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Domenica, 06 Dicembre 2020 21:11

Un viaggio nell'arte "ancestrale" di Filippo Biagioli

Un primo piano di Filippo Biagioli e l'artista al lavoro (fotografie di Stefano Di Cecio) Un primo piano di Filippo Biagioli e l'artista al lavoro (fotografie di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia - Quattro chiacchiere con l'artista Filippo Biagioli e la sua ricerca di un equilibrio ancestrale che viene da molto lontano.

Lo abbiamo intervistato per uno sguardo sui suoi “lavori in corso”.

I simboli sono molto importanti per te, ce ne vuoi parlare?

Nel corso dei secoli alcuni simboli sono stati completamente stravolti ed hanno assunto, o gli sono stati attribuiti, significati completamente diversi da quelli originali. La croce capovolta  ad esempio è stata adottata da gruppi estremisti, da gruppi di rock estremo o addirittura da satanisti. In realtà all’origine è il simbolo dell’amore per Dio. San Pietro infatti si sentiva inferiore alla grandezza del Cristo, quindi si fece crocifiggere su una croce, appunto, rovesciata. Questa crocifissione è stata raffigurata anche da Masaccio e dal Caravaggio.

La tua è una ricerca continua.

Le mie ricerche si sono basate non sfogliando semplicemente le pagine fornite dal web ma consultando testi antichi. Non possiamo lasciare che la croce rovesciata perda il suo significato iniziale. Se lasciamo che la croce uncinata rappresenti solo ed esclusivamente il nazismo, i suoi orrori e le sue nefandezze, se lasciamo che ognuno dei simboli perda il suo significato originale e ne assuma altri completamente all’opposto, rischiamo di perdere la nostra storia e la nostra identità.

Il tuo lavoro quindi comprende anche lo studio, la ricerca della simbologia e dei suoi significati.

Essenzialmente io realizzo opere che hanno a che fare con la spiritualità dell’uomo. Creare immagini ed opere che creino serenità, un mondo a cui l’uomo si senta “attinente”. Fondamentalmente “credo” ma non conosco la verità assoluta né seguo una religione specifica. Se devo però realizzare qualcosa, seguo i dettami e le indicazioni tratte dalle sacre scritture, il più possibile fedele a quanto è stato scritto da questa o quella religione.

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Ci puoi dire qualcosa sui lavori che stai realizzando?

Quando individuo un luogo interessante dove poter lasciare una traccia di pensiero, o qualcosa d’importante per me, vado e domando di poter realizzare qualcosa. Fortunatamente mi hanno detto sempre di sì. Per l’ultimo contest del Guggenheim realizzai un libro in una mandorla, pertanto di dimensioni molto ridotte. Pensai allora che mi sarebbe piaciuto molto cimentarmi in qualcosa di più “grande”. L’occasione mi è capitata quando un mio amico mi ha chiamato per parlarmi di questa idea, uno spazio immenso, presso la Chiesa di San Matteo nella zona di Ventimiglia in Liguria. Mi sono tuffato in questa nuova avventura anche se in una stagione, l’inverno, non molto adatta al tipo di lavoro che ho pensato di realizzare. Si tratta del Vangelo di Matteo, rappresentato come un libro in cemento di circa 250 pagine, ognuna di 47 cm X 49 cm. Il cemento che uso è composto da una mia ricetta, con diverse fasi di asciugatura. Nella prima fase che dura circa due ore devo terminare le incisioni e la pittura. Ci sono poi altre fasi e luoghi diversi per l’essiccazione o la "tiratura" finché non sbianca e non ha fatto il tutto il processo per terminare e per poter essere infilata in un altro luogo ancora dove sta 20/25 giorni e fa la chiusura finale. Infine va in un magazzino dove ho uno spazio per invetriarle. Io sono innamorato di Luca della Robbia ma la ricetta della sua invetriatura non l'ha lasciata, quindi uso una resina normale per invetriatura, passata a freddo. Passati altri 4/5 giorni tornano a posto e sono pronte. Sono fatte di calcestruzzo verde armato, saranno disposte sdraiate sul terreno in un posto dove non si potrà accedere, quindi il libro si vedrà o dalla strada o dall'alto se Google Maps riuscirà a fotografarlo.

Perchè proprio questo soggetto?

Ho scelto il Vangelo di Matteo perché è un vangelo un po' particolare, che ha al suo interno alcune cose ancora non molto capite. Il testo che sto riproducendo è quello originale in latino.

Credi all'esoterismo? 

Ha la valenza che gli si dà, è positiva se usato bene e negativa se usato male. Dipende dall'uso che se ne fa. Io sono cresciuto con queste cose e nella comunità pistoiese dove, venti anni fa, l'arte era una certa cosa come figura o paesaggio. Romolo Romano era un artista che mi ha aiutato e spinto verso quello che volevo fare veramente, in seguito grazie all'avvento di internet sono riuscito a fare e trovare tutto ciò che volevo. Ho due filoni: la pittura, che è il racconto quotidiano di ciò che vedo, quindi quadri con una base fortemente ironica, e la parte rituale che è la parte più grossa del mio lavoro che avevo sempre tenuta nascosta. Poi, in seguito ad una serie di eventi molto particolari, ho deciso di mostrarla pubblicamente. Adesso prendo i lavori che più mi piacciono, mi occupo di raccolte fondi per chi ha bisogno mettendo in mezzo le mie opere. L'arte mi ha fatto avere tutto ciò che io mai avessi potuto desiderare, le persone apprezzano e cercano di capire quello che faccio. In seguito a un mio cortometraggio sulla quarantena ho avuto proprio riprova di questo, ricevendo non i soliti messaggi di cortesia ma messaggi strutturati che analizzavano il lavoro anche in confronto a cose che ho fatto in passato.

La seconda opera che stai realizzando è un libro di fiabe di uno scrittore armeno…

Ho conosciuto per caso questo museo armeno, lo Hovhannes Tumanyan Museum di Yerevan, perché incuriosito dal nome sono andato ad indagare scoprendo che era uno scrittore, attivo nella resistenza armena, che aveva come fonte di ispirazione le leggende e le fiabe del popolo contadino armeno. Ho contattato il museo per vedere se fosse possibile fare qualcosa per loro, perché come dicevo questa per me sarà un'opera di preghiera e di ringraziamento. Il popolo armeno ha sofferto, ha subìto un genocidio, e da artista mi piace andare a riprendere chi ha dato tanto al mondo dell'arte anche se lui non è molto conosciuto in Italia. Mi è sembrato la persona adatta, il museo ha gradito moltissimo questa iniziativa e mi ha mandato subito le sue fiabe, quindi ho cominciato a metterle insieme e a condividere le notizie su di lui tramite i social, per farlo conoscere. Il libro sarà composto dalle fiabe scritte a mano e da qualche tavola grafica

 

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