Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:23

Un anno senza Niki Giustini

di Raffaele Totaro

Pistoia - Metà anni novanta; in tv imperversava un programma comico, intitolato “Aria Fresca” dove un gruppo di allora emergenti comici faceva ridere l’intera regione Toscana: tra questi Graziano Salvadori, Alessandro Paci, il conduttore Carlo Conti e il mio preferito: un ragazzone dall’aria simpatica, il viso sempre sorridente, la battuta pronta, ovvero Niki Giustini.

Era davvero il mio preferito, quando glielo dissi, molti anni dopo, non ci voleva credere. - “Non esagerare Raf” – “Niki, non scherzo”. Mi toccò dirgli a memoria tutte le battute dei suoi sketch perché si convincesse, ma forse non se n’è nemmeno mai convinto. Si perché la vera forza di Niki era l’umiltà; tu potevi dirgli qualsiasi cosa: “Niki sei grande!”, “Niki sei forte”, “Come te non c’è nessuno”. E lui, come se non ti avesse nemmeno ascoltato, ti prendeva sottobraccio e ti portava a prendere un caffè, chiunque tu fossi. Niki era così, affabile, generoso, sempre disponibile.

Noi abbiamo condiviso un set cinematografico e mai una volta ha fatto pesare il suo nome e la sua esperienza su un giovane attore quale ero io, dava tutto e pretendeva tutto, ma ti trattava con rispetto; una cosa non scontata nel mondo del cinema e del teatro. Ricordo quando un anno e mezzo fa mi presentò ai fratelli Avati, disse, davanti a una ventina di persone dell’ambiente: “questo è un mio amico, bravissimo attore”. Io allora gli sussurrai: “Niki non esagerare, poi magari ci credono” – “dai Raf, qualche cazzata bisogna pur dirla ogni tanto” – “grazie Niki”.

Quella fu l’ultima volta che lo vidi di persona, a ripensarci quasi non mi sembra vero, ad averlo saputo che nemmeno sei mesi dopo una malattia lo avrebbe portato via, avrei passato con lui molte più ore, molti più minuti, ma nessuno conosce il destino di nessuno. Ci salutammo quella sera dicendo che ci saremmo rivisti presto.

Non fu così, ci sentimmo, ma sempre sotto mentite spoglie; nel senso che uno dei vizi di Niki era quello di mandare messaggi via whats app agli amici imitando personaggi famosi; un giorno era Gattuso, un altro Paolo Villaggio, un altro Don Vito Corleone, e così via. Raramente era la sua voce, gli piaceva giocare, gli piaceva farti divertire, e ci riusciva sempre. Perché tra le tante cose che ognuno può raccontare di Niki, una cosa è sicuramente vera: ha fatto sempre tanto ridere. Ridere per anni e magari, sono convinto, avrebbe meritato maggior fortuna, perché i comici di oggi (lo diceva anche lui) non reggono il confronto con lui e con quelli della sua generazione.

Una cosa però nessuno potrà togliere a Niki: l’affetto del suo pubblico, dei suoi fans e di tutte le persone che l’hanno conosciuto; perché Niki Giustini, prima di essere un grande artista, era un grande uomo. E ci manca anche per questo.

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