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Sabato, 19 Settembre 2020 16:38

Fotografie al femminile nella mostra di Fabrizio Zollo

Fabrizio Zollo (foto di Mauro Pompei) Fabrizio Zollo (foto di Mauro Pompei)

Pistoia - Lunedì 21 settembre dalle ore 18.00 inaugura la mostra fotografica “Profumo di Donna” di Fabrizio Zollo.

Dal 22 al 30 settembre, dalle 10 alle 24, ad ingresso libero, presso il Parco Ristorante Bastione Mediceo.

Fabrizio Zollo, pistoiese, classe 1946, è fotografo e titolare della casa editrice "Via del vento". La passione per la fotografia, mutuata dal padre, fotografo militare, lo ha conquistato sin da ragazzo e lo ha portato ad approfondire la tematica del ritratto e del nudo femminile, nel bianco e nero.

“Sono particolarmente interessato alla foto di ritratto, alla restituzione delle variegate fisionomiche dalle quali cerco di far emergere caratteri e sentimenti, così come le espressioni che mi paiono più inusuali, magari ignote anche alla stessa modella ritratta.

Prediligo la tematica femminile, perché questo è il soggetto che per quanto si pensi di averlo chiaro, resterà sempre insondabile, col suo inestricabile mix di irrazionalità e sentimento, inesplorato nelle sue profondità, irraggiungibile nelle sue altezze.

Nessuna modella si riconosce in toto nelle mie foto, e forse da questo è la sua gratitudine, per averle offerto immagini inusuali del “sé” che la macchina fotografica ha registrato in quel brevissimo irripetibile istante della sua vita, il cui scorrere inesorabile ci illudiamo di inchiodare nel momento in cui lo restituiamo al ricordo di esserci stati.
Il mio intento è quello di far emergere nelle immagini l’aspetto misterioso della donna nell’espressione del volto e fissarlo nello scatto, dando a quel sentimento, còlto nella sua fugace apparizione, una possibilità di continuità di esistenza.

Nei miei nudi, poi, cerco di esprimere la nudità femminile come dimensione sacrale.

La modella nella sua nudità, pur nella staticità della posa è mutevole come la scultura a cui ruoti attorno l’osservatore, anche se nella sua intera essenza, così come una ninfa, è incatturabile.
Malgrado nelle mie immagini la fisicità si offra in forma quasi mai diretta, spero che si sia toccati in qualche modo da quei corpi che, nella loro apparente vulnerabilità, in maniera più o meno consapevole, dispiegano un loro potere di seduzione: il corpo esponendosi si ferisce ma ferisce a sua volta, obbligando l’osservatore a fare i conti anche con la propria celata nudità.
Il nudo, così come il ritratto, è un corpo agente, che si espone e si impone, reclamando il suo esserci e che spero capace di tessere un rapporto emozionale e dialogante con l’osservatore; un corpo salvato nell’immagine che lo sottrae all’implacabile corruzione del tempo.”

 

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