Venerdì, 12 Gennaio 2018 10:54

Intervista alla figlia Claudia, ricordo di Sergio Endrigo a Les Bouquinistes

nella foto Claudia Endrigo nella foto Claudia Endrigo foto di Carlo Quartieri

di Marcello Paris

PISTOIA - Il ricordo è avvenuto sotto forma di libro, un libro biografia scritto dalla figlia Claudia, con la prefazione di Claudio Baglioni, dal titolo “Sergio Endrigo mio padre, artista per caso”, presentato nella libreria indipendente Les Bouquinistes.

Una biografia composta di testimonianze, ricordi, ricerche sui giornali che ne raccontavano i successi e qualche angoscia.

Per i più giovani diciamo che Endrigo ha vinto il Festival di Sanremo 1968 con Canzone per te, è arrivato secondo nel 1969 con Lontano dagli occhi e terzo nel 1970 con L'arca di Noè; nel corso della sua carriera ha collaborato con scrittori e poeti come Gianni Rodari, Pier Paolo Pasolini, Vinicius de Moraes e Giuseppe Ungaretti e con musicisti come Toquinho e Luis Bacalov.

Siamo andati alla presentazione ad incontrare Claudia Endrigo per conoscere da vicino l’artista di successo ma anche un po’ dimenticato.

Claudia, una biografia che mancava e ripara una dimenticanza. Quanto tempo ha impiegato a scriverlo, molto?

No. Ci ho impiegato un anno circa. Ci pensavo da qualche mese poi una sera mi sono messa al computer e scritto un capitolo sul Brasile ed è venuto meraviglioso. Da lì ho detto ci provo; quindi ho organizzato il lavoro di ricerca, ho cercato di andare per ordine cronologico, essere molto precisa perche ricostruire tutta una vita di una persona, anche se è tuo padre, non è una cosa facile. Però in un anno l’ho scritto.

Sul Brasile ci toneremo, prima vediamo chi era Sergio Endrigo.

Domandona (ride) prima di tutto era mio padre un uomo profondamente giusto, generoso. Un uomo pieno di nevrosi per la sua infanzia, non aver mai conosciuto il padre, un uomo complesso ma che è rimasto nel cuore di chi l’ha conosciuto.

Quante testimonianze ci sono nel libro.

Beh, ce ne sono una decina.

Fra le persone con le quali era in contatto ce n’era qualcuna che ricordava con particolare piacere?

Uno fra tutti Vinicius de Moraes con il quale c’è stata un’amicizia profonda. Poi c’è stato anche il sodalizio artistico e sono nati dei dischi fantastici; c’è stato un grande amore come c’è stato con Bardotti (il paroliere ndr) e poi c’è stata questa grande stima e amicizia con Bruno Lauzi.

Endrigo descritto malinconico e schivo. Era questa malinconia, se vera, che si ripercuoteva nelle sue canzoni.

Certamente si. C’è da dire che lui diceva che non si canta l’amore felice. Se uno legge un brano di Tiziano Ferro, oggi, non mi sembra sia un brano felice. Si racconta l’amore infelice, quando si è felici non si canta. Però ha scritto anche brani allegri, viva Maddalena, insomma. Non era triste aveva questo velo strano probabilmente, come ho detto prima, legato al suo vissuto e quindi legato a cose non risolte che ha portato dietro tutta la vita. Avere avuto un fratello con il quale non ha avuto alcun rapporto che era l’opposto di mio padre, era uno manesco, uno duro. Mio padre non mi ha mai sfiorato con un dito.

Con gli amici che rapporti aveva, era “amicone” o riservato?

No lui aveva una schiera di amici con i quali, tra l’altro, giocava a carte e con loro c’era grande cameratismo.

Veniamo alle sue canzoni considerate romantiche legate al tempo nel quale venivano cantate, ma in realtà moderne, tanto che sono state riprese da molti cantanti recenti.

Si, è proprio la caratteristica dei suoi testi che sono tutti… che potrebbero essere stati scritti oggi. Canzoni come Era d’estate ma anche Aria di neve, Canzone per te. La stessa Lontano dagli occhi  che ha inciso la Nannini in chiave rock poteva esser stata scritta ieri. 

Baglioni ha scritto la prefazione nella quale non condivide alcune cose che lei ha detto, come il successo maggiore all’estero che in Italia.

Non è proprio così. Mio padre è stato famoso in Italia fino ai primi anni ’80, dopo di che è stato molto più famoso in Brasile che in Italia.

Siamo tornati al Brasile. Come si è verificato il successo in quel Paese, è stata l’amicizia con de Moraes o qualcosa d’altro?

Beh, è diventato famoso perché ha vinto Sanremo nel ’68 con Canzone per te insieme a Roberto Carlos. Però mio padre era già stato in Brasile nel ’64 dopo Io che amo solo te poi si innamorato di quella musica, l’amicizia con de Moraes, infine con Sanremo e Roberto Carlos il rapporto si è sviluppato sempre più tant’è che ha continuato a fare tournèe fino agli anni duemila. 

A proposito di San Remo dove nel 68, 69 e 70 è arrivato, nell’ordine, primo secondo e terzo, che ricordi aveva nei confronti dei colleghi. Parlava di Sanremo?

No. Lui non parlava del suo lavoro. Devo aggiungere che mio padre aveva vinto il premio della critica come miglior interprete maschile, con Elisa, nel ’73.

Lei nel libro affronta anche la morte di sua madre. Naturalmente la perdita di una persona con la quale si è vissuto a lungo in armonia e condivisione lascia a tutti il segno. In suo padre quella perdita ha lasciato qualcosa di più. Che impatto ha avuto sul suo carattere.

Beh, è stata una botta forte per tutti e due. Mia madre è morta di un cancro orrendo che l’ha consumata nel profondo e mio padre era atterrito dalla malattia e poi dalla morte di mamma. È stata veramente una perdita molto forte.

Il ricordo più bello che ha di suo padre qual è. Ce n’è uno in particolare?

Ma, la dolcezza. Mio padre era di una dolcezza disarmante, era di una ingenuità disarmante, alle volte sembrava un bambino e questa cosa mi commuove ancora oggi.

Allora le chiedo, di questa sua ingenuità qualcuno se n’è approfittato.

(Fa una piccola smorfia) Tutta la vita. Mio padre l’hanno fregato tutta la vita, negli affari perché lui si fidava, si fidava ciecamente. Era un artista e se sei un artista non puoi avere il pallino per gli affari. Sono due cose antitetiche, a mio parere, per carità.

Qualcosa lo ha amareggiato in particolare?

Questo si, di essere stato esiliato dalla televisione ma questo farebbe male a qualsiasi artista. L’artista vive di quello, per il rapporto con il pubblico per la musica che fa.

Però è stato ripagato con i successi all’estero dopo questo oblio in patria.

Si, però era italiano.    

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