Venerdì, 07 Febbraio 2020 17:06

"Exodus": sulle strade delle migrazioni nelle foto di Salgado

Due momenti della presentazione in anteprima della mostra (fotografie di Giovanni Fedi) Due momenti della presentazione in anteprima della mostra (fotografie di Giovanni Fedi)

di Marcello Paris

Pistoia - Ancora una mostra fotografica legata ai Dialoghi sull’uomo e all’antropologia culturale che anche queste immagini vogliono testimoniare.

Immagini che fanno riflettere sulla tragicità delle migrazioni che da sempre contraddistinguono il cammino dell’Uomo.

Le foto, come ha scritto la curatrice, “catturano i momenti, tragici, drammatici di singoli individui” ma, aggiungiamo noi, anche di interi Popoli ed Etnie.

La mostra di cui parliamo, che copre un impegno di 6 anni dal 1993 al 1999 in tante parti del mondo, è stata allestita per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia dalla moglie dell’autore, brasiliano che vive in Francia, Lélia Wanik Salgado, con la collaborazione della direttrice dei “Dialoghi”, Giulia Cogoli, a Palazzo Buontalenti di via de’ Rossi e nell’Antico Palazzo dei Vescovi di piazza del Duomo.

Durante la presentazione alla stampa il presidente della Fondazione Luca Iozzelli ha detto di essere orgoglioso di aver portato a Pistoia le fotografie di uno dei più importanti fotografi contemporanei che con i suoi scatti riesce a trasmettere emozioni che derivano la vista delle sofferenze di tanta parte dell’umanità. Sulla stessa linea Giulia Cogoli la quale ha ribadito come la mostra offra un’ampia riflessione sulla tragicità delle migrazioni che ancora oggi investono una buona fetta di Umanità.

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Allora, questa di Pistoia è da intendere solo come una mostra disperazione e atrocità. Su questa riflessione ci viene in soccorso lo stesso autore che nella presentazione di un suo libro scriveva “sembra che queste fotografie mostrino solo il lato buoi dell’umanità. Invece in mezzo a queste tenebre, si scorge ancora qualche punto luminoso dove c’è chi riesce ad alleviare le pene dei migranti e rifugiati”.

Tuttavia, pur nella speranza di una luce che possa rischiarare le tante sopraffazioni, guardando le foto scattate in Kosovo, Ruanda, Messico, Brasile, Guatemala, Indonesia e in alcuni campi profughi non possiamo non riflettere sulle guerre che ancora oggi creano eserciti di disperati in fuga verso luoghi che non sempre possono offrire una vita decente.

Ci piace concludere questa presentazione con le parole del’autore: “Noi abbiamo in mano la chiave del futuro dell’umanità, ma dobbiamo capire il presente. Queste fotografie mostrano una porzione del nostro presente”.

La mostra è realizzata da Fondazione Pistoia Musei in collaborazione con Pistoia-Dialoghi sull’uomo, Contrasto, Fondazione Caript e Comune di Pistoia con il contributo della Camera di Commercio di Pistoia.

Può essere visitata dall’8 febbraio al 14 giugno il lunedì e il martedì dalle 10 alle 14; dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18.

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