Lunedì, 14 Gennaio 2019 16:01

Sale cinematografiche italiane: nel 2018 un bilancio in chiaroscuro

di Giacomo Martini

Roma - Il consumo di cinema della sala ha visto nel 2018 un calo generale in Europa.

I primi consuntivi del Box Office 2018 indicano una tendenza generale verso il ridimensionamento, con una fortissima accentuazione del fenomeno in Germania (-16%) e risultati più o meno omogenei tra Francia (-4%), Spagna (-2%) e Italia (-5%), con l'eccezione del Regno Unito dove il botteghino registra sostanziale stabilità (+0,6%).

Il dato italiano si basa sulle elaborazioni a consuntivo della società Cinetel, che rappresenta circa il 92% del totale delle presenze e il 94% dell’intero mercato sala registrato da SIAE (che rilascia i dati dopo qualche mese).

Sulla base di questa indagine possiamo registrare per tutto 2018 di circa 93 milioni di presenze e 584 milioni di euro di incasso. Il numero dei biglietti staccati vede molto vicini all’Italia, in realtà, due Paesi come Spagna (98M biglietti, 586M€) e Germania (97M biglietti, 840M€). A occhio nudo si nota come il prezzo medio sia simile nei due Paesi mediterranei (i biglietti meno costosi in Europa), mentre è molto più alto in Germania; ricordando anche che nel nostro paese il cinema registra il costo più basso. Il successo della Spagna e la situazione critica tedesca sono basati su una variabile fondamentale per indicare la salute del mercato: i dati di consumo riferiti alla stagione estiva, molto positiva in Spagna e molto negativa in Germania nell’anno 2018.

La stagione estiva è stata negli ultimi anni anche la principale nota dolente del mercato italiano: speriamo che nel 2019 la tendenza possa modificarsi. Le aspettative positive per l’anno appena iniziato sono quindi fortemente radicate nella prospettiva di una positiva estate 2019, cui fortissimamente e unitariamente hanno lavorato gli operatori della filiera in confronto costruttivo con Governo e Istituzioni, con un piano di programmazione e promozione che finalmente vedrà i 5 mesi tra aprile e agosto primeggiare nell’appetibilità dell’offerta.

Entro la primavera 2019 saranno resi noti anche i titoli europei, italiani e indipendenti che si affiancheranno a quelli già annunciati dagli Studios, per formare l’offerta estiva più forte che sia stata proposta nell’ultimo decennio. Venendo al risultato dei film nazionali (che in Spagna nel 2018 hanno contribuito in misura importante ai risultati complessivi), in Italia l’anno trascorso porta alcune riflessioni significative sui risultati del prodotto locale.

Non sembra più vera l’equazione per la quale la quota di mercato americana è stabile e la differenza la fa il cinema nazionale. In un anno in cui anche gli USA hanno perso alcuni campioni (7 titoli Usa sopra i 10 M€, 8 nel 2017, con un incasso medio di 1M€ più basso nella top 10) e 6 punti di quota di mercato. Mentre il cinema italiano si è difeso bene, raccogliendo una quota di mercato del 23%, e si può sottolineare la crescita percentuale significativa delle produzioni italiane (+ 23,8%).

Non è automatico quindi che l’assenza di supercampioni italiani nella Top 10 (2 nel 2016 con “Quo vado” e “Perfetti Sconosciuti”, e 2 sopra i 10M€ nel 2017 con “L’ora legale” e “Mister Felicità”) comporti una debacle per l’anno. In assenza, si possono apprezzare altre qualità del cinema locale che, complessivamente, offre una visione positiva e meno polarizzata: nella Top 100 si intravedono promesse di talento per il futuro: nel 2018 sono stati 27 i titoli italiani e in coproduzione con un incasso superiore a 1,5 M€, contro i 19 del 2017, circa un terzo in più; emerge l’importanza del cinema “medio”, zoccolo duro dell’industria e di una produzione che mette sicuramente sul mercato troppi titoli in un anno, ma che attraverso la quantità esprime anche vitalità e progettualità per nulla scontate.

L’inizio dell’anno 2019 sembra essere positivo e, se non spinge a vedere tutto rosa, consente ragionevole ottimismo, nel quadro delle mutazioni attese per l’anno appena iniziato. Se il buongiorno si vede dal mattino, il+ 12% della prima settimana dell’anno, conclusa con l’Epifania (quest'anno caduta di domenica), e il +14,5% tra il lunedì e il mercoledì di questa settimana sui corrispondenti del 2018 sono sintomi limitati, ma importanti della conferma dell’interesse del pubblico per lo spettacolo più popolare nel periodo tradizionalmente più importante. Pertanto un buon inizio nonostante il perseverare di contraddizioni a limiti a cominciare dalla stagione estiva per finire nelle ripetute chiusure di sale cinematografiche.

 

 

 

 

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