Giovedì, 17 Ottobre 2019 15:25

L'Uomo Vitruviano di Leonardo andrà al Louvre

Vittorio Sgarbi con Luca Iozzelli durante la visita alla mostra "Italia Novecento" nei giorni scorsi. In basso, Sgarbi mostra sul cellulare la foto dell'opera. Vittorio Sgarbi con Luca Iozzelli durante la visita alla mostra "Italia Novecento" nei giorni scorsi. In basso, Sgarbi mostra sul cellulare la foto dell'opera.

di Marcello Paris

Pistoia – L'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci andrà in prestito al Musee du Louvre di Parigi.

Dopo giorni di polemiche, un primo blocco del Tar alla partenza del dipinto, l’organo di giustizia amministrativa ha dato il via libera alla spedizione del famoso dipinto di Leonardo da Vinci per essere esposto al Museo del Louvre dove si stanno celebrando i 500 anni dalla morte del Genio da Vinci.

Durante la vista alla mostra di “Pistoia Novecento”, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, Vittorio Sgarbi aveva commentato l’opportunità che il dipinto potesse essere spedito senza alcun rischio ed essere esposto fra le altre opere che il Museo possiede, compresa la Gioconda.

Il critico e polemista, criticando il poco che è stato fatto in Italia per l’anno leonardiano, nello specifico aveva detto “. .. si sveglia una brava ragazza, restauratrice mia amica, peraltro contestata da altri di Italia Nostra, e fa un esposto al Tar. Ancora una volta un Tribunale prende il posto del Magistrato, che è il Soprintendente attuale, e del Comitato Scientifico e decide la sospensione senza sapere di cosa parla. Le motivazioni su cui si basa il ricorso riguardano la supposta fragilità del dipinto e soprattutto che lo stesso è pertinenziale (appartiene) sul piano identitario del museo che lo ospita.

Io sono andato a vedere (Sgarbi esibisce la foto che si riproduce), ho riunito il Comitato scientifico ed abbiamo constatato che l’opera si può muovere. È si fragile, come lo sono tanti disegni simili ed è anche pertinenziale perché fa parte di una collezione che sta lì (a Venezia) ma non è identitario perché Leonardo a Venezia c’è stato solo sette giorni, è stato dipinto a Milano e poi sta in un museo che non lo espone perché sta in un deposito.

vitruvio sul cell

Così, al Louvre non si vede a Venezia nemmeno perché non è esposto e noi (gli italiani) non avremmo in prestito tre quadri di Raffaello (che fanno parte del “pacchetto” di prestiti per essere esposti ad Urbino, dal marzo 2020 in occasione delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte del pittore n.d.r.). E poi il disegno va in un’area protetta dove non ha niente da temere. Insomma una fregatura totale. Però io sono fiducioso che il giudizio di merito del Tar rivedrà la propria decisione”.

E così è stato. Ora il dipinto parte confermando che la fiducia del Critico era fondata e lungimirante.

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