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Giovedì, 15 Ottobre 2020 17:06

“Pinocchio ha gli occhi verdi”: la personale di Guiso a Collodi

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Una delle opere in mostra Una delle opere in mostra

Collodi - Pinocchio, il burattino più famoso al mondo, è il protagonista del racconto pittorico dell’artista carrarino Graziano Guiso.

L'artista lo presenta nell’area espositiva “Sala del Grillo” del Parco di Pinocchio a Collodi dal 17 ottobre 2020 al 6 gennaio 2021. 

“Pinocchio ha gli occhi verdi”, a cura di Filippo Lotti, è il titolo della personale patrocinata della Fondazione Nazionale Carlo Collodi con vernissage in programma sabato 17 ottobre 2020 alle 17.00 (su invito).

«Da molti anni la mia produzione artistica – dichiara Guiso – ha incontrato il burattino di Collodi, personaggio che ho sempre amato e al quale, oggi, ho dedicato un intero ciclo pittorico. Sono profondamente legato a questa mostra, alla quale lavoro da oltre un anno, perché intrisa di significati connessi ai miei più cari affetti familiari. Il titolo "Pinocchio ha gli occhi verdi" è un chiaro riferimento a mia moglie Daniela che ha, appunto, gli occhi verdi. Il burattino ci lega per svariati motivi e questa mostra è un omaggio a quello che ho di più caro nella vita e nell'arte».

«Prima che una mostra – dice Lotti –, questa è una vera e propria dichiarazione d’amore. Naturalmente per il burattino più famoso al mondo ma, senza ombra di dubbio alcuno, ancor di più verso Daniela. La boutade del titolo della mostra, “Pinocchio ha gli occhi verdi”, ne è un chiaro riferimento. Daniela ha gli occhi verdi». 

In questa esposizione Graziano Guiso presenta ventitré opere tutte dello stesso formato (40x40 cm) che vanno a indagare l’universo collodiano nei momenti più salienti della fiaba.

«È una storia – continua Lotti – che rappresenta un percorso di cambiamento, di trasformazione e consapevolezza attraversando mille difficoltà per giungere infine al riscatto personale e all'accettazione di sè... in una parola simboleggia la vita”.

“Questa mostra si inquadra perfettamente in un percorso che ho voluto introdurre anni fa, non senza una qualche iniziale difficoltà – spiega il presidente della Fondazione Collodi, Pier Francesco Bernacchi – e che prevede un susseguirsi di mostre d’arte che indagano in rapporto dell’infanzia con Pinocchio, la cui fortuna si è estesa oltre i confini del parco stesso ed è presente anche in altre mostre che la Fondazione promuove a livello nazionale e internazionale”.

“Fedele alla fiaba originale, anche nei dipinti incontriamo il reale e il fantastico, il buono e il cattivo, il bene e il male. Le composizioni, in linea con il suo fare artistico, presentano forme semplici, figure dal sapore ingenuo e puro del fanciullo ma immerse in atmosfere raffinate e rarefatte, senza luogo o tempo ma costruite saldamente dal colore e dalla luce - dice Lotti - Quella di Guiso è un'esposizione che parla di amore e vita, di percorsi da affrontare e difficoltà da superare; di un colore simbolo di speranza e bellezza, che racconta di una unione salda e forte nel tempo”.

Sul catalogo, editato per l’occasione, varie testimonianze di amici artisti come - tra gli altri - Claudio Cargiolli, Enzo Tinarelli, Gianfranco Tramontin e la presentazione critica curata da Barbara Enrica Manucci che scrive: «Le opere di Guiso posseggono un’istantanea solidità che rappresenta l’uomo e la sua speranza sempre viva, nonostante le tempeste e le bufere che la vita ci prospetta. Il quadro è costituito dalla combinazione di superfici ma nessuna prevale sull’altra. Attraverso l’uso del collage/decollage e dell’uso sapiente del colore, raggiunge soluzioni formali inattese per il fruitore ma non per l’artista che si è fatto abilissimo maestro d’arte.

Graziano è un pittore–poeta che gioca con gli oggetti sempre volutamente riconoscibili, come in una vanitas, per giungere ad una composizione di forme, luci e colori. Sono elementi scelti da un repertorio noto, sono conclusi, pieni di espressività, la tecnica esperta permette la cura del particolare improvviso che si staglia sullo sfondo e si imprime nella memoria. Spesso ci confrontiamo con dettagli sconcertanti, sono elementi che, anche se dissonanti, posseggono un’inquietante atmosfera di realtà».

 

 

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