Domenica, 05 Novembre 2017 20:50

“Appunti di meccanica celeste”: una Calabria insolita e fiabesca nel nuovo romanzo di Domenico Dara

Domenico Dara (foto di Stefano Di Cecio) Domenico Dara (foto di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia – Sabato alla libreria Les Bouquinistes Domenico Dara, vincitore del premio Stresa 2017, ha presentato “Appunti di meccanica celeste”, il suo ultimo romanzo edito per Nutrimenti.

Sette capitoli per sette personaggi di Girifalco, paese della provincia di Catanzaro dove si trova il più grande manicomio del sud Italia. Storie di provincia che rappresentano però un inconscio collettivo di stampo junghiano per universalizzare quella piccola comunità. Strutturati come un gioco, quello dei tarocchi, i sette personaggi risultano però mancanti di qualcosa che li completi che troveranno nello sviluppo del romanzo.

Lulù il pazzo è rinchiuso nel manicomio, riesce suonare qualsiasi cosa con le foglie per poi farlo ascoltare alle madre. Archidemu Crisippu invece vive lontano dagli uomini per un profondo senso di colpa risalente ad un tragico fatto di quando era bambino. Cuncettina ‘a secca sofferente perchè non può avere figli. Don Venanzio, il parroco del paese, considerato da tutti omosessuale, approfitta di questa sua condizione per tuffarsi nella vita in maniera passionale, epicurea, accompagnandosi alle molte donne che mariti e parenti vari lasciano nelle sue mani con cieca fiducia.

Poi è la volta di Rorò che è sempre stata bene, mai un problema fin dalla nascita e che sua madre, paventando possibili malocchi, un giorno la manda a scuola con una finta ingessatura. Infine Angeliaddu, biondo, con un ciuffo albino, in cerca del padre che non ha mai avuto e Mararosa, brutta, terribilmente brutta che per questo motivo non perde occasione per vendicarsi del mondo che l’ha fatta nascere così.

Sette vite in sospeso che in una notte di agosto, durante una giornata caldissima, si ritrovano a guadare contemporaneamente il cielo, in cerca di una stella che esaudisca i loro desideri. La stella arriva dalla costellazione di Perseo ed è la numero 1428. A Girifalco infatti, per errore, arriva il circo Enderman, che in maniera del tutto inaspettata si installa in paese. Ne fanno parte sette professionisti dell’arte circense, che incroceranno le proprie vite con i sette personaggi del romanzo ridisegnandone i destini.

“Girifalco è stata frequentemente definita la Macondo italiana, ma faccio fatica a comprendere perchè – ha affermato Dara – anche se all’inizio ho accolto con favore perché si trattava di pubblicità che aumentava le vendite del romanzo. Le sette storie hanno lo stesso peso e la stessa importanza. Per la lingua invece mi sono avvalso di un diverso serbatoio di quello ufficiale della lingua italiana, attingendo anche dal dialetto locale che, seppur più difficile, caratterizza in maniera inequivocabile il romanzo”.

Sette storie che si intrecciano, si riflettono in un prisma che mostra una realtà lontana dalle apparenze e che ambisce ad un universo molto più grande e complesso.

 

 

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