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Venerdì, 11 Gennaio 2019 15:58

In ricordo di Franco Freda, truccatore delle star

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Raffaele Totaro e Franco Freda Raffaele Totaro e Franco Freda

di Raffaele Totaro

Pistoia - Franco Freda, al secolo Francesco, è stato uno dei più grandi truccatori del cinema degli anni Sessanta e Settanta.

La sua biografia è nota: Ettore Scola, Marcello Mastroianni, Michelangelo Antonioni, Jack Nicholson, Sofia Loren, John Turturro, Mario Bava sono alcuni tra i nomi con i quali ha collaborato e alcuni tra gli attori che ha truccato e non serve aggiungere niente di più di quanto già la storia del cinema non abbia già detto o scritto.

Ciò di cui voglio parlare è l’uomo Franco che ho conosciuto, quasi per caso senza sapere, lo ammetto, chi fosse. Sì perché il truccatore - diciamoci la verità - nei film non lo conosce nessuno. Nessuno se lo ricorda, nessuno quasi mai lo sottolinea. Fa parte delle manovalanze, nei film è importante il regista, sono importanti gli attori. Il resto non conta.

Non è esattamente così e chi pensa questo di cinema capisce poco o niente: il cinema è un lavoro di squadra e in questa squadra Freda ha giocato e con onore. Lo incontro un pomeriggio di circa sei o sette anni fa quando stavamo organizzando la prima edizione di Corto Cinema, un festival di cortometraggi al quale abbiamo dato via io, Alessio Biagioni, Riccardo Fagioli e Federico Ciampi; e appunto Ciampi conosceva Freda. Io no. Ignoravo chi fosse. Quando lo capii un po’ mi vergognai, poi gli chiedemmo tutti insieme di fare il presidente di giuria del nostro festival, ed accettò. Poi lo fece anche per i successivi tre anni.

Nelle occasioni che abbiamo passato insieme Freda era una persona ricca di vitalità, nonostante gli allora quasi novant'anni, lucido, preciso, quasi severo nel criticare il cinema e soprattutto, ovviamente, il trucco. Ed esisteva anche un Freda incredibilmente generoso nel condividere i suoi ricordi, io l’ho ascoltato per ore parlare del suo cinema nel bene e nel male.

E proprio quando ne parlava male era la parte più divertente: non risparmiava certi attori, certi registi con la lucida “cattiveria” che solo un novantenne può aver e perché ormai libero da ipocrisie e finto perbenismo. Non farò nomi, ma gli episodi li ricordo molto bene: attori (italiani e stranieri) prime donne in preda a bizze, registi rissosi, litigi tra addetti ai lavori e tanto di quello che oggi definiamo “gossip” con “quello che stava con quella, che stava pure con quell’altro”.

Ma del suo cinema ne parlava anche tanto bene, soprattutto della Loren, quella che definiva la donna più bella che avesse mai truccato. Nei suoi occhi lo vedevi che lui quel mondo lo aveva amato e che comunque aveva deciso in parte di distaccarsene, lasciando Roma per la più mite e tranquilla Pistoia.

Ma il mondo del cinema non lo aveva comunque dimenticato, molto spesso lo celebrava con interviste, documentari, presentazioni dei suoi libri con i suoi ricordi. Recentemente partecipò come capo truccatore anche a una produzione indipendente pistoiese nella quale ho avuto l’onore di recitare, così che possa dire che ho avuto l’onore di essere truccato da Franco Freda.

Grazie comunque di tutto Franco, ora torna a truccare i tuoi attori nel cinema del paradiso.

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