Sabato, 14 Ottobre 2017 09:03

Lo scrittore Antonio Fusco incanta Villa Smilea. Successo per la presentazione "Le vite parallele"

nella foto lo scrittore Antonio Fusco nella foto lo scrittore Antonio Fusco foto Stefano Di Cecio

di Ilaria Lumini

Montale – Le vite parallele, quando si incrociano, è come guardarsi allo specchio.

Scrittore, poliziotto. Città immaginata e città reale. Indagini verosimili con rifermenti tecnici forensi e indagini reali. Il Salone delle feste del Castello di Villa Smilea di Montale ha ospitato ieri sera, venerdì 13 ottobre, la presentazione del quarto noir di Antonio Fusco. In una sala gremita di pubblico, lo scrittore campano e capo della Mobile di Pistoia, ha guidato gli ospiti alla scoperta di Casabona, il commissario a capo della Mobile di Valdenza, in un viaggio a ritroso partendo dal suo primo romanzo “Ogni giorno ha il suo male” fino ad arrivare a “Le vite parallele. Un nuovo inizio per il commissario Casabona", Giunti Editore.

E il “Virgilio” di Fusco è stata Cristina Bianchi, dell'associazione Giallo Pistoia, che con maestria ha toccato temi importanti nella narrativa noir dello scrittore: dal male assoluto al senso di Giustizia e di Verità. Dalla possibilità di redenzione al dolore. “Non si dovrebbe mai abusare della verità perché prima o poi ti uccide” dice Casabona nel libro “La pietà dell'acqua”, secondo noir dello scrittore.

Un viaggio, come detto, accompagnato dalle letture del Gruppo Arte Drammatica di Pistoia e da brani musicali citati nei libri. Letture complesse così come è complesso il personaggio di Tommaso Casabona. Un poliziotto che cresce di pari passo con la scrittura del suo ideatore. Perché Casabona, come spiega Fusco, “sono tutti i commissari di Italia di polizia giudiziaria”. E ammette “in questo libro ho liberato Casabona, ho liberato il poliziotto che avevo in mente”.

Ed è arrivando al quarto noir, “Le vite parallele. Un nuovo inizio per il commissario Casabona” che il personaggio assume una aspetto tridimensionale. E' poliziotto, lo è sempre stato, le sue tecniche di indagine sono sempre le stesse, ma è il rapporto con i colleghi e con la vita che cambia. E' un Casabona vivo, così come sono vivi i poliziotti della Squadra Mobile di Valdenza. “Una grande Squadra Mobile” dice Casabona. Un libro ambientato come sempre a Valdenza che è il riflesso di Pistoia, con i suoi pregi e i suoi difetti. Con le sue bellezze architettoniche, dal palazzo di San Leone sede della Questura, a piazza del Duomo, a via della Torre e piazza della Sala. E nel riflesso della città c'è anche quello che non va. E Casabona lo dice, perché Fusco lo lascia parlare. Come due vite parallele che si incrociano.

Pistoia lo specchio di Valdenza e Valdenza lo specchio di Pistoia. E a Valdenza, appunto, si muovono le indagini del commissario Casabona, l'ultima, che vede la sparizione di una bambina di tre anni e che scuote non solo la piccola frazione collinare dove la bimba vive con la madre ma Valdenza tutta. 

E l'amore dello scrittore Fusco per la città toscana si respira in tutte le pagine dei suoi quattro libri. “Ho imparata ad amarla e questo è il mio omaggio alla città. Spero un giorno in una serie televisiva che prenda spunto dai miei libri e che sia ambientata a Pistoia”.

La chanson des vieux amants ha concluso il viaggio alla scoperta del mondo di Casabona e dello scritto Antonio Fusco a Villa Smilea. Uno scrittore che il pubblico presente in sala ha applaudito a lungo. Il “Grazie” degli abitanti della  provincia di Pistoia, che è anche un po' Valdenza.

 

 

 

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