Martedì, 27 Novembre 2018 16:02

Il Torino Film Festival ricorda Bernardo Bertolucci

Il regista Bernardo Bertolucci Il regista Bernardo Bertolucci

di Giacomo Martini

Torino – Anche il Torino Film Festival saluta Bernardo Bertolucci.

La manifestazione ricorda il grande regista con un breve montaggio che sarà proiettato prima dei film in programmazione e con una giornata dedicata a lui domenica 2 dicembre al Cinema Massimo 3.

“Un visionario, un intellettuale, soprattutto un sognatore. Bernardo Bertolucci, dopo la rivoluzione, ha fatto il cinema come non immaginavamo più di farlo: più grande della vita, e per questo capace di restituirci tutta la vita, e la Storia, e la memoria, e il futuro, nella loro profondità. Tragedie di ideali che si frantumano, di uomini e donne che si perdono in rapporti impossibili, affreschi magnifici del nostro passato recente e bruciante, di imperatori e Buddha e ragazzi e ragazze in cerca di identità. Ragazzi e ragazze che sognano, a Parigi come altrove, la loro vita, un'altra vita, migliore. Meno di venti film in quasi cinquant'anni di carriera sono troppo pochi per uno dei più grandi registi del mondo “ con queste parole Emanuela Martini, direttrice del TFF ha ricordato la figura del grande regista.

Ieri a Roma dopo un lunga malattia è morto Bernardo Bertolucci, uno dei registi italiani che ha segnato maggiormente la grande stagione del cinema italiano tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Nato a Parma, fin da giovanissimo si misura con il cinema con la realizzazione di cortometraggi in 16 mm ("Morte di un maiale" e "La teleferica"), girati nella casa di Casarola sull'Appennino emiliano, prima che il padre Attilio lo presenti a Pier Paolo Pasolini, che nel 1961 lo vuole come assistente nel suo film "Accattone". Nel 1962 vince il Premio Viareggio opera prima per il libro in versi "In cerca del mistero" ed esordisce alla regia con "La Commare Secca", cui fa seguito nel '64 "Prima della Rivoluzione" che gli dà grande notorietà a soli 23 anni.

Tra i suoi film più famosi ricordiamo "Il Conformista" (1970), tratto da un romanzo di Alberto Moravia considerato da molti il suo capolavoro, e "Ultimo Tango a Parigi" (1972), per cui ottiene una nomination all'Oscar ma che scatena terribili polemiche perché considerato osceno. Per la prima volta nella storia del cinema il film viene mandato al rogo con una sentenza della Cassazione e bisognerà aspettare il 17 febbraio 1987 per ottenere una sentenza di "non oscenità" e averne una riedizione.

Con "Novecento", Bertolucci affronta con stile e taglio epico 45 anni di storia della sua regione, l’Emilia-Romagna, ripercorrendo 45 anni di storia e lotte sociali attraverso il rapporto tra due ragazzi, nati a cavallo del nuovo secolo nella stessa casa ma di due differenti classi sociali. Dalla morte di Verdi fino alla caduta del fascismo, alla resistenza e alla nascita della repubblica con forti caratterizzazioni sindacali e politiche.

Altro suo grande successo è "L'ultimo imperatore" (1987), vincitore di ben nove Oscar: regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, musica, scenografia, costumi e sonoro. Nel film Bertolucci ripercorre la vita dell'ultimo imperatore cinese, Pu Yi, che termina i suoi giorni come giardiniere in una Pechino post-rivoluzionaria. Regista prolifico, è stato capace di spaziare dai film d'amore (Prima della rivoluzione, Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, L'assedio) agli esercizi di stile (La commare secca, Partner), dall'epica (Novecento, L'ultimo imperatore) alla parabola sociale (Il conformista, La strategia del ragno, La luna, La tragedia di in uomo ridicolo).

Ha compiuto un viaggio iniziatico nel Buddismo (Piccolo Budda) e nell'educazione sentimentale della generazione più giovane (Io ballo da sola, The Dreamers-I sognatori). Nel 2011 gira il suo ultimo film “Io e te”.

 

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