Mercoledì, 10 Luglio 2019 17:24

Opere inedite di Galileo Chini nella mostra “Novecento”

Il curatore Paolo Gestri con un'opera di Chini (foto di Andrea Capecchi) Il curatore Paolo Gestri con un'opera di Chini (foto di Andrea Capecchi)

Pistoia - Opere inedite di Galileo Chini fanno parte della mostra "Novecento, omaggio a Pistoia", a cura di Paolo Gestri.

E' il nuovo evento d'arte di maggior spicco del Pistoia Festival, in calendario fino al 31luglio, nella ex chiesa di San Giovanni Battista, in corso Gramsci. Apertura dal mercoledì alla domenica, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 20. L'esposizione è promossa dalla Fondazione San Giovanni Battista e da Banca Mediolanum e mette in relazioine e confronto grandi maestri italiani con molti artisti della nostra città. Ovviamrente, il Chini è la star, inserito con quattro opere al posto d'onore come eccellente su tutti e anche per la sua presenza a Pistoia e Montecatini.

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Da una parte, dunque, Pietro Annigoni, Giovanni Barbisan, Mino Maccari, Enzo Faraoni, Renzo Grazzini, Luciano Guarnieri, Silvio Loffredo, Roberto Panichi, Giovanni March, Gino Terreni ed Ernesto Treccani, dall'altra Alfiero Cappellini, Egle Marini, Alberto Giuntoli, Silvano Palandri, Franco Sacchetti, Corrado Zanzotto e altri della cosiddetta "Generazione di mezzo" che, dal secondo dopoguerra agli anni Settanta del Novecento, ebbe artisti di valore assoluto. Tra questi Lando Landini, Mirando Iacomelli, Remo Gordigiani, Marcello Lucarelli, Alfredo Fabbri e Urbano Pacini, cui vanno aggiunti Moreno Cappellini, Enzo Ghidini, Mercedes De Napoli e Donella Nelli.

Ci sono inoltre le firme di Flavio Bartolozzi, Rodolfo Bernieri, Mirto Buscioni, Amelio Bucciantini, Renato Gelli, Esa, Slao, Paolo Tesi ed altri.

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"Il Novecento - nota il curatore - può anche disiorientare. Pop art a parte, Minimal art, Land art, Antiform, Arte cinetica, Body art, sono termini talvolta astrali. Per cui resiste il "vecchio" figurativo, aggiornato in figurativismo, con tanto di applauso da chi può ostentare in salotto Annigoni, Maccari o Treccani. Oppure una Egle Marini, Zanzotto o Landini. Questi figurativi hanno scritto anch'essi la storia dell'arte del secondo Novecento".

Guardando poi specificatamente ai pistoiesi, si può dire generalmente questo: che tanti artisti hanno sempre e comunque cercato uno stile che fosse in accordo con la sensibilità del proprio tempo, uno stile che definiremmo ascendente, assolutamente in divenire e sorprendente per tante proposte e traguardi.

C'è stato un tempo - gli anni '70 - '80 - in cui a Pistoia fiorivano gallerie ed esposizioni; gli artisti erano tutti per uno ed uno per tutti, amici tra loro, ed amici di rango! Tra le donne, la De Napoli appariva signora delle Marine e la Nelli l'interprete degli emarginati. Agenore Fabbri e Iorio Vivarelli conquistavano l'Italia e il mondo, Landini era il maestro, Frosini il raffinato, Gordigiani il pittore elegante; Iacomelli il contestatore, Lucarelli il saggio, Fabbri il divulgatore, Gavazzi lo scultore del Fiorino d'oro. Ghidini, lo stampatore, seguiva Fontana e Rolando Vivarelli, il montalese trasformava i sassi in sculture, il Cappellini Moreno metteva in arte la moda. Tutta gente adelante con cuidado, perchè Pistoia è fatta così: sempre attuale perchè sempre rispettosa della storia.

Da qui il titolo "Novecento, omaggio a Pistoia".

 

 

 

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