Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Giovedì, 10 Dicembre 2020 17:25

L'arte del ritratto "contemporaneo": intervista a Costanza Ballati

Costanza Ballati nella sua galleria d'arte e due particolari dei suoi quadri Costanza Ballati nella sua galleria d'arte e due particolari dei suoi quadri

di Andrea Capecchi

Pistoia – La pittura di figura non appartiene al passato, ma è una forma d'arte viva, attuale, capace di adattarsi e rinnovarsi al mondo contemporaneo.

Un genere artistico che a Pistoia trova un'appassionata e valida interprete in Costanza Ballati, artista e docente di discipline grafiche e pittoriche, titolare dello studio-galleria Perpetual Gallery in via Bracciolini a Pistoia, a due passi da piazza Duomo. Da più di trent'anni Costanza si dedica alla pittura di figura e si è specializzata nell'arte del ritratto; inoltre ha preso parte a numerose mostre nazionali e internazionali, organizza corsi privati di tecniche artistiche e collabora con associazioni del territorio nella didattica artistica per le scuole di ogni ordine e grado. Da tre anni è docente presso il Liceo Artistico "Petrocchi" di Pistoia.

Da dove nasce la tua passione per la pittura di figura?

L'interesse per l'arte in generale nasce dagli studi all'ex Istituto d'Arte di Pistoia, dove mi sono diplomata in oreficeria. Poi ho frequentato l'Accademia delle Belle Arti di Firenze, e lì ho maturato una crescente passione per la pittura, cominciando a lavorare con la figura fin dagli esordi. Mi sono concentrata in particolare sul genere pittorico del ritratto, che consideravo una grande sfida.

Perchè?

Il ritratto, parafrasando Leonardo Da Vinci, mette di fronte l'artista al problema di rappresentare una figura reale utilizzando un linguaggio bidimensionale. Da questo punto di vista, per la sua natura illusoria, la pittura è molto più "intrigante" della scultura, come sosteneva anche Michelangelo, per il quale solo la scultura, a causa della sua tridimensionalità, era l'arte "perfetta" per eccellenza. Oggi la forma d'arte "perfetta" è, in un certo senso, la fotografia, che ci pone immediatamente di fronte alla rappresentazione della realtà. Il ritratto invece è un'arte che richiede tecnica, tempo, pazienza, e ha un carattere di soggettività impossibile da eliminare. Per questo considero il ritratto una forma d'arte compiuta, dove si manifesta l'incontro tra la rappresentazione del reale e l'interpretazione dell'artista.

Spesso il ritratto viene associato ai corridoi dei musei e delle mostre d'arte, e considerato come qualcosa di "ottocentesco"... 

Si tende a considerare il ritratto come un genere passato e obsoleto, superato dalla fotografia e per certi aspetti inutile. Non è affatto così, è qualcosa di vitale e contemporaneo, capace di rinnovarsi e di arricchirsi con elementi sempre nuovi. Oggi il pittore di figura è il testimone dei cambiamenti nei costumi e nel modo di essere di ciasciuno di noi, è in grado di vedere e di "leggere" i mutamenti della società attraverso la pittura. L'arte del ritratto non è mai "fuori moda": per esempio, ho appena terminato il ritratto di una ragazza che ha compiuto diciotto anni, raffigurata a figura intera a cavallo, che mi è stato commissionato come regalo dalle sue amiche.

Ballati 2

Quali modelli utilizzi per i tuoi ritratti? A che cosa ti ispiri?

Anche se mi sono sempre dedicata all'arte, ho una formazione umanistica: mi piace leggere storie, racconti, miti, leggende e mi lascio suggestionare da figure reali che mi richiamano a personaggi storici oppure tratti dal mondo della letteratura, delle favole e del mito. Per esempio, ho rappresentato alcune figure femminili, sia personaggi famosi che mie amiche, nelle vesti delle Pleiadi, le sette sorelle figlie di Atlante, tratte dalla mitologia greca. Non è un processo necessariamente razionale: spesso è, appunto, una suggestione, una libera associazione di idee e volti. Nei miei ritratti gli spunti di lavoro vengono dalla letteratura, dai miti, dalla musica, da altre opere d'arte, e i volti che rappresento assumono spesso l'aspetto di fauni, ninfe, santi, angeli, dèmoni, figure letterarie, che tutti insieme popolano e animano la mia galleria. Ogni ritratto ha una genesi piuttosto complessa, è una costruzione che deriva da una serie di modelli e suggesationi, ho uno stile proprio ma non c'è un unico modello di riferimento. I quadri eseguiti su commissione, invece, partono sempre dalle fotografie del soggetto da ritrarre e risultano più legati alla richiesta del committente.

Come definiresti il tuo stile pittorico?

La mia è una pittura incisiva, graffiante; in tanti mi dicono che non sembra la pittura di una donna. Forse oggi si è attenuata un po' la rabbia e l'aggressività giovanile tipica dei miei esordi, ma rimane sempre il "graffio" caratteristico dei miei quadri.

Ballati 3

Che rapporto c'è fra la tua arte e la Perpetual Gallery?

C'è un rapporto strettissimo, direi di perfetta simbiosi. La galleria è stata pensata fin dall'inizio come lo spazio fisico che potesse rappresentare la mia arte, è un vero e proprio archivio in cui sono riuniti i lavori di trent'anni di attività. L'ho chiamata Perpetual Gallery, cioè "galleria perpetua", perchè è un ambiente in continuo movimento e trasformazione, che simboleggia la mia arte ma anche la vita di tutti noi, che è un processo di incessante mutamento. Alle pareti c'è un vero e proprio "tappeto di quadri", quando uno di essi cambia destinazione lascia uno spazio bianco che verrà rioccupato da un altro dello stesso formato, in un processo continuo di rinnovamento degli spazi e dell'intero ambiente della galleria. È per me uno stimolo fantastico a portare avanti la mia arte, è una motivazione in più per creare soggetti nuovi con colori diversi.

Nella galleria, però, non c'è solo l'esposizione permanente dei tuoi quadri...

La galleria è uno spazio personale, ma si organizzano corsi di pittura e disegno per adulti e bambini e piccole mostre per artisti ospiti, grazie anche alla preziosa collaborazione di Ginevra Ballati. È un luogo "vivo" dove l'arte non si osserva e basta, ma si impara lavorando insieme. Oggi c'è bisogno di riscoprire il valore dell'arte: nella mia attività di docente al Liceo Petrocchi cerco di insegnare ai ragazzi proprio questo, che l'arte è un potentissimo strumento per osservare il mondo e per esprimere le nostre emozioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati (da tag)