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Giovedì, 05 Novembre 2020 17:12

Da Pistoia al Giappone: viaggio nell'arte di Rossella Baldecchi

Rossella Baldecchi e alcune sue opere Rossella Baldecchi e alcune sue opere

di Marcello Paris

Pistoia - Molti la conoscono per la sua attività di insegnante, altri per le tante mostre che si sono tenute anche a Pistoia.

Rossella Baldecchi è nata a Pistoia dove ha frequentato l'Istituto d'Arte "Petrocchi" e ha proseguito gli studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze laureandosi in Pittura con il massimo dei voti. L’Accademia ha formato l’artista non solo nell'ambito della pittura ma anche nell'incisione, della quale ha approfondito la tecnica dell'acquaforte.

Adesso Rossella insegna in quel Liceo che le ha dato la prima formazione, attività che alterna a quella di affermata e appassionata pittrice. Tantissime le mostre in Italia e all’estero alle quali ha partecipato, e partecipa: sue opere sono esposte in importanti musei in varie parti del mondo.

Una delle tue prime esperienze artistiche è stata “Vento di Pace”.

“Vento di Pace” è stata una delle mie prime “bandiere” di Pace che ho dipinto, era il 2002, in un momento storico nel quale sentivo impellente la necessità di pace nel Pianeta, immaginai questa giovane vita che liberava nell’aria un velo con la scritta pace in tutte le lingue del mondo per trasmettere messaggi ed il mio impegno nell’arte si è proprio concretizzato con tematiche forti: sociali attuali. Forse anche per questo da anni vengo invitata ad esporre in una importante rassegna internazionale d’arte dal titolo “Human Rights” che annualmente si tiene a Rovereto e per la quale vengono selezionati artisti da più di 100 Paesi del Pianeta.

Un'altra tappa fondamentale del tuo itinerario artistico è stata “Parole dipinte”.

“Parole dipinte” occupa un posto speciale perché mi ha portato ad esporre in meravigliose sedi espositive come il Palagio di Parte Guelfa a Firenze, il Museo Marino Marini di Pistoia, la Villa Bottini a Lucca e il Palagio di Pescia, una mostra itinerante che nell’arco di due anni, sempre arricchita di nuove opere, mi ha fatto vivere grandi emozioni e mi ha permesso di confrontarmi con maestri eccellenti come Marino Marini. Ma una esposizione che mi ha lasciato l’emozione più bella è stata la personale promossa dalla regione Toscana nel 2017 nel Palazzo del Pegaso con il tema contro la violenza alle donne “Battito d’ali”, 40 opere dedicate a storie vere dei nostri giorni.

R. Baldecchi Il cielo addosso 2013

Mostre in Italia e all’estero. Lasciando per ultimo il Giappone, di cui parleremo, quali i Paesi che hanno “risposto” meglio alle sollecitazione della tua pittura?

Spesso se partecipo a rassegne d’arte spedisco le opere e non vado direttamente all’inaugurazione, soprattutto se si svolgono in Paesi lontani, ma nel 2010 sono andata con gioia in Germania per una mia personale e con immensa gioia sono andata due volte in Giappone, nel 2017 a Tokyo e nel 2019 a Hiroshima. Il confronto con culture diverse e lontane è straordinariamente stimolante e devo dire che i Paesi che mi hanno invitata mi hanno accolta con interesse e calore. Nei miei lavori cerco di esprimere “sentimenti universali” e questi non hanno bisogno di traduzioni linguistiche. Mi è successo anche che una docente della  Berkeley University si sia interessata al mio lavoro solo vedendo i miei quadri in internet e che poi mi abbia recensita in un suo libro.

Fra le tue opere troviamo il “Cielo addosso”, un omaggio alla pistoiese Gianna Manzini, ora alla biblioteca San Giorgio. Come è nata?

L’opera nasce dalla lettura di “Ritratto in piedi”, il racconto autobiografico che Gianna Manzini ha scritto negli ultimi anni della sua vita e che descrive il controverso rapporto con il padre. L’ho letto pochi anni fa in un solo pomeriggio d’inverno. Mi è piaciuto subito, fin dalle prime righe, poi, man mano che avanzavo nella lettura mi sono sentita trascinare dentro le sue pagine, ed il libro è entrato in me, senza lasciarmi nemmeno per un attimo. Una fortissima immedesimazione mi ha fatto provare e sentire le emozioni descritte. Il dipinto era già tutto nella mia testa, ma lo avrei realizzato solo camminando e ripercorrendo i luoghi descritti dalla Manzini, a Cutigliano, dove il padre era stato esiliato. Ho raccolto le violette sul fiume dove lei andava con lui, ho colto le ortensie, ho ricomposto tutti gli elementi del libro e ho dipinto la scrittrice sdraiata su una pietra mentre legge il suo libro e dal cielo aperto piovono tralci, erbe e fiori e, parafrasando il titolo di un altro suo libro, l’ho intitolato “Il cielo addosso”.

Il 2017 è l’anno del Giappone, un’esperienza poi ripetuta e dalla quale ne è scaturito anche un libro “Viva in Giappone, diario di un viaggio dell’arte”.

Partire con 25 opere, dipinti e incisioni, caricati in aereo affrontando un viaggio così lungo era un po’ come andare verso l’ignoto, tante le emozioni nella mente, e anche alcune paure, ma tutto è stato straordinariamente bello e emozionante! L’emozione più incredibile di quella prima mostra personale a Tokyo è stata proprio l’inaugurazione: gli invitati che arrivavano in galleria portandomi doni e l’arrivo della soprano Yoshiko Kurahara che ha aperto la mostra cantando l’Inno di Mameli. In quel momento ho pianto. Poi Puccini e altri omaggi alla nostra Italia. Non potevo tenere per me tutto questo e così è nato “Viva in Giappone. Nel 2019 una nuova straordinaria emozione: la mostra a Hiroshima “Pace sulle tue ali”, dove ho esposto 30 opere. Il 5 agosto l’inaugurazione in galleria e poi il 6 agosto la partecipazione, unica artista invitata alle celebrazioni ufficiali nel Parco della Pace, nella ricorrenza dello scoppio dell’atomica, con alcune opere sul tema della pace davanti all’edifico divenuto simbolo della catastrofe, con l’unico sopravvissuto alla tragedia e l’incontro con i rappresentanti dell’Ambasciata Italiana in Giappone, con le migliaia e migliaia di persone intervenute alla manifestazione da tutto il mondo e per ultimo, la visita al Museo e alla statua dedicata a Sadako Sasaki per finire con la cerimonia conclusiva sul fiume in ricordo dei defunti.

R.Baldecchi Genesi 2020

Le tue opere sono più presenti in gallerie all’estero che in Italia. Vale il detto “nemo propheta in patria”?

Penso che in generale le città che danno i natali ad un artista dovrebbero valorizzarli più da vivi che quando se ne vanno. Pistoia di artisti di valore ne ha avuti e ne ha tanti.

Spero che in futuro ci siano attenzioni maggiori verso chi si impegna con passione, anche perché chi ha “da dare e non si risparmia” credo sia una risorsa importante per la società. Amo la mia città, è il posto dove voglio vivere e dove da pochi mesi abito in una casa – studio aperta alla città.

Da un’importante associazione pistoiese, il Centro Studi Donati, ho però ricevuto un riconoscimento prezioso, il Premio Internazionale della Pace in memoria di Giancarlo Niccolai, come Ambasciatrice di Pace nel Mondo. E questo mi ha ricompensato di tanto lavoro e impegno.

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