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Domenica, 20 Dicembre 2020 17:20

La pittura di Nicola Nunziati, tra colore e icone “pop”

Alcune immagini di Nicola Nunziati e la sua arte Alcune immagini di Nicola Nunziati e la sua arte

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un viaggio nella pittura dell'artista pistoiese Nicola Nunziati, tra ricerche sul colore e opere seriali di gusto “pop”.

L'itinerario di ReportCult alla scoperta e alla valorizzazione degli artisti pistoiesi prosegue con Nicola Nunziati, titolare dello studio “ArtinGarage” e interprete di una pittura figurativa dai forti tratti realistici ed espressivi, sulla quale abbiamo intervistato l'artista.

Qual è stata la tua formazione artistica?

La passione per il disegno e la pittura mi accompagna fin dall'adolescenza, da quando ho iniziato a frequentare l'indirizzo di disegno industriale presso l'Istituto d'Arte di Pistoia. In seguito la mia vita lavorativa ha preso altre strade, non sono un artista “di professione”, però l'impegno e la passione nel dipingere non sono mai venuti meno e non ho mai pensato di abbandonare questa strada. Come tante esperienze artistiche, che prendono il via da uno scantinato o da un sottoscala, anche la mia è iniziata in un luogo “di fortuna”: a diciotto anni ho ricavato un piccolo spazio nel garage di casa sua per iniziare a dipingere e a esporre i miei quadri. È nato così, con un gioco di parole, “ArtinGarage”, progetto cominciato quasi per scherzo e senza prendermi troppo sul serio; negli anni, però, quel garage si è trasformato e oggi è diventato il mio studio e atelier d'arte. È un luogo “a parte”, dove riesco a pensare, a concentrarmi e dove trovo l'ispirazione giusta per portare avanti la mia arte.

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Che cosa caratterizza la tua pittura?

La mia arte è continua ricerca, personale e stilistica, e ha attraversato varie fasi di sperimentazione, ma l'elemento centrale e ricorrente è il colore. La mia è una pittura figurativa di volti, paesaggi, nature morte e oggetti quotidiani, realizzata con la tecnica dell'olio su tela, che dà al soggetto raffigurato un carattere realistico e vivo, quasi tridimensionale, sembra quasi che l'oggetto stia per staccarsi e uscire dalla superficie bianca del quadro.

I tuoi modelli?

Un punto fermo della mia arte è il modello cubista, inteso soprattutto come visione del soggetto, uso del colore e della luce. La mia non è certo una pittura di stile cubista, ma riprende alcuni elementi di questa corrente artistica e dell'opera di Picasso, che è stata un passaggio fondamentale nella mia formazione artistica. Tra i pittori contemporanei, sono fonti di ispirazione artistica Valerio Adami, Domenico Gnoli e Fernando Botero, soprattutto per l'abilità e la leggerezza che questi artisti hanno nella stesura dei colori.

I tuoi ultimi lavori, in cui oggetti d'uso quotidiano diventano protagonisti dei quadri, sembrano strizzare l'occhio alla pop art...

Per quanto non sia un fervente ammiratore di Andy Warhol e della pop art, riconosco i grandi riscontri che essa ha avuto nella pubblicità e nell'immaginario popolare nella seconda metà del Novecento, ponendo il problema della “serialità” e della “riproducibilità” dell'opera d'arte, ma aprendo anche la strada all'elevazione a opera d'arte dell'oggetto più banale e comune. Al contrario della pop art “classica”, che è grafica, la mia è una pittura realistica che raffigura una serie di oggetti quotidiani, ormai da anni entrati a far parte della nostra vita di tutti i giorni, e quindi immediatamernte riconoscibili. Il pacchetto di sigarette, la bottiglia di birra, il cavatappi, la lattina, sono tutti oggetti minimi e facilmente reperibili, ma allo stesso tempo iconici, che raccontano delle istantanee della nostra vita quotidiana. Sono, in un certo senso, come le “storie” postate sui social, in una forma non virtuale, ma realistica e concreta.

Questi oggetti quotidiani sono i protagonisti del tuo ultimo progetto artistico, realizzato qurest'anno durante la prima quarantena...

Attraverso queste immagini dipinte a olio su tela e tutte dello stesso formato mi piaceva raccontare la storia della scorsa quarantena, nei mesi di marzo e aprile: non solo la mia, ma anche quella di altri, amici e conoscenti, e più in generale di tutti noi. E ho voluto narrare questo periodo trascorso in isolamento forzato tramite gli oggetti che hanno segnato le nostre giornate. Ce ne sono alcuni che sento come più vicini, altri mi appartengono meno, ma sono stati comunque caratterizzanti di questa fase: ho cercato così di selezionare quaranta oggetti-simbolo (uno per ciascun giorno di “confinamento”) che fossero emblematici e rappresentativi della quarantena degli italiani. È nata così la serie “The Quarantine”, con quaranta opere che raccontano questo “tempo sospeso” attraverso gli oggetti. Alcuni sono diventati delle vere e proprie “icone pop”: per esempio, il quadro raffigurante una bustina di lievito di birra, uno degli oggetti che sicuramente ha caratterizzato la quarantena di tantissime famiglie italiane.

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E sei riuscito a esporre questa serie in una mostra personale.

La mostra personale “The Quarantine” è stata esposta dal 5 al 17 dicembre alla Galleria Wikiarte di Bologna, dove sono artista permanente. Durante queste ultime settimane l'Emilia è sempre rimasta “zona gialla” e quindi, pur con le dovute restrizioni, la mostra è stata aperta al pubblico e visitata da collezionisti, appassionati e curiosi. Ho ricevuto anche proposte di acquisto delle opere, sono contento perchè la mostra ha avuto un buon riscontro ed è stata un'occasione per far conoscere la mia arte.

Non solo Bologna...

Due opere di questa serie sono state esposte, lo scorso mese di agosto, all'esposizione Artefiera nel Principato di Monaco, che è sempre una vetrina importante non solo per gli artisti giovani ed emergenti, ma anche per quelli più affermati, vista la risonanza internazionale di questi eventi e la partecipazione piuttosto sentita.

Hai organizzato altre mostre personali in passato?

Ho esposto a Pistoia, Firenze, Siena, Montecatini, restando molto ancorato al territorio e all'area toscana. Da quando però ho avuto la possibilità di avviare una collaborazione con la galleria bolognese sono riuscito a entrare nel circuito più ampio delle esposizioni e fiere d'arte, che da solo non avrei mai potuto percorrere. È un passo significativo per un artista, soprattutto per stringere nuovi contatti e farsi conoscere anche al di fuori dell'ambito locale.

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Le tue opere non si limitano alla tela, ma sono riprodotte anche su borse e magliette: una trovata molto “pop”, in effetti...

Sì, ho cominciato a riprodurre gli oggetti della serie “The Quarantine” anche su borse di tessuto e su t-shirt: è un modo per far viaggiare le mie opere, una sorta di galleria itinerante.Provo grande soddisfazione nel vedere le persone che “portano in giro” la mia arte, forse non se ne accorgono neppure, ma indossando una maglietta o una borsa con le mie opere mi stranno offrendo un grandissimo aiuto. Certo, in questa scelta c'è indubbiamente una ragione commerciale di vendita e di promozione della mia arte, ma c'è anche un lavoro di artigianato artistico che merita di essere sottolineato: queste borse e queste magliette sono anch'esse oggetti d'arte, e come tali andrebbero considerati.

L'artista Nicola Nunziati può essere contattato per qualsiasi richiesta o informazione tramite il suo sito web (www.nicolanunziati.it, recentemente rinnovato) oppure attraverso i principali canali social.

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