Venerdì, 15 Febbraio 2019 16:18

Una mostra svela Marino Marini illustratore per Foscolo e Quasimodo

Marino Marini nel suo studio Marino Marini nel suo studio

Pistoia - Dalle Georgiche virgiliane, tradotte da Quasimodo, alle Ultime lettere di Iacopo Ortis di Foscolo.

Marino illustra poemi e romanzi epistolari dei grandi intellettuali del diciassettesimo e del ventesimo secolo. Con l’evento “Marino Marini Cavalli di Carta”, in programma domani, sabato 16 febbraio alle ore 17.30, negli spazi della Biblioteca San Giorgio, la Fondazione Marino Marini di Pistoia rivela al mondo un volto e un talento inediti di Marino Marini da promuovere e valorizzare nel panorama della cultura internazionale.

Per il grande maestro pistoiese, protagonista indiscusso dell’arte del Novecento, il patrimonio, unico al mondo, custodito nel Centro Documentazione e Archivio della Fondazione Marino Marini di Pistoia, scopre un nuovo tesoro.

E’ Marino illustratore. Non solo scultore, dunque, o pittore e incisore ma poeta della forma e del colore che traduce in immagini parole e versi, attratto dalla contaminazione delle arti e dall’amore per il disegno che coltivò sin da quando era studente dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Marino che nutriva una visione poliedrica e multiforme dell’arte, stabilì proprio all’inizio del suo percorso artistico, un contatto appassionato e consapevole con la letteratura, la poesia, illustrando testi sin dagli anni ‘40.

Nella città toscana che stringe un rapporto strettissimo con Marino e la moglie Marina tanto da assegnare alla Fondazione pistoiese il ruolo di centro d’arte internazionale, finalizzato a tutelare, valorizzare e promuovere il ‘cuore artistico e umano’ di Marino, per la prima volta vedono la luce due libri che Marino illustrò tra il 1942 e il 1944.

Saranno esposti in un apposito spazio della Biblioteca Sangiorgio, nell’ambito dell’Art Corner promosso dalla Biblioteca, con la quale la Fondazione attiva un'importante collaborazione culturale, il libro realizzato nel 1942 che illustra "Il fiore delle Georgiche", nella traduzione del futuro premio Nobel Salvatore Quasimodo, e il volume, in un’elegante e preziosa stampa del 1955, che contiene le illustrazioni (realizzate nel 1944) relative al primo romanzo epistolare della letteratura italiana "Le ultime lettere" di Iacopo Ortis di Ugo Foscolo.

In mostra saranno presenti, nello spazio espositivo appositamente creato per l’evento, anche 12 acqueforti di Marino Marini con poesie di Egle Marini, stampate nel 1963, e 10 acqueforti di Marino Marini con testo di Egle Marini pubblicate nel 1971. All’evento di domani saranno presenti la direttrice Maria Teresa Tosi e i curatori dell’evento Francesco Burchielli ed Ambra Tuci.

Le opere di Marino Marini sono in mostra alla Biblioteca Sangiorgio fino al 30 marzo 2019.

Quando il giovane Marino Marini nel 1917 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze decise inizialmente di frequentare i corsi di Disegno e di Pittura di Galileo Chini e solo nel 1922 iniziò a frequentare il Corso Speciale di Scultura di Domenico Trentecoste. “La carriera artistica di Marino, segnata dalla fama di scultore - spiega il curatore Francesco Burchielli -  nacque quindi sotto l’amore per il disegno e l’incisione, un amore che durerà tutta la vita”.

Durante la sua attività Marino realizzò oltre 360 soggetti fra litografie e acqueforti, alcuni di queste vanno a creare delle cartelle, altri sono concepite come veri e propri libri d’artista, dove i grandi fogli di carta vengono piegati a “quartini” e a testi critici e poesie susseguono tavole impresse con il torchio. “Tali cartelle, comuni a molti degli artisti coevi, in Marino assumono uno spessore particolare – aggiunge Burchielli - vuoi per le tirature limitate, vuoi per l’attenzione al dettaglio che assumono. Aprendo una delle grandi scatole che confezionano questi “album” sembra quasi di aprire un antico codice miniato dove, scordandosi quasi del testo, quello che risalta è il colore o il segno grafico che alla fine ti porta a soffermarti sulla bellezza intrinseca della carta”.  

Ad esprimere soddisfazione per la collaborazione è il funzionario del Comune di Pistoia Alessandra Giovannini, nonché responsabile mostre della Biblioteca Sangiorgio. "Siamo molto contenti - continua - per questo nuovo percorso attivato con il Museo che fonde idee ed energie, è un'importante occasione per conoscere vicendevolmente i nostri patrimoni ed estendere le potenzialità culturali della biblioteca che si occupa anche di arte attraverso la realizzazione di mostre ed eventi espositivi, lavorando insieme offriamo un nuovo contributo alla crescita sociale della città".

 

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