Venerdì, 01 Dicembre 2017 15:36

“Sozomeno, umanista pistoiese”: un convegno alla Forteguerriana

Un'immagine del pubblico intervenuto al convegno Un'immagine del pubblico intervenuto al convegno

di Marta Meli

Pistoia – Le letture, i testi antichi, la storia e l’intelletto pistoiesi: un faro illuminante nella cultura dell’Umanesimo italiano.

Se ne è parlato, questa mattina, nell’ambito del convegno “Sozomeno da Pistoia (1387-1458): un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista”, tenutosi presso la biblioteca Forteguerriana di Pistoia.

Si tratta di un progetto – interamente sostenuto dalla Fondazione Caript - che mira a illustrare l'apporto di Sozomeno alla storia degli studi classici e letterari, alla cultura e alla riforma grafica umanistica. Ispirato anche dal volume “Sozomeno da Pistoia (1387-1458): scrittura e libri di un umanista” (2016) di Irene Ceccherini, l’incontro si è posto l’obbiettivo di restituire la dimensione storica entro cui si muove questa remota e particolare figura nei suoi aspetti più significativi. Tra questi, il rinnovamento culturale dei primi decenni dell’Umanesimo, la riscoperta del greco antico e l’invenzione di una nuova forma di libro.

Il profilo culturale di Sozomeno è ricostruito attraverso lo studio della sua biblioteca, mediante la descrizione e la riproduzione digitale dei suoi manoscritti (numerosi gli autografi), l'edizione parziale di alcune sue opere (in particolare i commenti ai classici), la pubblicazione degli studi a lui dedicati e i nuovi contributi scientifici elaborati all'interno del progetto stesso.

“Sono estremamente orgoglioso di aver preso in considerazione questo progetto nel 2008 – ha sottolineato Luca Iozzelli, presidente della Fondazione Caript – sono impressionato da questo esemplare lavoro e dalla capacità con cui è stata ricostruita questa figura del passato; leggendo il tomo, sono entrato in un mondo meraviglioso”.

Ma quali sono le origini di Sozomeno? E perché è considerato una figura così rilevante?

Sozomeno, come egli preferì chiamarsi, dando una forma dotta e grecizzante al nome Zomino, nacque a Pistoia nel 1387 e vi morì nel 1458. Nella città natale ebbe la sua prima formazione, poi completata frequentando l’università di Padova (1407-1413) e i circoli umanistici di Firenze, ai quali si avvicinò almeno dal 1410. A Pistoia intraprese la carriera ecclesiastica: era sacerdote già nel 1405, fu per due volte vicario vescovile, e nel 1418 fu eletto canonico della cattedrale, dignità che ricoprì fino alla morte.

Sozomeno è l’unico intellettuale pistoiese che abbia rivestito un ruolo significativo nella cultura dell'Umanesimo italiano. Prese parte al Concilio di Costanza (1417-18), ove condivise con Poggio Bracciolini la scoperta di testi latini da secoli dimenticati nella biblioteca del monastero di San Gallo, e fu stimato docente di humanae litterae a Firenze, dove visse in prevalenza dal secondo fino al quarto decennio del Quattrocento.

L’attività di studio e di insegnamento di Sozomeno delinea un percorso esemplare, ben documentato, che, prendendo le mosse da una formazione giovanile ancora radicata nella tradizione tardo-trecentesca, giunge agli esiti di una più ricca e solida interpretazione dei classici latini.

Sozomeno scrisse testi destinati alla scuola (una grammatica latina e una grammatica greca), ma soprattutto commentò  Giovenale, Persio, Ovidio, Orazio e Seneca, riuscendo a chiarire, in alcuni casi, passi che per tutto il Medioevo erano rimasti oscuri o male interpretati.

Sozomeno è noto soprattutto perché è il primo umanista che decise di destinare la sua biblioteca a uso pubblico. Già nel 1423, pur essendo sacerdote e canonico, donò i suoi libri alla città di Pistoia, affidandoli a un ente laico, l’Opera di San Iacopo, con l’obbligo di collocarli in un luogo accessibile a tutti coloro che li vorranno studiare. L’inventario della biblioteca, redatto poco dopo la sua morte, nel 1460, conta 110 volumi e tre carte geografiche, ma i libri di Sozomeno furono sicuramente in numero maggiore.

Nei giudizi espressi dai contemporanei (Vespasiano da Bisticci, Matteo Palmieri, Dietisalvi Nerone) Sozomeno appare un umanista di ampia cultura e un maestro di moralità per le giovani generazioni; gli studi più recenti, ormai acquisiti i principali contributi dell’erudizione fra XIX e XX secolo (biografia e storia della biblioteca), cercano soprattutto di definire il contributo di Sozomeno alla riforma grafica umanistica e al rinnovamento degli studi grammaticali e letterari.

"La conoscenza non è un bene destinato a pochi eletti, ma deve essere diffusa e resa accessibile a tutti – ha aggiunto Luca Iozzelli - Sozomeno, questo, lo aveva compreso bene e lo ha restituito con la sua grande opera di generosità”.

“Anche questo progetto nasce da una simile volontà – ha affermato Stefano Zamponi, professore al SAGAS di Firenze – quella di approfondire la conoscenza creando anche un sito web accessibile a chiunque voglia fruire, studiare, curiosare e conoscere la storia di Sozomeno e del suo operato”.

La sorprendente ricchezza delle fonti e dei documenti scritti hanno reso possibile, tramite un processo di selezione, la ricomposizione e l’interpretazione del processo storico-sociale. Ad oggi, sono stati recuperati tre quarti fra i documenti posseduti dalla biblioteca sozomeniana, che all’epoca era una delle più influenti d’Europa. Molti dei materiali sono stati ritrovati tra Parigi e Londra; la dispersione, infatti, era nata da un vero e proprio furto.

“Spero che il lavoro di ricerca non abbia termine quest’oggi – ha concluso Zamponi – con tale augurio mi rivolgo specialmente ai giovani che spero possano interessarsi a questo prezioso patrimonio e al grande lavoro di Sozomeno da Pistoia”.

 

 

 

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