Martedì, 06 Novembre 2018 21:52

Torino Film Festival, Pupi Avati ospite d'onore

Pupi Avati Pupi Avati

di Giacomo Martini

Torino - Pupi Avati sarà il Guest Director del 36° Torino Film Festival.

Il regista, sceneggiatore e scrittore bolognese presenterà la sezione “Unforgettables”, dedicata ai titoli mescolano musica e cinema, due sue grandi passioni.

Pupi Avati sarà a Torino nei giorni del festival e introdurrà le proiezioni dei film che ha scelto: "The Glenn Miller Story" di Anthony Mann (USA, 1954); "The Benny Goodman Story" di Valentine Davies (USA, 1956); "Bird" di Clint Eastwood (USA, 1988); "Thirty Two Short Films About Glenn Gould" di François Girard (Canada/Olanda/Portogallo/Finlandia,1993); "Bix" di Pupi Avati (Italia, 1991), selezionato da Emanuela Martini, direttore artistico del Torino Film Festival.

“Quando Emanuela Martini, conoscendo le mie passioni, mi ha invitato al Torino Film Festival come Guest Director, chiedendomi qualche titolo di film che sintetizzasse quello straordinario insieme che è per me cinema e musica, ho vissuto gioia e titubanza - dichiara Pupi Avati. “I film che si ispirano alla musica (nel mio caso intesa esclusivamente come jazz o classica) non sono tanti, e pochi dotati di un’anima. Così, costretto a eliminare una serie di titoli, dal magnifico Let’s Get Lost di Bruce Weber e Born To Be Blue di Robert Budreau (entrambi su Chet Baker) al Round Midnight di Tavernier (su Lester Young), dal sontuoso Cotton Club ellingtoniano di Coppola al Jazz on a Summer’s Day di Bert Stern con Louis Armstrong, Thelonious Monk e Gerry Mulligan, tutti film probabilmente già troppo visti, ho deciso di scegliere Bird, la struggente biografia di Charlie Parker diretta da Clint Eastwood, e due titoli che hanno contribuito a far nascere in me, nei remoti anni della mia adolescenza, questa passione.

La vita di Benny Goodman e quella di Glenn Miller. Mi restava pochissimo spazio per dire la mia infinita riconoscenza a quella musica classica che non so più distinguere dal jazz. Mi occorreva un musicista che non appartenesse né a un tempo né a una moda, unmusicista che fosse la sintesi di tutti i tempi e di tutte le mode.Glenn Gould, che suona le sue variazioni cantando come faceva Oscar Peterson (altro straordinario pianista jazz canadese), era probabilmente colui che cercavo. Nei Trentadue piccoli film su Glenn Gould, Francois Girard ha circumnavigato questo genio assoluto, che ancora oggi non smette di commuoverci”.

Così Pupi Avati festeggia nel migliore dei modi i suoi ottanta anni appena compiuti, con la scelta di questa sezione " Unforgettables "una scelta che si collega idealmente alla mostra su cinema e musica in corso al Museo Nazionale del Cinema: "Soundframes" (inaugurata il 26 gennaio 2018 e che proseguirà fino al 7 gennaio 2019), nella quale sono stati approfonditi molteplici aspetti delle connessioni e commistioni tra le due arti.

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