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Giovedì, 09 Gennaio 2020 16:22

Allo Spazio A la mostra personale “Portraits” di Daniel Gustav Cramer

Una delle opere in mostra Una delle opere in mostra

Pistoia - SpazioA presenta, sabato 1 febbraio alle ore 18, la prima mostra personale dell'artista tedesco Daniel Gustav Cramer negli spazi della galleria.

A Pistoia l’artista presenterà un nuovo corpus di lavori intitolato “Portraits”. Questi lavori fondono diversi elementi della sua pratica: testo, oggetti trovati, immagini fotografiche e scultura.

Negli ultimi anni Cramer ha accumulato un archivio in espansione di storie brevi ed epiche, dal primo passo sulla Luna all’affondamento del Titanic, a un musicista di strada che suona davanti a un parcheggio in qualche angolo dell’Australia. L’artista cerca i momenti che spiccano come pietre miliari nella storia ma anche gli episodi effimeri, che in genere passano inosservati. Ciò che collega tutti questi racconti, però, è l’attenzione per ciò che avviene ai margini dell’evento. 

Questo lavoro, Portraits, riflette realtà e possibilità: un atto gentile, il valore dell’onestà, la sopportazione della solitudine. Indirettamente, solleva domande: Di che cosa è fatta l’amicizia?

Qual è il prezzo dell’accudimento? Siamo in grado di accettare o adattarci al nostro destino? La grazia ridefinisce la sorte di una persona?

L’essere nel tempo è la danza di un individuo gettato in mezzo a circostanze imprevedibili. Il modo in cui una persona si destreggia in questi sconvolgimenti, ogni decisione presa lungo la via, plasmano il suo carattere, e in definitiva compongono un ritratto.

I ritratti di Cramer sono semplici testi descrittivi accompagnati da fotografie, lettere o altri materiali trovati. Gli elementi accostati in ogni lavoro agiscono come i versi di un haiku. È la tensione tra di essi ad aprire uno spazio per il pensiero.

Questi ritratti evocano la scrittura di Yasunari Kawabata o Robert Walser e i film di Yasujiro Ozu: un linguaggio pieno di compostezza che nasconde il conflitto delle emozioni, un conflitto che diventa ancora più palpabile in questo sforzo di nascondimento.

I lavori di Daniel Gustav Cramer evolvono in una ricerca senza fine, come il diario di un viaggiatore che descrive la condizione umana, traendo le proprie immagini da un’esperienza collettiva e da ricordi comuni a noi tutti. Archiviano gli avvistamenti del mostro di Loch Ness insieme alle date in cui un musicista ha suonato la stessa canzone nel corso della sua vita. Attraverso questo processo, l’artista attinge ad interrogativi filosofici sulla esperienza del tempo, la formazione di linguaggio e immagini e i confini della percezione.

 

 

 

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