Domenica, 29 Luglio 2018 17:36

75ma Mostra del Cinema di Venezia, presentato il programma

Baratta e Barbera Baratta e Barbera

di Giacomo Martini

Roma - Il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta e il direttore della Mostra del cinema Alberto Barbera hanno presentato a Roma il programma della 75ma Mostra, che si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre.

“Sarà un’edizione ricca, molto cinema di genere con grandi registi, alcuni per la prima volta al Lido, ma anche tante scoperte”, ha annunciato Barbera.

Questi i titoli in concorso: First man di Damien Chazelle (film d’apertura), The mountain di Rick Alverson, Doubles vies di Olivier Assayas, The sisters brothers di Jacques Audiard (western girato in Europa con cast e troupe americani), The ballad of Buster Scriggs dei fratelli Coen (film Netflix), Vox Lux di Brady Corbet, Roma di Alfonso Cuaron (Netflix), 22 July di Paul Greengrass (Netflix), Suspiria di Luca Guadagnino, Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck, The nightingale di Jennifer Kent, The favourite di Yorgos Lanthimos, Peterloo di Mike Leigh, Capri-Revolution di Mario Martone (la cui uscita è stata posticipata al 13 dicembre), What you gonna do when the world’s on fire? di Roberto Minervini, Sunset di Laszlo Nemes, Frères ennemis di David Oelhoffen, Nuestro tiempo di Carlos Reygadas, At eternity’s gate di Julian Schnabel, Acusada di Gonzalo Tobal, Killing di Shinya Tsukamoto.

Fuori concorso: The other side of the wind di Orson Welles (Netflix) e il documentario ad esso collegato They’ll love me when I’m dead di Morgan Neville, i primi due episodi della riduzione tv de L’amica geniale di Saverio Costanzo, Il diario di Angela - Noi due cineasti di Yervant Gianikian, Una storia senza nome di Roberto Andò, Les estivants di Valeria Bruni Tedeschi, È nata una stella di Bradley N. 2735 (3048) del 27-07-2018 Pag. 3 Cooper, Mi obra maestra di Gaston Duprat, A tramway in Jerusalem di Amos Gitai, Un peuple et son roi di Pierre Schoeller, La Quietud di Pablo Trapero, Dragged across concrete di S. Craig Zahler, Shadow di Zhang Yimou.

Tra i documentari fuori concorso: Aquarela di Victor Kossakovsky, Process di Sergei Loznitsa, Carmine Street Guitars di Ron Mann, Isis, Tomorrow di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, American Drama di Errol Morris, 1938 diversi di Giorgio Treves, Your face di Tsai Ming-liang, Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman. Orizzonti è aperto da Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, che Netflix lancerà in contemporanea con l’uscita in sala.

Tra gli altri film, gli italiani, Un giorno all’improvviso dell’esordiente Ciro D’Emilio e La profezia dell’armadillo di Emanuele Scaringi. Sconfini, che sostituisce Cinema del Giardino, presenta tra gli altri Il banchiere anarchico di Giulio Base, Il ragazzo più felice del mondo di Gipi (assieme al film di Scaringi segna il ritorno alla distribuzione per Fandango), Arrivederci Saigon di Wilma Labate, Camorra di Francesco Patierno.

Come ogni anno, alla conferenza stampa della sezione autonoma veneziana Giornate degli autori è stata annunciata – dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e dalla coordinatrice della Commissione Cultura Silvia Costa, la terna finalista del Premio LUX: Styx di Wolfgang Fischer (Germania/Austria), The other side of everything di Mila Turajlic (Serbia/Francia/Qatar) e Woman at war di Benedikt Erlingsson (Islanda/Francia/Ucraina).

I film saranno proiettati in più di 50 città e festival dei 28 paesi europei, il vincitore sarà annunciato il 14 novembre a Strasburgo.

Film d’apertura delle Giornate degli Autori è Les tombeaux sans noms del cambogiano Rithy Panh; tra i film in programma, l’opera seconda di Valerio Mieli Ricordi? e, tra gli eventi speciali, Il bene mio di Pippo Mezzapesa.

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