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Mercoledì, 09 Ottobre 2019 21:07

L'arte di Marino per emozionare e aiutare le persone con Alzheimer

Due momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto (fotografie di Andrea Capecchi) Due momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto (fotografie di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un progetto creativo e inclusivo che rafforza la funzione sociale dell'arte.

L’arte di Marino Marini diventa uno strumento di comunicazione per migliorare l’accessibilità a sostegno delle persone con Alzheimer e dei loro familiari. Le forme, i colori, il pensiero dell’artista pistoiese e dei suoi capolavori esposti nella prestigiosa sede di Palazzo del Tau risuonano e riecheggiano nelle diverse esperienze, visive, tattili e sensoriali che possono narrare e coinvolgere con le emozioni, le parole, i suoni.

La vocazione sociale dell’arte rinnova così la sua funzione destinata a stimolare le persone affette da sindrome di Alzheimer, ad aiutarle a esprimersi attraverso i segni della creatività. Il Museo Marini, il centro d’arte più importante al mondo dedicato al maestro pistoiese, propone un percorso che intreccia attività artistiche, esperienziali e socio-culturali alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie che si trovano a vivere questa difficile sfida. Si chiama “L’arte in valigia” ed è il progetto promosso da Aima Pistoia, rappresentato da Giovanna Mazzanti, finanziato interamente da FAR.COM spa il cui amministratore unico è Alessio Poli e coordinato in maniera condivisa dalla Fondazione Marino Marini di Pistoia, diretta da Maria Teresa Tosi. Un’esperienza molto significativa e di forte impatto sociale per la città di Pistoia, che vede moltiplicarsi nel territorio opportunità e luoghi che estendono la conoscenza e permettono la condivisione dell’Alzheimer.

Con il progetto “L’arte in valigia”, nato sull’esempio di un’analoga esperienza del Museum of Modern Art Moma di New York, Fondazione Marino Marini e Aima Pistoia mettono al centro un progetto di ampio respiro che supporta le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura costruendo una forma di collaborazione che favorisce l’inclusione sociale.

“Il progetto – spiega Ambra Tuci – aspira a offrire un vero e proprio servizio alla persona cercando di sensibilizzare la cittadinanza a sentirsi parte di una dimensione pubblica che abbatta i muri della diversità e accolga i bisogni delle persone con Alzheimer e i loro carers. E’ una visione condivisa che considera l’arte come strumento di dialogo e interazione, cerca di far fronte alle esigenze con proposte che spaziano dalle attività di socializzazione alle esperienze emotive. Nell’ambito della promozione della cultura del welfare, il progetto offre spazi utili alle persone che se ne prendono cura, finalizzati ad aprire un percorso di relazioni con coloro che si trovano in situazione di difficoltà nella gestione dell’Alzheimer”.

“Di solito alla parola Alzheimer – precisa Giovanna Mazzanti, presidente di Aima Pistoia - vengono associati sentimenti negativi, legati alla sensazione di smarrimento, alla solitudine ed all’isolamento. La casa diventa una prigione dorata: la paura di certi atteggiamenti, come il disorientamento nello spazio e nel tempo, costringe spesso il malato dentro le sue stesse mura. Dobbiamo riuscire ad invertire questa tendenza e lo si può fare anche grazie a progetti come questi. L’arte in valigia, infatti, ha lo scopo fondamentale di consentire alle persone con Alzheimer di esercitare azioni che vengono considerate perse, come l’osservazione diretta di un quadro, l’espressione di un sentimento, una passeggiata. Aima, grazie a FAR.COM e alla Fondazione Marino Marini non può che mettersi al servizio di quelle purtroppo ancora troppe realtà con voci lievi e dare corpo, sostenendole, sul territorio”.

Il Museo Marino Marini fa parte della rete dei Musei Toscani per l’Alzheimer. “Le attività - prosegue Ambra Tuci - sono condotte da un educatore museale dell’associazione culturale Artemisia, che opera da anni nel Dipartimento Educativo del museo pistoiese, e da un educatore geriatrico, appositamente formati grazie ad un corso promosso e sostenuto dalla Regione Toscana al fine di disseminare buone pratiche sperimentate a livello internazionale. L’intreccio tra queste competenze è il tratto distintivo del nostro progetto che lavora per il miglioramento della qualità della vita delle persone con Alzheimer e dei loro familiari e si propone di potenziare le opportunità di partecipazione alle attività culturali nella città”.

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Quello adottato dalla Fondazione Museo Marino Marini è un metodo innovativo, ispirato ad alcuni modelli statunitensi tra cui il “TimeSlips” e il “Validation”, il primo è un programma di narrazione creativa, ideato da Anne Davis Basting, direttrice del Center on Age & Community dell'Università del Wisconsin, Milwakee, il secondo, complementare, è finalizzato alla restituzione e alla validazione delle parole e dell’emersione di tutto il linguaggio.

L’approccio è basato sulla costruzione di storie e poesie ispirate dall’osservazione dell’opera d’arte per aiutare le persone, con varie forme di demenza, ad esternare le loro emozioni.

“Il programma invita a coltivare l’immaginazione – fa notare Ambra Tuci - durante il processo creativo le persone ristabiliscono una relazione con gli operatori e i familiari. Questo riconosce la loro dignità e un ruolo sociale che spesso hanno perduto. È dimostrato che più a lungo le persone con Alzheimer continuano a comunicare e a parlare più lentamente procede la malattia; inoltre è più facile prendersi cura di loro se si sente di poter comunicare in qualche modo”.

L’edizione 2019 del progetto “L’arte in valigia” si propaga in varie direzioni. Dal Museo Marino Marini il progetto si mette in viaggio e crea forme di comunicazione, approda alla sede di Aima Pistoia per offrire alle persone con Alzheimer e ai loro familiari importanti occasioni di frequentare spazi fruibili da tutti e coltivare momenti di socializzazione nel segno della qualità e della bellezza. Nell’intento di sviluppare nuove strategie di relazione il ciclo di incontri si terrà in quattro diversi appuntamenti che consistono in proposte e attività multisensoriali, ludiche e creative al fine di favorire l'espressione verbale e non verbale del ricordo e delle emozioni.

Gli incontri, tutti di giovedì con orario pomeridiano 16-18, si terranno in due appuntamenti al Museo Marini (17 ottobre e 28 novembre) e in due appuntamenti negli spazi del laboratorio Aima presso la Misericordia di Bottegone (10 ottobre e 14 novembre).

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Quattro le esperienze contenute nel progetto. Le esperienze tattili consentono alla persona di poter toccare una scultura, laddove non ci siano impedimenti per motivi conservativi, è un privilegio che consente un approccio molto concreto e diretto. L’esplorazione delle superfici stimola l’immaginazione ed evoca sensazioni e emozioni, che vengono raccolte in una storia o poesia collettiva.

Le esperienze di movimento sono esperienze multisensoriali che nascono sempre dall’osservazione dell’opera d’arte e incoraggiano l’interazione in un contesto sicuro e stimolante. Il movimento lento e dolce può essere eseguito anche da chi si trova in carrozzina; migliora l’equilibrio, l’andatura, la postura e ha un impatto positivo sul tono dell’umore, riducendo depressione e ansia.

Le esperienze di suono e musica propongono l’ascolto di brani musicali in cui i partecipanti possono produrre loro stessi dei suoni. Il suono, così come l’opera d’arte visiva, fa emergere emozioni, in un gioco di risonanze tra i partecipanti, gli strumenti musicali, i colori e le forme dei dipinti.

Le esperienze creative sul tema della Pomona sono infine attività di sperimentazione di varie tecniche, come la pittura o la manipolazione di argilla. I partecipanti si dedicano si dedicano alla realizzazione di un manufatto. I prodotti hanno il doppio vantaggio di creare un piccolo tesoro di esperienze, una scatola con i ricordi, la memoria, l’emotività che le persone potranno portarsi a casa nella loro ‘arte in valigia’.

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