Stampa questa pagina
Domenica, 08 Febbraio 2015 00:00

Berlinale, l'Italia presente con 29 titoli

  • Share

dall'inviato Giacomo Martini

Berlino - La 65° edizione della Berlinale conferma ed ulteriormente potenzia il settore che ha fatto del Festival di Berlino, il più importante appuntamento per la produzione cinematografica e multimediale d'Europa e forse del mondo.

Circa 400 sono le imprese che occupano i due spazi che il festival ha messo a disposizione del mercato, il tradizionale Martin Gropius Palace, ed una parte importante del Marriot Hotel. Un risultato straordinario che premia un lavoro più che decennale intrapreso dalla dirigenza del festival per trasformare questo evento in una opportunità di lavoro per migliaia e miglia di operatori del settore, un settore che per lo sviluppo del digitale e delle televisioni appare in continua espansione.

Ma chi sono questi operatori che per circa 10 giorni si scambiano informazioni e affari relativi alla produzione, distribuzione, scambi di informazioni e vendita di film nei diversi paesi interessati? Vengono da tutto il mondo, la maggior parte sono società e agenzie private, ma c'è anche una forte rappresentanza istituzionale e pubblica con la presenza dei centri di produzione cinematografica gestiti dai diversi governi nazionali e regionali, come Cinecittà-Istituto Luce, Britisch Film Institute, Centre di Cinema Francais, Greek Film Center, operativi nei maggiori paesi del mondo ma anche nei più piccoli e che si occupano della produzione, promozione e della distribuzione del cinema ed in alcuni casi della televisione.

Questa fiera-mercato permette non solo agli operatori del settore, ma anche a studiosi, critici, registi di conoscere le singole realtà dei paesi più diversi e le relative opportunità produttive e culturali. Tra gli obiettivi fondamentali del mercato di Berlino c'è la realizzazione di progetti di cooperazione che permettono maggiori finanziamenti sia locali che europei. Sono presenti anche molte Film commission italiane, europee ed internazionali, ancora un'occasione per la produzione multimediale in crescita anche in Italia. Il nostro paese è presente con uno stand molto significativo promosso e gestito dal Ministero per i Beni culturali, Cinecittà, Istituto Luce con la partecipazione di alcune Film Commission regionali (Toscana, Sardegna, Trentino Alto Adige).

Il lavoro che viene svolto nello stand Italia verte sopratutto sulla vendita dei nostri film all'estero; il pacchetto proposto agli operatori stranieri è molto ricco e rappresentativo della nostra attuale realtà cinematografica, esso comprende film come “Vergine Giurata” presentato nel concorso ufficiale, “Il nome del figlio” di Francesca Archibugi, “Biagio” di Pasquale Scimeca, “Anime Nere” di Francesco Munzi, “I nostri ragazzi” di Ivano De Matteo, “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo, “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores, “Il giovane favoloso” di Mario Martone, “Incompresa” di Asia Argento, “La buca” di Daniele Ciprì, e alcuni altri lavori di giovani autori per un totale di ben 29 titoli, a dimostrazione del buon momento del cinema italiano, nonostante le risorse limitate. Tutti questi film sono a disposizione e possono essere visti dagli eventuali compratori.

Un ultima nota straordinariamente positiva sul festival di Berlino è rappresentata dalla partecipazione unica nel panorama dei grandi festival: ben 41 sono le sale dove vengono proiettati i film e sempre, a qualsiasi ora del giorno e della notte si riempiono di pubblico, proveniente in massima parte dalla città e dalla regione di Berlino e del Brandeburgo, una grande partecipazione di popolo appassionato e fedelissimo che trova nella perfetta organizzazione del festival una gestione rapida e funzionale. Un vero miracolo se paragonato alle gestioni di Venezia e Cannes dove troppo spesso per andare a vedere i film diventa un'impresa.

Articoli correlati (da tag)