Martedì, 02 Aprile 2019 16:15

Progetto "Oblò": l'arte di Cialfi e Francesconi in mostra a Monsummano

L'interno del Museo d'Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme L'interno del Museo d'Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme

Monsummano Terme - Torna al Macn di Monsummano Terme Oblò, il progetto dedicato all'arte contemporanea.

Un progetto rivolto in particolare a quegli artisti che vogliono mettersi in gioco e che sentono la necessità di descrivere al pubblico il loro viaggio artistico.

Come da un oblò è possibile gettare uno sguardo sul grande mare dell'arte così questo contenitore mette a confronto quelle manifestazioni artistiche, più o meno condivise dal pubblico o dalla critica, che si diffondono nell'arte del XXI secolo e che coinvolgono anche aspetti sociali, politici, storici di grande impatto emotivo.

Le esperienze di due giovani artisti, Edoardo Cialfi e Jacopo Francesconi, si profilano all'orizzonte in una mostra dal titolo “Evanescenze/Evidenze” che aprirà i battenti domenica 7 aprile 2019 alle ore 17.30.

“Nei lavori di Edoardo Cialfi”, scrive il critico d'arte Carles Marco, “la tecnica ha un ruolo fondamentale. Proviene dalla Street Art ed è legato all’uso dei mezzi della pittura di strada. Lui è un writer, non si tratta di utilizzare una bomboletta e d’indossare una felpa con cappuccio, esserlo comporta un atteggiamento spirituale e una dedizione piena. L’Arte di Strada è una forma di espressione complessa, strutturata e in continua evoluzione e lui ha deciso di utilizzare quella tecnica ma sul supporto della tela, esprimendo un universo più personale e intimo e allontanandosi dalle alternative e provocatorie connotazioni sociali o politiche abituali. Parte in ogni caso da questi principi per andare a esplorare la natura, della quale si sente profondamente parte, con la passione di una forma d’arte libera e immediata.”

Jacopo Francesconi, che condivide con Cialfi questa esperienza, presenta delle opere nelle quali “appaiono elementi che suggeriscono una ricerca di significato, una serena intenzione di ridurre in forme astratte i soggetti del mondo reale. In primo luogo il cielo, celeste spazio onnipresente che richiama l’utopia ed è all’origine della luce che schiarisce e mette in evidenza le superfici del mondo. In secondo luogo” continua Carles Marco, “la presenza di pure strutture geometriche, di forza ipnotica, di cui possiamo dire che la loro rigorosa linearità, la severa prospettiva, il suo aereo e leggero modo costruttivo rimandano a un mondo di materia tenue e diafana. Sembra ci sia la volontà di un’interpretazione più ottimista e più alta dei propri sogni, di ricostruire in modo opportuno gli incidenti della vita sensibile, privandoli della pressante forza della gravità”.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 15 settembre 2019, sarà visitabile, ad ingresso gratuito, nei seguenti orari: lunedì giovedì venerdì 16-19; mercoledì 9.30-12.30;sabato e domenica 9.30-12.30/16-19; chiusa martedì e 15 agosto.

Articoli correlati (da tag)