Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Giovedì, 06 Agosto 2020 15:48

Quando il quadro parla del libro (e viceversa)

Carlo Quartieri e una delle opere in mostra alla Libreria del Globo Carlo Quartieri e una delle opere in mostra alla Libreria del Globo

di Paolo Gestri

Pistoia - Si può pensare alla cultura come a un virus benigno che contagia i popoli e si trasmette nel tempo.

Con l'aggiunta che arte, letteratura, musica, design e quant'altro interagiscono agevolmente tra loro.

Per cui gli antichi Greci sono stati il modello per il neoclassicismo, gli Etruschi per Marino e l' arte africana per Gauguin e l'arte moderna. Analogalmente, ci sono esempi infiniti di commistioni tra poeti, musicisti e artisti come mostrò superbamente Wagner fondendo intimamente in scena musica, poesia e pittura. Altrettanto nota, in Baudelaire, è la simbiosi tra poesia e belle arti. Da parte sua, scrivendo "Il Convivio", banchetto di cultura, lo stesso Dantesdoganò di fatto la buona tavola.

Non sorprende quindi che la "Libreria del Globo”, bar - caffeteria, in via Buozzi 25, in centro a Pistoia, condotta con liberalità da Carlo Quartieri, noto fotografo, e da sua moglie Rita Stilli, in collaborazione con i coniugi Sara Giannini e Pietro De Cara, esponga "Quadri e libri d'estate - letteratura ed arte, interferenze", intrigante abbinamento artistico - letterario, con pittori e scrittori peraltro di alto livello, in una rassegna d'agosto e settembre .

Non passa infatti inosservata la presenza di Pietro Annigoni, Mino Maccari, Ernesto Treccani, Orfeo Tamburi, Enzo Faraoni, Renzo Grazzini, icone di livello nazionale; né è da meno Corrado Zanzotto, pistoise d'elezione, e neppure lo sono altri "pistoiesi puri" Jorio Vivarelli, Lando Landini, Mirando Iacomelli, Remo Gordigiani, Luigi Ciani, Giuseppe Gavazzi, Salvatore Magazzini e Aldo Frosini, cui si aggiunge un anonimo che se la gioca alla pari.

Vediamo dunque un "Volto" rinascimentale di Annigoni, genio fiorito dalla tradizione, che sta con un "Leonardo da Vinci", edizioni Giunti, pagine rivelatrici del Genio per antonomasia. A sua volta, Maccari evoca "Senilità" di Svevo per la naturalezza con cui la seduzione femminea vince il popolo maschile; Treccani invece, con le sue fantastiche e verosimili donne, simboli di una, tutte e quindi nessuna, richiama l' "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello. Tamburi, dal canto suo, raccontando una Parigi popolare, dipinge lo stesso luogo della città occupata dai nazisti con luci eroiche e salvifiche, di Irene Némirovsky in "Suite francese", mentre un volto sempiternemente bello di Faraoni rispecchia la bellezza ostinata di Dorian Gray nel noto romanzo di Oscar Wilde.

Quanto ai pistoiesi, il posto d'onore è per Corrado Zanzotto, abbinato a "Doppio sogno" di Arthur Schnitzler, amico di Freud. Elegantemente, Schnitzler descrisse istinti e sogni con tenerezza, come Zanzotto racconta donne, sogni, passioni e paesaggi con amore accorato. Segue Landini di cui vediamo una "Brughiera", con identico vero ed amaro in quelle sterpaglie di "Canne al vento" di Grazia Deledda, così come un "Nudo" di Frosini riflette l'esotiche sfumature d'all'amore dei"Fiori del male" di Baudelaire. "Ritratto di giovane artista" di Joyce, indagatore dell'anima, sta con Gordigiani che ha sempre indagato l'anima della gente e delle cose, Sheila Kitzinger, autrice de "La gioia della nascita", fa da madrina ad una "Annunciazione" di Gavazzi e "La grande storia di padre Pio" di Sandro Mayer e Osvaldo Orlandini è qui simboleggiata da un "Crocifisso" di Vivarelli. Infine, la moderna "Madame Bovary" di Gustave Flaubert si rispecchia nell'anonimo pistoiese che mostra una esaltante libertà grafica e una sorprendente dinamica dei chiaroscuri e dei colori.

 

Articoli correlati (da tag)