Sabato, 23 Marzo 2019 15:02

Antonello da Messina in mostra al Palazzo Reale di Milano

La celebre "Annunciata", capolavoro di Antonello da Messina La celebre "Annunciata", capolavoro di Antonello da Messina

di Giacomo Martini

Milano - Dal 21 febbraio al 2 giugno 2019 Palazzo Reale di Milano ospita una grande retrospettiva dedicata all’artista siciliano Antonello da Messina (1430 - 1479).

Sono solo 35 le opere scampate ai tragici avvenimenti naturali come alluvioni e terremoti e giunte ai giorni nostri, e ben 20 costituiscono la mostra milanese “Antonello da Messina. Dentro la Pittura”. A dialogare con le opere, i preziosi schizzi e appunti di Giovan Battista Cavalcaselle, grande storico dell’arte della seconda metà dell’800 e profondo conoscitore dell’artista siciliano.

L’esposizione è stata possibile grazie alla collaborazione della Regione Sicilia e al Comune di Milano, ma anche a grandi istituzioni nazionali, come la Galleria degli Uffizi e la Galleria Borghese, e internazionali, come la National Gallery di Washington, La National Gallery di Londra.

La mostra nasce con l’intento di indagare l’arte di Antonello da Messina con uno sguardo analitico, preciso, capace di mettere a fuoco ogni singolo tratto della sua tecnica senza eguali. Per questo motivo, accanto alle opere di Antonello, saranno esposti i taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, critico che per primo ricostruì il catalogo dell’artista siciliano. e il Philadelphia Museum of Art.

La mostra di Antonello da Messina a Milano propone una straordinaria rassegna dei capolavori del grande artista del Rinascimento, in una panoramica che abbraccia le innumerevoli influenze culturali, dal Mediterraneo alle Fiandre, che il grande artista siciliano seppe apprendere e rielaborare, creando un'arte originale e modernissima. Ancor oggi considerato una delle figure più enigmatiche e al contempo più celebri del Quattrocento italiano, Antonello da Messina seppe coniugare il classicismo tipico dell'arte italiana con l'attenzione al dettaglio tipica dell'arte nordica, fondendole con un utilizzo della luce che, una volta trasferitosi a Venezia, darà il via alla grande tradizione della pittura tonale di area lagunare.

Eccellente ritrattista, Antonello da Messina fu tra i primi sperimentatori dell'utilizzo della pittura ad olio, che si rivelò particolarmente adatta alla stesura di velature dai toni cromatici morbidi, consentendo una vivacità e un realismo che ancora oggi, a distanza di mezzo millennio, rende i suoi ritratti tra i più belli che la storia dell'arte Europea abbia mai realizzato, in cui alla fedeltà rappresentativa si associa una capacità unica di penetrazione psicologica dell'individuo ritratto. La mostra di Antonello da Messina a Milano permette di fare un viaggio tra le suggestioni dell'Italia quattrocentesca, fino nelle terre fiamminghe, per poi ridiscendere nei colori morbidi e nelle atmosfere calde del Mediterraneo, immersi nei capolavori di uno dei più grandi artisti dell'Europa del Rinascimento.

Figura centrale dell’arte italiana del 1400, Antonello da Messina ha realizzato opere magistrali che incarnano i caratteri del primo Rinascimento. Ritratti veritieri e intensi, prospettive che disegnano lo spazio definendone la profondità illusoria, e personaggi religiosi di classica bellezza e ieraticità animano le tavole del grande maestro arrivate fino a noi e sparse in varie collezioni. Un saggio della sua più vasta produzione, sopravvissuta a calamità naturali e incuria, restauri rovinosi e passaggi di proprietà movimentati.

Un nucleo considerevole di 19 dipinti del pittore messinese, provenienti da istituzioni nazionali ed estere, è in mostra a Palazzo Reale nell’esposizione curata da Giovanni Carlo Federico Villa, che vede la collaborazione tra Regione Siciliana e il Comune di Milano e la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira (catalogo Skira).Tra esse, l’intensa Annunciata e il Polittico dei Dottori della Chiesa da Palermo, San Gerolamo nello studio, che in piccole misure contiene infiniti dettagli, e Cristo benedicente, da Londra; il toccante Ecce Homo da Piacenza; la splendida Madonna con Bambino da Washington; e due straordinari Ritratto di giovane, da Filadelfia e da Berlino. Antonello si forma nell’ambiente napoletano e, secondo Vasari, nelle Fiandre apprende la tecnica a olio diffondendola in patria, “per far l’Italia partecipe di così utile, bello e comodo segreto”. Un segreto che applica sulle tavole in infinite stesure di colore e rielabora insieme alla sensibilità veneta in uno stile inconfondibile.

 

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