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Lunedì, 24 Agosto 2020 10:37

Cattedrale di Siena, ammirare la bellezza di un’opera “riscoperta”

L'interno della Cattedrale di Siena e due dettagli del pavimento marmoreo L'interno della Cattedrale di Siena e due dettagli del pavimento marmoreo

di Marcello Paris

Siena - “…il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”.

Così Giorgio Vasari definì il pavimento della Cattedrale di Siena, frutto di un programma che si è realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento.

Questa bellezza si può ammirare una volta all’anno fino al 7 ottobre per essere stata resa “visibile” a metà agosto (quest’anno in ritardo per la pandemia) grazie alla rimozione temporanea del grande tappeto che protegge i marmi dall’usura dei secoli.

Parlare solo del pavimento, però, è riduttivo per la magnificenza del Duomo nella sua interezza ma riuscire a vederlo non è cosa di tutti i giorni perché in gran parte dell’anno lo stesso non è visibile a causa della copertura che ne preserva la bellezza.

Il pavimento, realizzato a mosaico marmoreo a sezioni, è straordinario, unico, non solo per la tecnica utilizzata, ma anche le figurazioni definite “un invito costante alla Sapienza”. È il risultato di un complesso programma iconografico realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento. I cartoni preparatori furono disegnati da artisti, quasi tutti “senesi”, fra cui il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi, oltre che dal pittore umbro Pinturicchio, autore del celebre riquadro con il Monte della Sapienza, “raffigurazione simbolica della via verso la Virtù come raggiungimento della serenità interiore”.

Il senese prof. Guido Pratesi è il Rettore dell’Opera del Duomo o meglio dell’Opera della Metropolitana che amministra, tutela e promuove il complesso della Cattedrale. L’opera è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da sette membri, cinque nominati dal Ministro dell'Interno e due dall'Ordinario Diocesano ed elegge, al proprio interno, il Rettore.

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A Guido Pratesi abbiamo rivolto alcune domande per conoscere meglio Cattedrale e Pavimento.

Professore, se dovessimo azzardare una graduatoria fra le opere d’arte della Toscana, o meglio dell’Italia, che posto riserveresti alla Cattedrale senese?

Toccare la sensibilità del " campanili" proprio in Toscana mi sembra una domanda scomoda. Penso che Firenze , Pisa e Lucca e tante altre città, oggi minori (Massa Marittima o Volterra per esempio) possano vantare singole eccellenze ma la caratteristica del Duomo di Siena è data senz'altro dalla “durata" dei lavori che hanno interessato la sua realizzazione . Da prima dell'anno Mille ( vedi la Cripta) sino all'800 , si può dire che per circa 500 anni non siano mancati lavori. Questo fa di Siena un unicum, attraversando secoli di culture religiose e laiche, mode artistiche e di tecnica edile che hanno lasciato il segno .

Quanti visitatori accorrono ogni anno a vistare il “vostro” Duomo e quali sono, detto in soldoni, le peculiarità di questa magnifica Opera che annovera la “Porta del cielo”?

Stimiamo siano più di 2.000.000 i visitatori che concorrono a formare la “provvista" necessaria al mantenimento del complesso museale del Duomo caratterizzato da continue spese di mantenimento (sono, al momento, circa una ventina i cantieri aperti). Lavoro di manutenzione e salvaguardia del bene che "oggi" si rende sempre più necessario a causa dell'inquinamento degli agenti atmosferici che "attaccano" i marmi antichi e dal variare delle stagioni che con eventi atmosferici "impazziti" creano violenti sbalzi di temperatura "ferendo" le strutture antiche .

Ci ricorda quante volte all’anno e quando avviene la scopertura del pavimento e in che misura incrementa le visite?

Ormai da diversi anni "la scopertura" del pavimento va da giugno ad ottobre e porta un incremento di visitatori attorno alle 200.000 presenze. Da notare che durante il periodo ci sono eventi mirati, culturali e musicali e visite notturne, che esaltano la fruizione "spirituale" del bene artistico.

Ci faccia brevemente da cicerone per illustrarci, a grandi linee, la composizione del “più bello,…. grande,… magnifico” lavoro dei tanti Maestri che si sono avvicendati nella sua realizzazione.

Volendo fare da "guida", in modo virtuale, sostengo che il peggiore dei modi per godere dell'opera sia quello di accontentarsi di una "gita" domenicale. Il Complesso museale, infatti, si articola sulla Cripta, risalente a prima dell'anno mille, al Duomo vero e proprio intorno al 1100, quello del pavimento intarsiato, al Duomo nuovo ( l'incompiuto) dal 1320 c. al 1360 c.), di cui la salita al "facciatone" rappresenta un classico turistico, ed ancora al Battistero con facciata sulla parte "nuova" della città, quella dei dei banchieri e mercati che stavano dando lustro e ricchezza a Siena. C'è poi il Museo vero e proprio con la perla della Maestà di Duccio, quella per cui il tedesco Eike Schmidt, direttore degli Uffizi in visita alla città, è voluto tornare a vedere e mi ha detto: “sa ...da giovane studente ...vari anni fa ...venivo appositamente a Siena a vedere questa meraviglia, esposta in un museo che, al tempo, era all'avanguardia per tecniche espositive e valorizzazione delle opere”.

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Concludendo questa breve presentazione, per “godere" del bene ci vorrebbero almeno due momenti intervallati da ottimo vino (Chianti o Brunello o Nobile) e ottima fiorentina per finire con qualche ricciarello.

Per info e prenotazioni: 0577 286300 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

 

 

 

 

 

 

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