto come una nuova linfa vitale dal punto zero raggiunto e dalla temporanea convergenza che li ha avvicinati; come se si fosse messo in moto da allora un processo osmotico tra le loro ricerche e tutti avessero poi ripreso più consapevoli le loro strade autonome, unite tuttavia da un comune denominatore, quello di una maggiore rigorosità, essenzialità e sintesi.

Una libertà che, in quest'occasione, spinge tutti e tre a ricercare una diversa plasticità con le ceramiche e a sperimentare nuovi lavori su carta, più immediati e forse più intimi: per Cappelli e Percussi, di riflessione su stilemi del passato, rivisti con una nuova sensibilità, per Asmone, di ricerca di un nuovo gesto e di un nuovo rapporto con la materia, aperto all'inserimento di frammenti diversi e percorso, sembra, da un desiderio di scrittura che a tratti confligge con una soggettività negata che diventa esplosione autonoma di colore.

Synthesis, il titolo della mostra, allora non allude soltanto a quegli esiti di sintesi e di rigore cui accennavo prima, ma, sfruttando le valenze etimologiche del termine, richiama queste “convergenze”, queste “composizioni”, questo “mettere insieme” che è “combinazione” e “addizione”, ma anche “accordo”.

Un accordo musicalmente ricco di echi diversi e modulato in modo assolutamente libero.

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