Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Mercoledì, 27 Gennaio 2021 12:01

L'arte di Massimo Chiti, tra miti "pop" e nuove sperimentazioni

L'artista pistoiese Massimo Chiti e due sue opere L'artista pistoiese Massimo Chiti e due sue opere

di Andrea Capecchi

Pistoia - L'immagine iconica che si fa arte, insieme a pezzi di riviste, giornali, locandine e manifesti.

Molto forti sono i legami tra la pop art e le opere di Massimo Chiti, artista pistoiese emergente che, soprattutto negli ultimi anni, sta riscuotendo un crescente successo e gradimento del pubblico per la sua attività artistica.

Un'attività che Massimo svolge a livello professionale, anche se la pittura resta – almeno per ora – un secondo lavoro, una passione coltivata fin dall'adolescenza con l'auspicio di continuare, anche in futuro, questo percorso di crescita e di promozione in ambito nazionale e internazionale. Non poteva quindi mancare un'intervista a Massimo Chiti, alla scoperta dei segreti della sua pittura, all'interno del viaggio che ReportCult sta compiendo nell'area pistoiese per far conoscere e valorizzare gli artisti locali.

Massimo, qual è stato il tuo percorso di formazione?

Mi è sempre piaciuto disegnare, fin dai tempi delle scuole medie. Ho frequentato l'Istituto d'Arte di Pistoia con indirizzo metalli e ho conseguito il diploma in arte, metalli e oreficeria. A essere sincero sono stato sempre un po' pigro nelle altre materie, amavo invece il disegno e avevo uno spirito creativo, anche grazie agli stimoli dei miei professori dell'epoca. Finite le scuole avevo la necessità di lavorare, ma sono riuscito sempre a conciliare lavoro e attività artistica, portando avanti la pittura nello studio che ho ricavato presso la mia abitazione. Negli ultimi anni ho cercato di imprimere una svolta e ho intensificato molto la mia produzione artistica; ciò è avvenuto grazie alla collaborazione con Charles Puma, un commerciante d'arte canadese che mi ha aggiunto alla sua galleria di artisti affermati, contribuendo a far conoscere le mie opere in America.

Inoltre hai avviato delle collaborazioni con gallerie italiane...

Sì, sono nate interessanti collaborazioni con le gallerie ArtEvents Mazzoleni di Alzano Lombardo, San Giorgio a Portofino e ArtistikaMente a Pistoia: quest'ultima, gestita da Marta Babbini, è ad oggi un importante spazio per gli artisti emergenti dell'area pistoiese e non solo, dove sono artista residente e dove ho inaugurato una mostra personale.

Loren

Veniamo alla tua pittura, che sembra “rileggere” e “attraversare” i grandi modelli della pop art...

Sono un appassionato della pop art e apprezzo in particolare i lavori di grandi maestri come Warhol e Rotella; ho provato a unire le loro tecniche cercando di proporre un'arte ispirata ai miti e alle “icone pop” degli anni Cinquanta e Sessanta. I miei soggetti sono spesso i volti di personaggi noti, inseriti in un contesto che utilizza e riunisce in un'unica opera tecniche artistiche diverse: mosaico di strass colorati, mixed media, stencil art, graffiti, collage, decollage e decoupage. Riesco così a ottenere delle immagini separate dal loro contesto originario, strappate, riattaccate, ricomposte o sovrapposte su più strati, dove ciascuna si pone in dialogo che le altre e con il soggetto principale, creando una molteplicità di linguaggi e di spunti di riflessione in un'opera che mantiene comunque una propria unità. Per ottenere ciò sono solito staccare manifesti pubblicitari e stampare vecchie locandine di film d'epoca, che in seguito ritaglio – o, meglio, strappo! – sovrapponendo e affiancando nella composizione del quadro le “strisce” e i pezzi così ottenuti. Spesso creo anche un effetto resina utilizzando polvere di diamanti. Mi piace sperimentare di continuo nuove tecniche e nuove soluzioni artistiche, mi ispiro anche all'arte di Banksy e cerco di assimilare la sua lezione.

Maradona

Che cosa serve oggi a un artista per poter emergere?

Ci vuole bravura, impegno e talento, ma serve anche un po' di fortuna! È pur vero che la fortuna va cercata: nel mio caso la pittura è iniziata quasi per gioco, poi grazie all'attività sui social e alla collaborazione con Puma sono arrivati i primi riscontri positivi da parte del pubblico e delle gallerie, e ho iniziato a farmi conoscere e a vendere i miei quadri.

A proposito di social: sono strumenti sempre più imprescindibili per un artista?

Sì, per me oggi i social sono fondamentali nel mondo dell'arte; per esempio, nel mio caso Instagram si è rivelato un mezzo utilissimo, direi quasi decisivo, per far conoscere le mie opere e poter entrare in contatto con persone del settore che adesso mi stanno aiutando a fare strada.

Un progetto per il futuro?

Mi piacrerebbe, tra qualche anno, riuscire a esporre in un museo. Perchè i musei devono tornare a vivere, a essere luoghi aperti, dove l'arte qui conservata possa dialogare con quella proposta da artisti contemporanei.

Articoli correlati (da tag)