Martedì, 28 Novembre 2017 15:53

“Oltre Pistoia Capitale”: dalla cultura ai musei, le proposte per il rilancio turistico della città

Il pubblico presente al convegno (foto di Giovanni Fedi) Il pubblico presente al convegno (foto di Giovanni Fedi)

Pistoia – Una “task force” di manager culturali lancia la sfida per il rilancio turistico di Pistoia: sono necessari investimenti strutturali per 20 milioni di euro e un milione all'anno per l'organizzazione delle “grandi” mostre.

È quanto emerso a conclusione del convegno "Oltre Pistoia Capitale: i beni culturali e il rilancio turistico e commerciale del territorio", tenutosi lo scorso sabato al Museo Marini e co-promosso dal Comune di Pistoia e dall'Associazione Pistoia Concreta con il patrocinio del Consiglio Regionale.

Ha aperto i lavori Tiziano Panconi, relatore e moderatore dell'evento, ponendo l'attenzione sull'analisi dei flussi turistici pistoiesi alla luce degli obiettivi fissati dal Mibact per le città Capitali Italiane della Cultura. Dei circa 9 milioni di turisti che raggiungono la Toscana ogni anno, solo 136.544 hanno scelto Pistoia nel corso del 2016. Per quanto riguarda il 2017, il modesto record cittadino è costituito dalle presenze della mostra "Marino Marini passioni visive": circa 4.200 visitatori al 5 novembre e una proiezione stimata in circa 15-20mila visitatori totali.

Forse qualcosa a Pistoia non va? E' la domanda che si sono posti alcuni degli esperti intervenuti (Marina Mattei, curatrice dei Musei Capitolini, Maurizio Vanni, docente di marketing museale all’università di Buenos Aires, Sergio Gaddi, curatore di grandi mostre, Luca Landucci, coordinatore regionale Wikimedia Italia) individuando alcune criticità: il bellissimo centro storico, interamente visitabile in soli 26 minuti, non può essere sufficiente a soddisfare le aspettative di un turista attento e esigente. L'affermarsi dei distretti culturali, in competizione fra loro, e l'evoluzione del settore sono determinati dalle politiche pubbliche e dal ruolo importantissimo esercitato dalle fondazioni bancarie per la costruzione di un patrimonio culturale permanente. Partendo da tale consapevolezza, i territori e le città d'arte sono oggi più che mai in concorrenza tra loro nel proporre offerte turistiche differenziate e di alta qualità, attraverso articolate reti di iniziative integrate fra loro.

Pistoia è ricchissima di contenitori, di eccezionale arte architettonica, di chiese e di pulpiti straordinari ma un po’ meno di dipinti. Dovrebbe essere attivato un piano decennale di acquisizioni di opere d’arte; necessari 20 milioni di euro che al pari di altri investimenti importanti e strutturali, potrebbero essere coperti da mutui. Gli stanziamenti da destinare alle grandi mostre e la realizzazione di un sistema museale integrato si aggirano intorno a 1,5 milioni annui.

Quello delle industrie culturali e creative è oggi un tema centrale nel dibattito sui fattori in grado di guidare una nuova fase di sviluppo dei sistemi produttivi e dell'occupazione, che rende necessaria una seria valutazione circa il nuovo ruolo delle industrie culturali nella transizione dell’economia industriale verso quella post-industriale. L'evoluzione di tale ruolo vede le organizzazioni operanti nei settori culturali e creativi quali primi produttori di un bene potenzialmente in grado di fornire agli altri settori del sistema produttivo contenuti, strumenti, pratiche creative, valore aggiunto in termini di qualità simbolica e identitaria.

Le politiche culturali sono rivolte alla riqualificazione delle infrastrutture urbane, allo scopo di conferire alle stesse una nuova destinazione d'uso, sono rivolte altresì a incentivare l'attrazione di imprese, capitali e persone verso la città, mediante un'intensa attività di city marketing, puntando a migliorare l'immagine. La riqualificazione urbana viene sovente attuata sulla presunta ricostruzione dell'identità civica, ma di fatto è polarizzata ancora sul fenomeno dell'attrazione di risorse. Oltre alla riqualificazione delle infrastrutture esistenti se ne creano di nuove di forte impatto nell'immagine della città.

Quali le ricette, dunque? In primis l'istituzione di un catalogo interattivo delle offerte turistico culturali del territorio, al quale le strutture dovrebbero accedere solo previa certificazione di qualità e attraverso offerte mirate e privilegiate, l'individuazione e l'attuazione delle strategie di sviluppo, l'identificazione di un nuovo spazio, più ampio e spettacolare rispetto a Palazzo Fabroni, da destinare alle grandi mostre, la sistemazione, l'integrazione, la mappatura e la promozione delle collezioni esistenti, la pianificazione di un programma di acquisizioni ventennali di opere d'arte per l'ampliamento dell'offerta culturale permanente.

“I musei e le città americane – chiosa Panconi – sono fra i protagonisti più attivi del mercato dell’arte, acquistando e arricchendo costantemente le proprie collezioni e non esitando ad alienare le opere ritenute minori o non più funzionali. Pionieri come lo spezzino Pietro Maria Bardi che nel 1949 fondò il Museo di San Paolo in Brasile, non ebbero paura di immaginare il futuro.

Pistoia non ha né il mare né le piste da sci e dunque, se vuole risultare attrattiva, deve completamente azzerare un sistema carente e inefficiente, ripensare i propri musei, riunendoli in una unica struttura e ampliare significativamente le collezioni. Questo consentirebbe anche utilissimi scambi di opere e di intere mostre con i musei di tutto il mondo, attivando quella filiera di rapporti istituzionali e promozionali, assolutamente necessari per concorrere con Firenze, Pisa, Lucca e le città d’arte di tutta Italia.

Anche la bella ma inadeguata sede del Museo Marini è da dismettere e sostituire: quella straordinaria collezione di sculture anche monumentali, è mal esposta, in spazi angusti che non consentono né una giusta prospettiva, né una illuminazione indovinata che metta in risalto tutta la plasticità delle forme del grande artista pistoiese.

Non è più possibile gestire questa città in assetto di normale amministrazione, versando Pistoia di fatto in uno stato di assoluta emergenza turistico-economica. Occorre riunire tutti gli attori cittadini con capacità finanziaria e progettare e attivare immediatamente un piano strategico di grandi investimenti. Non è più possibile procedere per pillole. E intanto ci attende un 2018 ancora tutto da pianificare”.

È di lungimiranza che si parla. Pertanto è necessario creare una rete del turismo collegata alle attività culturali per poter aumentare i giorni di permanenza dei visitatori nella nostra città. La sfida è ardua ma la premessa di Pistoia Capitale della Cultura 2017 deve essere assolutamente capitalizzata, per evitare che gli sforzi finora compiuti siano dispersi e resti l'impressione di un'occasione mancata o non colta nelle sue potenzialità.

(Comunicato di Associazione Pistoia Concreta, co-organizzatrice del convegno "Oltre Pistoia Capitale")

 

 

 

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