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Venerdì, 22 Gennaio 2021 17:33

L'arte “fiabesca” di Michele Fabbricatore, tra scultura e illustrazioni

L'artista Michele Fabbricatore e una selezione di alcune sue opere L'artista Michele Fabbricatore e una selezione di alcune sue opere

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un mondo fiabesco, poetico e sognante, pieno di suggestioni mitologiche e letterarie, dove non mancano spunti di riflessione e richiami al territorio.

È un viaggio affascinante quello alla scoperta dell'arte di Michele Fabbricatore, artista pistoiese titolare del laboratorio artistico in via Pacini 40, che ha saputo unire alla passione per la scultura in ceramica smaltata uno spiccato interesse verso il disegno ad acquerello, realizzando libri illustrati rivolti a un pubblico di tutte le età.

Michele, quando nasce la tua passione per l'arte, e qual è stato il tuo percorso di formazione?

Mi sono appassionato fin da piccolo, da quando, a cinque anni, mi regalarono il Pongo: ci iniziai a giocare, cominciai a modellare oggetti e dà lì venne fuori questa mia vocazione, questo desiderio di creare che non mi ha più abbandonato. Il mio percorso di formazione è stato di tipo umanistico, alle superiori ho frequentato l'indirizzo linguistico del Liceo Pacini; poi ho deciso di dare libero sfogo a questa passione per l'arte e mi sono iscritto all'Accademia di Belle Arti di Firenze. È stato un percorso che mi ha portato a fare sempre e solo questa attività, la mia esperienza in questo senso è un po' diversa da quella di molti altri artisti che vivono il fare arte come seconda professione. Oggi si discute molto circa l'impossibilità dell'artista professionista di vivere del proprio lavoro: secondo me è un mito in parte da sfatare. L'importante è cercare di seguire sempre la propria passione e agire con il cuore, avere il coraggio di osare per inseguire il proprio sogno: se si lavora con impegno, si viene ripagati da risultati tangibili.

Quando hai aperto il tuo primo laboratorio artistico?

Già mentre frequentavo l'Accademia ho aperto uno studio d'artista, era in campagna in una casa abbandonata di proprietà di una mia amica, ho iniziato lì a lavorare e a preodurre le mie prime opere. In seguito mi sono più volte trasferito in altri sudi, da ormai quindici anni ho comprato il laboratorio d'arte in via Pacini: c'è il forno per la ceramica, lo studio grafico, l'atelier con le opere in vendita.

Nella tua arte interagiscono tra loro due diversi linguaggi, quello delle illustrazioni e quello della scultura.

Le illustrazioni ad acquerello e le ceramiche smaltate sono due linguaggi artistici in continuo dialogo, che nascono entrambi dall'uso del colore, uno dei temi centrali della mia arte. Non mi definisco uno sculture classico, sono più legato all'uso di materiali, come l'argilla da modellare, capaci di dare vita a un'arte più colorata e leggera, che deve molto al mondo del disegno e dell'acquaforte. La mia passione per le illustrazioni, per esempio, mi ha permesso di realizzare, grazie alla collaborazione con la Giorgio Tesi Group, due libri illustrati all'interno di una collana ancora in divenire: “Cosimo degli Alberi”, uscito nel 2018, legato ai temi dell'ecologia e della diffusione del verde in città, e “Porrettana Express”, uscito nel 2019, una serie di itinerari lungo la ferrovia Porrettana alla scoperta delle bellezze del territorio e per la valorizzazione della nostra Montagna. Sono due libri realizzati insieme a Martina Colligiani, autrice dei testi, che dal punto di vista strettamente artistico dimostrano come l'illustrazione, attraverso il gioco e l'avventura, possa diventare uno strumento leggero per veicolare a tutti, bambini e adulti, importanti messaggi di tutela ambientale e di riscoperta del territorio.

Cosimo tra gli alberi

La tua scultura in ceramica, invece, appare più legata a un mondo fiabesco, dove si inseguono suggestioni di diversa origine.

Ho fatto in passato diverse mostre in cui ho presentato opere a tema letterario, con soggetti ripresi dalle Fiabe di Calvino o dall'Orlando Furioso di Ariosto, due testi fra quelli che più mi entusiasmano. Mi piace attingere al mondo della letteratura, delle fiabe, del mito e anche dei testi sacri, e nella scelta dei soggetti da rappresentare seguo molto le mie suggestioni e i miei interessi. Per esempio, ho realizzato sculture raffiguranti Marco Polo, il mito di Europa e Zeus, San Giorgio e il drago, l'arca di Noè, Adamo ed Eva, il barone rampante di Calvino.

Il colore e gli smalti danno quel tocco “magico” alle tue sculture...

Come ho accennato, il colore è una componente fondamentale delle mie opere in ceramica smaltata: è affascinante vedere questo mondo di alchimia, questa metamorfosi dell'argilla da quando entra a quando esce dal forno. Il fuoco trasforma gli ossidi e gli smalti e li restituisce con effetti di sorpresa, che non sempre l'artista può prevedere. Questa continua novità e ricerca è ciò che più mi affascina del lavorare con la ceramica. È uno stimolo costante a migliorare, a trovare sempre nuove soluzioni nelle forme e nei colori, fino a raggiungere quell'immagine simbolica, quell'archetipo capace di colpire ed emozionare tutti.

Arca di Noè

Nel corso degli anni hai partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all'estero.

Sì, ho esposto a Firenze, Roma, Milano, Berlino, Dallas, per citare solo alcune delle più significative. Ma forse la più importante è stata nel 2010 al Museo Luzzati di Genova, una sede prestigiosa che rappresentanto anche un momento di svolta per la mia carriera artistica: vi ho presentato una personale dal titolo “Le città invisibili” ispirata all'omonimo romanzo di Calvino, che ho riproposto anche a Pistoia nel 2011 al Museo Marino Marini. L'anno scorso, inoltre, sono stato selezionato per l'Italia come partecipante a un simposio internazionale sulla ceramica, al quale prendono parte artisti provenienti da tutto il mondo, che si sarebbe dovuto svolgere in estate a Changchun in Cina, ma è stato annullato a causa della pandemia.

Che progetti ci sono per l'immediato futuro?

L'anno che si è appena concluso doveva vedere la pubblicazione di un terzo libro illustrato, realizzato sempre nell'ambito della collana edita dalla Giorgio Tesi Group, in vista dell'anno santo jacopeo e per rafforzare il gemellaggio storico, nel segno di san Jacopo, tra le due città di Pistoia e Santiago de Compostela. A causa del Covid la pubblicazione è stata ritardata e le iniziative correlate sono state annullate, ma proprio in questi giorni il libro è in stampa. Spero che la sua pubblicazione e distribuzione possa servire a stimolare un pellegrinaggio legato al turismo, e contribuire a far conoscere ai lettori, attraverso le illustrazioni, un pezzo ancora poco conosciuto della storia locale e della tradizione religiosa della nostra città. Anche questo libro si avvale dei testi di Martina Colligiani e della consulenza storica e iconografica di Lucia Gai, che ha ricostruito in maniera fedele e rigorosa la vera storia del viaggio dei pellegrini pistoiesi a Santiago e del loro ritorno in città con la reliquia del santo. Poi ho in mente altri progetti per il futuro, che vedo sempre di più sul web: credo che per un artista siano oggi fondamentali la presenza in rete e l'uso intelligente dei social e degli strumenti digitali, nel mio caso si è sviluppata una bella sinergia con l'agenzia The Tree Mag che cura il mio sito web e la parte commerciale.

San Giorgio e il Drago

E un sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe aprire una scuola d'arte, una bottega “rinascimentale” dove insegnare l'arte a bambini e adulti, uno spazio di formazione dove le persone che lo desiderano possono entrare per apprendere le tecniche di disegno e di lavorazione dell'argilla. Vedo che c'è molta richiesta di arte, è una cosa positiva perchè l'arte e la creatività fanno bene all'anima, stimolano le nostre abilità, danno sfogo alla nostra fantasia. È una strada che penso di poter percorrere in futuro.

Marco Polo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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