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Venerdì, 12 Aprile 2019 19:00

Tra Cina e Rinascimento: l'arte di Gao Yuan in mostra al Museo Marini

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Un'immagine della personale "Twelve Moons" di Gao Yuan Un'immagine della personale "Twelve Moons" di Gao Yuan

Pistoia - Sono donne ma soprattutto madri e ne riconoscono il valore e il dono, quello di una vita che hanno appena generato e accolto.

Si affacciano dai tondi di ispirazione rinascimentale che ripercorrono i simboli di un’arte integrata in cui lo Zodiaco cinese parla il linguaggio della pittura italiana e affronta con una forza cromatica e compositiva dirompente il tema solenne della maternità. Con i loro sguardi consapevoli, rassicuranti, le giovani donne sorridono, avvolgendo i loro piccoli teneramente tra le braccia, altre, più serie e malinconiche, sembrano interrogarsi sul futuro che le attende.

Sullo sfondo si profilano scenari urbani, contesti rurali e industriali, orizzonti nebulosi, cieli tinti da tramonti che sfiorano ponti e grattacieli nella contemporaneità di una Cina divisa a metà.

È la visione dualistica, tesa ad affiancare e contrapporre il processo di rinascita economica e tecnologica al volto più povero della Cina, quella che la fotografa Gao Yuan cerca e identifica nelle dodici maternità abbinate ad altrettanti animali dello Zodiaco, antico complesso di segni della cultura e della tradizione alla quale l’artista appartiene. "Twelve Moons” è il titolo della personale che l’artista espone al Museo Marino Marini di Pistoia a partire da venerdì 12 aprile negli spazi della Fondazione diretta da Maria Teresa Tosi.

Il polo espositivo di Pistoia, il più importante centro di produzione mondiale dedicato alla figura di Marino Marini, protagonista indiscusso dell’arte del Novecento, promuove e organizza l’evento, nell’ambito di una ricca programmazione culturale che valorizza l’arte contemporanea e internazionale. La mostra resterà aperta fino al 16 giugno e sarà impreziosita da alcuni specifici eventi abbinati come il laboratorio che sabato 11 maggio alle ore 15.30 Gao Yuan condurrà sull'astrattismo cinese dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni. All’evento inaugurale è stata invitata la comunità cinese di Prato.

Dodici è un numero chiave per la mostra che sta per aprire i battenti nel Palazzo del Tau, sede della Fondazione Marino Marini. Dodici, come il numero dei mesi che caratterizzano l‘anno italiano; dodici come gli anni di cui è composto lo zodiaco cinese e gli animali che simboleggiano l’anno di nascita esercitando secondo il pensiero orientale un’influenza determinante sulla vita delle persone. I ponti tra Italia e Cina, tra Rinascimento pittorico, simboleggiato nell‘iconografia classica della Madonna col Bambino, e quello attuale della società cinese si moltiplicano nelle figure ritratte da Gao Yuan. E non sono donne comuni ma persone in condizione di difficoltà e disagio. Sono madri provenienti da villaggi poveri, sperduti e disseminati su tutto il territorio cinese. “Durante il processo di creazione di questo lavoro - rivela l’artista - ho gradualmente trovato una comprensione del legame tra la società cinese di oggi e l'Italia del Rinascimento: credo che le condizioni attuali della Cina manifestino la stessa disparità nella distribuzione culturale e patrimoniale tra classi sociali. Quello che voglio comunicare sono le dicotomie della nuova società cinese, coinvolta in un rapido sviluppo economico”. Lo sfondo di ogni immagine è una commistione di diverse fotografie digitali, un "mash-up" della nuova e vecchia Cina.

In “Twelve Moons” rivestono un ruolo centrale, legato al simbolismo della Madonna col Bambino, i piccoli che al momento dello scatto avevano tra i 3 e gli 8 mesi. E’ su questo aspetto che la coordinatrice eventi della Fondazione Marino Marini Ambra Tuci pone l’accento. “L’estetica rinascimentale guarda al mondo classico nella ricerca della misura esatta e delle migliori proporzioni, un ideale di bellezza quanto più possibile fedele al vero. La morbidezza e la rotondità vengono messe ostentatamente in evidenza dalla nudità del piccolo, i bambini di Gao sono anch’essi ritratti nudi, vicini alle loro madri completamente vestite, le loro carni fresche bucano la tela, attraggono prepotentemente l’attenzione insieme ai loro sguardi disarmanti".

Il bambino, vitale, dinamico, raffigurato in un aspetto florido, sano ed energico, rappresenta anche il periodo evolutivo della nuova Cina che emerge grazie al suo rapido percorso di crescita economica, industriale e tecnologica. L’altra faccia è la condizione economica della madre che rivela, pur nella forza del suo ruolo, l’immensa debolezza delle diseguaglianze sociali che raccontano la vita contemporanea della Cina. E’ ciò che rileva nella sua riflessione Filippo Basetti della Commissione mostre della Fondazione Marino Marini. "La contrapposizione di ritratti di giovani madri cinesi, provenienti da classi disagiate - prosegue - con i paesaggi urbani nati dall'irrefrenabile economia cinese, crea, al contrario delle “Madonne con bambino” tipiche, invece, dell'iconografia cristiana, un disturbo inconscio. Disturbo estraniante che usa il contesto per farci ragionare sul ruolo delle protagoniste".

Gao Yuan vive e lavora a Taiwan. Ha studiato fotografia a Tokyo, Giappone, all'università Nihon Academy of Fine Art ea New York, alla New York Film Academy. Ha ricevuto il Gran Premio alla Biennale di Kaunas Lituania 2012. Nel 2009 ha ricevuto il Terna Contemporary Art Prize ed è stata premiata al Soho Photo Gallery Competition, New York (2004). Il suo lavoro è stato oggetto di frequenti mostre in Europa, Asia e Stati Uniti.

 

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