Mercoledì, 13 Dicembre 2017 18:38

A Prato torna il grande jazz con la rassegna Metjazz 2018

Jonathan Finlayson Jonathan Finlayson

Prato – Presentata oggi a Prato la ventitreesima edizione della rassegna Metjazz 2018.

La manifestazione, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni, si svolgerà dal prossimo 29 gennaio al 19 febbraio 2018 in quattro grandi concerti fra Metastasio, Fabbricone e Teatro Politeama Pratese.

Il programma di quest’anno si presenta più ampio del consueto perché, se da un lato la rassegna, forte delle collaborazioni pratesi con il Museo del Tessuto, la Camerata Strumentale e la Scuola di Musica Verdi, conserva la sua struttura classica proponendo a Prato 6 concerti, 2 conferenze e una mostra fotografica, dall’altro diventa il fulcro di una sorta di festival jazz che, grazie a una coesa sintonia d’intenti con il Musicus Concentus e il Pinocchio Jazz di Firenze, presenta quattro concerti anche nel capoluogo toscano.

Due le caratteristiche peculiari delle proposte di Metjazz 2018: la prima è che tutti gli appuntamenti ruotano intorno al tema delle lingue e dei linguaggi del jazz, spaziando dall’inglese al francese, dallo yoruba allo spagnolo, dall’italiano al dialetto friulano; la seconda è che la rassegna intende esplorare i confini porosi tra i linguaggi musicali, ammettendo l’incontro tra jazz e musica classica e spingendosi attraverso i confini del rock elettrico e acustico, l’avanguardia, la world music, l’elettronica, fino ad approdare in altri modi espressivi, come la letteratura e la fotografia.

Il primo concerto, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le “Frontiere del jazz contemporaneo” e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, Jonathan Finlayson and Sicilian Defense (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido (Lunedì 29 gennaio ore 21.00 - Teatro Metastasio).

Il secondo concerto indaga “La nuova lingua del jazz italiano” proponendo due diverse formazioni: la prima, Simone Graziano Snailspace è un trio classico che affianca il pianista Simone Graziano con il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista Dan Kinzelman espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto Ghost Horse (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro (Lunedì 5 febbraio ore 21.00 - Teatro Fabbricone).

Il terzo concerto, “Blues on Bach: John Lewis e il Modern jazz Quartet”, coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, è una prima assoluta che si sviluppa da un progetto del compositore Michele Corcella con lo scopo di esaltare la ricchezza della musica di John Lewis (il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea) e che coinvolge uno dei più grandi pianisti del nostro jazz, Enrico Pieranunzi, cui si affiancano il contrabbasso di Luca Bulgarelli e la batteria di Mauro Beggio (Giovedì 15 febbraio ore 21.00 - Teatro Politeama Pratese).

Il quarto appuntamento è quello con la violinista cubana Yilian Canizares e il suo quintetto “Invocacion” (con la Cañizares sul palco anche il pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo) che, in “Una festa cubana”, fa della mescolanza di lingue (canta in spagnolo, yoruba e francese) e stili, un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea (Lunedì 19 febbraio ore 21.00 - Teatro Metastasio).

Ci saranno poi altri quattro appuntamenti racchiusi tra gli eventi di Metjazz OFF.

Per il concerto di apertura, due grandi sassofonisti, il primo sax della Scala e uno dei migliori jazzisti italiani, Mario Marzi e Achille Succi affrontano la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz nel concerto Bach in Black, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto (Venerdì 26 gennaio ore 21.00, Museo del Tessuto).

In un appuntamento realizzato da Metjazz 2018 con la Scuola di musica Verdi, accompagnato da due magnifici musicisti livornesi, Andrea e Nino Pellegrini, lo scrittore Alessandro Agostinelli leggerà pagine del suo romanzo Benedetti da Parker, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista (Domenica 28 gennaio ore 11.00, Scuola di musica Verdi).

Con una conferenza esplicativa realizzata in collaborazione con Scuola di musica Verdi, Stefano Zenni analizza “L’incontro tra Bach e il jazz” e trova nelle fughe jazz scritte da John Lewis in Concorde (1955) l’occasione per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea (Domenica 4 febbraio ore 11.00, Scuola di musica Verdi).

Per introdurre il grande concerto del 15 febbraio con una preziosa guida all’ascolto, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze (Giovedì 15 febbraio ore 19.00, Ridotto del Politeama Pratese).

A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica “Note in chiaroscuro” di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.

Il festival è organizzato dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Network Sonoro, Musicus Concentus, Camerata Strumentale “Città di Prato”, Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi, Museo del Tessuto, e Pinocchio Jazz Club di Firenze.

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