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Giovedì, 11 Giugno 2020 18:07

Il corpo nudo e le sue forme nell’arte di Ren Hang

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Una delle fotografie in mostra (foto di Andrea Capecchi) Una delle fotografie in mostra (foto di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Prato – Corpi nudi che si intrecciano, si accavallano, si mescolano a oggetti e animali, si fondono con la natura.

È la carica dirompente, sovversiva e “scandalosa” della fotografia di Ren Hang, giovane artista cinese ribelle e anticonformista, morto tragicamente all’età di trent’anni, che nei suoi scatti pone al centro dell’attenzione lo “studio” del corpo nudo e delle sue variegate forme, delle sue interazioni con altri oggetti, del suo con-fondersi nello spazio circostante, sia esso un contesto naturale oppure urbano. Esposte per la prima volta in Italia, le fotografie di Ren Hang hanno come soggetti ragazzi e ragazze coetanei dell’artista, che nella sua costante ricerca attraverso i temi della nudità, dell’intimità, della sessualità e della ricerca dell’identità nel rapporto tra uomo e natura, immortala nei suoi scatti una gioventù cinese nuova, libera e ribelle, che ci appare tanto lontana dagli schematismi nei quali siamo soliti inquadrare la società cinese.

Una fotografia che non ha mancato di creare problemi a Ren Hang, tra censure, accuse di pornografia e il fastidio causato da un’arte per molti versi avvertita come “sovversiva” e troppo libera e disinibita per certi canoni. Eppure le foto colpiscono per la ricerca artistica di un’armonia tra le forme dei corpi e l’ambiente in cui esse sono inserite, per l’equilibrio tra le forme e gli spazi vuoti, per un’eleganza di fondo che rende quasi normali anche le pose più innaturali ed esplicite.

Ed ecco la nuova gioventù cinese dai corpi avvinghiati e intrecciati – uomini o donne non fa differenza – ritratta sul tetto dei grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto durante la stagione autunnale, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno con pesci rossi che nuotano: i volti sono impassibili e privi di emozione, i corpi con la loro cruda nudità trasmettono un senso di primitivo, di ritorno alla natura, di evocazione dello stato primordiale. “Siamo nati nudi, e io fotografo le solo cose nella loro condizione più naturale” ha dichiarato più volte Ren Hang in merito alla propria arte.

Ci sono poi gli elementi della natura a interagire con i corpi: cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante diventano degli oggetti di scena solo in apparenza assurdi, dando vita a immagini paradossali, ma dal forte potere evocativo. Non mancano alcune fotografie dai contenuti più espliciti, dove gli organi sessuali maschili e femminili sono messi in bella mostra, ma sempre all’interno di un contesto artistico, che vuole “turbare” l’osservatore per metterlo di fronte a certi tabù ancora in vigore nella società cinese più tradizionale.

Una mostra di difficile definizione, ma che apre uno squarcio su una Cina misteriosa e ribelle, e su un’arte che può apparire semplice provocazione, ma in realtà colpisce e “scava” in profondità nella nostra natura più intima.

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