Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Sabato, 16 Gennaio 2021 17:02

Le illustrazioni di Linda Bonacchi, dal disegno alla tattoo art

L'illustratrice pistoiese Linda Bonacchi e due dei suoi disegni L'illustratrice pistoiese Linda Bonacchi e due dei suoi disegni

di Andrea Capecchi

Pistoia – Lo spirito anarchico, la voglia di sperimentare, la passione per il disegno, l'arte come espressione autentica e istantanea dei propri sentimenti.

Sono molti gli aspetti che colpiscono nelle illustrazioni della pistoiese Linda Bonacchi, ideatrice del progetto Marangio, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sulla sua attività.

Quando hai iniziato a disegnare? E qual è stato il tuo percorso di formazione?

Fin da piccola ho coltivato la passione per il disegno a mano libera. Dopo essermi diplomata all’Istituto d’Arte di Pistoia all’indirizzo metalli, per tre anni ho viaggiato “on the road” con amici per fare spettacoli di giocoleria, e nel frattempo disegnavo. Per me era qualcosa di naturale e spontaneo, però all’epoca il disegno a mano offriva pochi sbocchi professionali, mentre si stava affermando sempre di più il settore grafico con disegni realizzati in digitale. Io ero allergica alla tecnologia, detestavo il computer, ma decisi tuttavia di tentare un corso di grafica pubblicitaria per il conseguimento della patente europea. Nell’ambito del corso ebbi l'occasione di compiere uno stage a Firenze e, una volta superato l'esame, iniziai a lavorare presso questa azienda come illustratrice. Ci sono rimasta due o tre anni, lavorando, per esempio, alla realizzazione di un videogioco per bambini dislessici.

E poi sei ritornata a Pistoia.

Ho lavorato in un’agenzia pistoiese di grafica pubblicitaria, da questa seconda esperienza ho maturato la volontà e il forte desiderio di dedicarmi all’illustrazione, pur senza abbabonare del tutto la grafica pubblicitaria. Così mi sono messa in proprio e ho dato vita a un’attività professionale più libera, che mi desse la possibilità di esprimermi al meglio e far conoscere al pubblico le mie illustrazioni.

Così hai dato vita a Marangio. Di che cosa si tratta?

Detta alla livornese, Marangio vuol dire “io mi arrangio”, è l’arte di fare e di andare avanti con i propri mezzi, in maniera libera e senza condizionamenrti. Marangio nasce nel 2014 con il suo logo come un progetto artistico tutto in digitale per la realizzazione di stampe su commissione, anche se negli anni passati ho lavorato alla creazione di oggetti di artigianato artistico, come quadri, borse, spille, magliette sui quali stampavo i miei disegni. Ho preso parte a numerosi mercatini di artigianato d’arte o riservati agli illustratori a giro per l’Italia, e nel frattempo ho dato vita a un negozio online per la vendita dei miei prodotti. Anche i social mi hanno aiutata molto a far conoscere Marangio e la mia attività.

Marangio 1

Hai partecipato a mostre personali e collettive?

Sì, ho organizzato una personale qui a Pistoia, presso la libereria Lo Spazio, con cinquanta ritratti di personaggi noti, e ho partecipato a una collettiva a Prato, organizzata dal Centro Pecci, insieme ad altri illustratori e non, nella quale ho portato alcuni qudri che rappresentavano figure, luoghi, abitudini della tradizione pistoiese. Mi sento molto legata alla città, mi piace tantissimo il vernacolo pistoiese e spesso l'ho utilizzato per dare titoli o sottotitoli ai miei disegni.

Oltre a fare l'illustratrice, stai frequentando la scuola per diventare tatuatrice.

La tattoo art è ormai diventata una vera e propria forma d’arte, e il tatuatore è prima di tutto un artista che deve saper disegnare a mano libera. Per me è stato difficile perchè tuttora mi sento molto legata al disegno in digitale ed è stato molto faticoso riabituarsi all’illustrazione a mano libera; ho deciso allora di intraprendere una strada diversa, e una volta ottenutio l’attestato di tatuatrice, vorrei iniziare a lavorare in questo ambito usando il disegno in digitale.

Marangio 2

Da cosa nascono i tuoi disegni?

La mia mano e la mia mente sono governate dall’emozione, spesso i miei disegni sono la proiezione delle sensazioni che provo in un qualunque momento della giornata, mi piace vagare con l'immaginazione in un mondo irrazionale e onirico. Disegnare è qualcosa che faccio prima di tutto per me stessa, è una sorta di bisogno interiore, di valvola di sfogo, di necessità di “buttare fuori” quello che tengo dentro me stessa per esorcizzare le mie paure o per esprimere attraverso il disegno ciò che provo in quel preciso istante.

Sintetizzi l'emozione in un disegno che tu stessa definisci “essenziale”.

Le mie illustrazioni sono spesso realizzate usando poche linee che danno vita a immagini in grado di sintetizzare i miei sentimenti. Questo si vede anche nell’uso dei colori: lavoro essenzialmente con i colori primari, giallo, rosso e celeste, con campiture piane e sfruttando il gioco di contrasti nell’accostamento degli stessi, ma senza ricorrere a sfumature nè a chiaroscuro. Il mio disegno è primitivo, essenziale, come appare nei volti, negli animali e nelle creature fantastiche che di solito raffiguro nelle illustrazioni a stampa.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

A essere sincera, mi accontenterei di riuscire a vivere solo con la mia arte.

 

Articoli correlati (da tag)