Giovedì, 01 Febbraio 2018 16:18

Cinecittà, presentato il piano di sviluppo con nuovi investimenti e produzioni

L'ingresso di Cinecittà L'ingresso di Cinecittà

di Giacomo Martini

Roma – Cominciano a delinearsi i contorni della “città del cinema” del futuro.

Si è svolto a Cinecittà un incontro tra il Ministro Dario Franceschini, il Presidente di Cinecittà/Istituto Luce, Roberto Ciccuto, il Direttore Generale Cinema, Borrelli e il Direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli nel corso del quale è stato presentato il progetto di "Cinecittà Futura ".

Il 3 luglio 2017 gli Studi di Cinecittà, lo storico complesso di via Tuscolana 1055, la fabbrica del cinema d’Italia e uno dei sinonimi del cinema nel mondo, sono tornati – nell’80mo anniversario dalla loro nascita – alla gestione pubblica, grazie all’acquisizione di ramo d’azienda da parte di Istituto Luce-Cinecittà, la più antica istituzione pubblica di cinema del mondo. L’acquisizione degli Studios da parte del Luce ha significato in primis la salvaguardia delle professionalità presenti a Cinecittà. Basti soltanto pensare alle maestranze, o ai tecnici di produzione e post-produzione di film, di competenza nota nel mondo. E ha significato l’apertura del cantiere di una vera impresa culturale.

In pochi chiari numeri: oggi Istituto Luce Cinecittà conta circa 250 lavoratori; un piano di investimenti per il periodo 2018-2022 di oltre 37 milioni di euro; un ricavo di budget 2018 di 46 milioni di euro, di cui il 60% autofinanziato da attività commerciale (affitti dei Teatri di posa, eventi, servizi alle produzioni). Numeri di un piano industriale frutto di una visione generale: unire in un unico soggetto le attività di mercato di Cinecittà Studios, legate alla gestione dei Teatri e alla produzione di opere audiovisive - dai film alle serie televisive, dai programmi TV alla pubblicità, alle web series - con le attività di interesse generale storicamente affidate a Istituto Luce: dalla promozione all’estero del cinema italiano classico e contemporaneo, alla conservazione e diffusione dello straordinario Archivio Storico dell’Istituto Luce, il sostegno ai film opere prime e seconde, la produzione di documentari, l’informazione cinematografica, l’editoria, il realizzando MIAC - Museo Italiano del Cinema e dell’Audiovisivo, la gestione dei Media Desk di Europa Creativa e la gestione dei Fondi Cinema del MiBACT.

Il piano industriale si articola in varie sezioni di lavoro: in primis, le nuove produzioni. Sono attesi per il 2018 i primi ciak di nuove produzioni italiane e coproduzioni internazionali di serie tv, realizzate nei Teatri di posa. La prima di questa stagione, sul set da due settimane, è l’attesa trasposizione televisiva de Il nome della rosa, dal best-seller mondiale di Umberto Eco, per la regia di Giacomo Battiato e la fotografia di John Conroy. A vestire qui i panni del protagonista Guglielmo da Baskerville, un attore di culto come John Turturro, a fianco dell’antagonista Rupert Everett. Il nome della rosa è prodotto da 11 Marzo Film, Palomar e TMG in collaborazione con Rai Fiction.

I nuovi teatri sono il centro propulsivo di Cinecittà, e il suo cuore. Il piano del sito non può non mettere i 20 Teatri di Cinecittà in testa al suo progetto di sviluppo. Perciò il piano prevede un investimento di 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria: il cablaggio, una nuova rete elettrica, il rifacimento delle strade del Complesso, sono alcuni degli interventi per adeguare gli studi alle esigenze di tutte le produzioni italiane e internazionali. Per attirarle e comunicare con la loro qualità che se l’Italia e Roma sono il set ideale per realizzare una storia, Cinecittà ha gli strumenti più adeguati per farlo. Il prossimo triennio vedrà la costruzione di due nuovi grandi Teatri di posa, maggiori per dimensione del mitico Teatro 5, la ‘seconda casa’ di Federico Fellini.

I nuovi spazi porteranno Cinecittà a un livello di cubatura dei set tra i più alti al mondo. Si ricostruirà anche il Teatro 7, distrutto durante la Seconda Guerra mondiale. L’interno ospiterà tra l’altro una sofisticata piscina dedicata alle riprese subacquee. Saranno poi notevolmente ammodernati i Teatri 20 e 21, e completamente ripristinata l’area backlot, lo spazio per le riprese esterne di Cinecittà, 10 ettari di spazio che già ospitano set magnifici come quelli di Rome e della Firenze rinascimentale, e una piscina già teatro delle riprese del Casanova di Fellini.

E po nuovi spazi culturali, formativi e didattici a cominciare dal MIAC, il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, fortemente voluto da Luce-Cinecittà e dal MiBACT, uno spazio polifunzionale che sarà installato negli spazi dell’ex laboratorio di Sviluppo e Stampa, in una superficie di 4.000 metri quadrati. Uno spazio che ospiterà un’esposizione permanente, spettacolare e immersiva sull’immaginario degli italiani nel XX e XXI secolo, e l’evoluzione della nostra società vista dalle lenti del cinema, della TV, degli audiovisivi, attraverso filmati e fotografie dei maggiori archivi e cineteche del Paese, videoinstallazioni, materiali audio, testi, oggetti di scena, macchinari. E ancora mostre temporanee, una biblio-videoteca, e laboratori didattici. Complementare al MIAC, una serie di attività di formazione rivolte ai giovani, declinate in formato ERASMUS con scambi e residenze internazionali, svolta in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e altre istituzioni di settore.

Nell’ambito del MIAC sarà inoltre promosso un Laboratorio di Conservazione e Restauro, specializzato nel restauro analogico della pellicola. Nell’epoca segnata dal ‘passaggio al digitale’, un luogo di attenzione a un supporto, come la pellicola, unico e insostituibile, di cui è divenuta necessaria la conoscenza per tutelare la sopravvivenza dei capolavori del passato.

Ma non solo cinema e TV: Cinecittà sarà anche un centro di innovazione tecnologica.

La storia dell’arte cinematografica lo insegna: l’evoluzione delle storie, delle narrazioni, sullo schermo è spesso passata per l’evoluzione tecnica. Dalle lenti, ai sistemi di ripresa e montaggio, agli aggiornamenti continui della post-produzione. Una di queste grandi trasformazioni del racconto per immagini ad opera della tecnologia è in atto da qualche anno, con evidenza degli operatori del settore, e del pubblico, nella sfera del videogame, un comparto che sempre più va dialogando con il cinema. Non solo sotto forma di adattamenti sullo schermo di giochi popolarissimi, ma come tecniche, linguaggio, modalità espressive. E sempre più spesso alcuni videogiochi realizzano scenari da film, da puro cinema.

Il cinema italiano non può restare indietro rispetto ai partner internazionali, in un settore in via di affermazione definitiva dell’industria creativa. Inoltre, verrà creato il primo Teatro di posa 4.0 di Cinecittà. Un Teatro esclusivamente dedicato al sistema del Motion Capture, alle produzioni in Realtà Virtuale, ai videogame. Un luogo di realizzazione delle forme più avanzate di narrazione cinematografica.

 

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